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Tratto da :
“Shardana i Popoli del Mare”
di Leonardo Melis (Nuova
edizione, VI ristampa)
LA BATTAGLIA DI QADESH e i SHARDANA

La guardia scelta SHARDANA (i guerrieri al
centro con spada, scudo rotondo e elmo con le corna) salvò RAMSES dall’accerchiamento dei carri da guerra degli Ittiti.
Nel periodo corrispondente al racconto biblico dell’Esodo, il grande Ramses II, dopo essersi più volte lamentato che “ I Shardana sono venuti con le loro navi da guerra dal mezzo del Gran Mare, nessuno può resistergli”, li volle come preziosi alleati contro gli Ittiti a Qadesh (ma egli stesso racconta che tra i prigionieri caduti in mano degli Egizi si trovavano anche gli Shardana del mare, dal cuore ribelle, senza padroni, che nessuno aveva potuto contrastare). Questa battaglia è passata alla storia per essere la prima con un resoconto preciso e una descrizione dettagliata, inoltre tale avvenimento fu seguito dal primo trattato internazionale di cui si conoscano le clausole. Nel libro di Leonardo Melis “SHARDANA I POPOLI DEL MARE” abbiamo modo di leggere il
Resoconto
della battaglia dal “Poema di Pentaur”, dal nome dello scriba che
trascrisse su papiro i testi delle iscrizioni del tempio di Ramses II ad Abidos,
del tempio di Karnak, del tempio di Luxor e le iscrizioni in grafia ieratica del
papiro Sallier III: - Ingannata da false
spie catturate presso il fiume Oronte e interrogate circa la consistenza
dell’esercito di Hattusa, la divisione Ra, comandata da Ramses in persona, con
la divisione Ammone attraversano il fiume, (con loro un contingente della
guardia scelta di Shardana N.d.A.), Le altre due divisioni, Set con la nuova creata dallo stesso Ramses,
Ptah, restano indietro. Ramses lancia l’attacco in testa all’esercito come
sempre, a bordo del suo carro da guerra, ma deve fermarsi impietrito: dal fitto
bosco escono sulla radura migliaia di carri ittiti affiancati dai Siriani e da
numerosi altri alleati. Muwattali re di Hatti era riuscito a formare la più
grande coalizione mai vista fino ad allora per distruggere l’Egitto una volta
per tutte. La Storia parla di 15 tra province e regni alleati, di oltre 37.000
uomini armati, di 3000 carri da guerra, quei carri di cui anche nella Bibbia si
parla con terrore. Il faraone disponeva di quattro divisioni composte da 5.000
uomini ciascuna, di cui i due terzi erano mercenari: 1.600 Qeheqs (beduini del
deserto occidentale), 880 arcieri Nubiani, 100 Meswesh (Libici) e 520
Shardana, questi ultimi avevano anche il compito di guardia personale di
Ramses. I carri di cui disponevano gli Egiziani erano in numero di 200, quindi
infinitamente inferiori alle forze ittite. Il giovane faraone angosciato alza i
suoi lamenti: “vedete come hanno agito i capi? Essi hanno detto al faraone,
tramite le spie catturate, che il vinto Hatti era nel Paese di Aleppo, essendo
fuggito davanti alla mia maestà... mentre si nasconde dietro Qadesh
l’agguato”. Gli Ittiti devastano il campo di Ramses, ma il saccheggio del
campo egiziano fa rallentare la loro azione. Ramses, radunata la sua guardia
scelta, si lancia in un disperato attacco e il suo carro fa strage dei nemici. -
L’arrivo delle truppe ausiliarie di Amurru e della divisione Ptah respingono
definitivamente il nemico, mettendo in salvo Ramses, il quale poi si vanterà di
aver vinto una battaglia che al massimo aveva...pareggiato!
Al di là di tutto questo, a Ramses rimane il merito di aver capito che i
Shardana era meglio averli alleati che nemici. Li stimava tanto che ne fece
addirittura la sua guardia personale!
Alcuni
scrittori francesi, come il Visconte de
Rouge e lo Chabas si occuparono nel secolo scorso del mistero che circondava
questi guerrieri, già antichi per gli Antichi. Dobbiamo comunque riconoscere
che anche qualche autore moderno, soprattutto di lingua inglese e francese
comincia a riscoprire questo Popolo ignorato
sorprendentemente dai nostri testi scolastici. Persino l’autore del momento
sull’egittologia (romanzata), Christian Jaques, mette al fianco di Ramses un
terribile gigantesco guerriero che risponde al nome (speriamo solo nella
versione italiana) di Serramanna. Pur sorvolando sul fatto che un nome simile
non poteva ancora esistere a quei tempi, poiché si tratta di un nome di località
sarda chiaramente neolatino, rimane comunque chiaro che l’autore vuole
segnalare la presenza importante dei Shardana a fianco del grande faraone.
Alcuni studiosi, sempre riferendosi alle relazioni
intercorse fra Shardana e gli Egizi, stanno proponendo l’ipotesi neanche tanto
azzardata che la tribù di Dan (la tribù perduta) fosse in realtà un contingente
di mercenari Shardana di stanza in Egitto e fedeli al
principe Mosè.
E Tale ipotesi è sostenuta nel libro di Leonardo Melis “SHARDANA I POPOLI DEL MARE”.