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Avventure tra le dune
tempo di lettura previsto 2 min. circa
Mondo
inserita il 8 Febbraio 2010
fonte: Corriere di Como
PUBBLICITA'

La ricerca storica a volte procede per rivoli misteriosi. Da un capello o da analoga traccia organica minimale è possibile risalire al Dna e quindi all'identità del possessore. Allo stesso modo da una biblioteca di volumi di geografia e viaggi, il cui elenco un tempo fu conservato al Balbianello, l'antica dimora di Lavedo, presso Lenno, si è potuto ricostruire il profilo biografico di un illustre lombardo dell'Ottocento, protagonista di numerose avventure di esplorazione in Medio Oriente. Stiamo parlando del sontuoso volume a tiratura limitata, non in vendita e arricchito da numerose immagini d'epoca, realizzato dalla Biblioteca comunale "Vittorio Antonini", quarto della serie di "Quader ni" storici. Il personaggio in questione, la cui personalità complessa, di curioso esploratore e inquieto cacciatore di emozioni in terre lontane, emerge pagina dopo pagina tratteggiando l'immagine di un prisma, è Giammartino Arconati Visconti. Del quale il libro, a cura di Maria Cristina Antonini Berti, traccia un ritratto esaustivo partendo appunto dal fondo dei suoi libri e allargando subito l'orizzonte speculativo con una serie di contributi specifici.

Giammartino fu l'ultimo discendente di una delle più ricche e nobili famiglie dell'Italia settentrionale. Appassionato di letteratura (pubblicò la fiaba Re Orso di Arrigo Boito), di esplorazioni (il suo motto era «vita iter») e studi scientifici, compì viaggi alle sorgenti del Nilo a soli 23 anni, quindi in Nubia. Nell'aprile del 1865 fece un viaggio a Petra, l'antica città dei Nabatei, nell'attuale Giordania (l'itinerario completo fu Egitto-Sinai-Petra-Gerusalemme), in compagnia del pittore Emil Metzmacher.

Tour durante il quale compilò scrupolosamente un diario destinato a confluire in una pubblicazione, Diario di un viaggio in Arabia Petre a, di 395 pagine. E due anni più tardi seguì con entusiasmo i lavori per la costruzione del canale di Suez, scalando poi alcune piramidi egizie. Divenne socio della Società Italiana di Scienze Naturali di Milano, nel gennaio 1868. Morì a soli 37 anni, nel 1876, lasciando come scrive nel volume l'av vo c at o Ezio Antonini, tra i sostenitori della biblioteca di Lenno, «una testimonianza del viaggio come esperienza e formazione individuale ». Un'ampia finestra documentaria si è così aperta a illuminare un'epoca in cui i viaggi "fai da te" erano spronati dal desiderio di conoscenza.

di Lorenzo Morandotti
(21 Gennaio 2010)


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