SPECIALE
La “Teoria del Mantello”: i nuovi sviluppi …
di
Diego
Baratono e Claudio Piani.
(Elaborazioni grafiche e testi proprietà degli autori)
… La storia
d’un’insolita ed ardita teoria …
E’
la chiusura dell’anno 2003. Esaminata in retrospettiva è una congiuntura, per
dir così, topica. Il momento è risolutivo: si focalizza “hic et nunc” un’idea inconsueta. Forte almeno quanto
lusinghiera. Dalle pagine di questa stessa pubblicazione, infatti, si divulga
per la prima volta in assoluto, un’ardita teoria innovativa.[i]
La posizione teorica è innovativa per quel tempo, s’intende. Consiste, in
sostanza, nel lancio dell’insolente, ancora per dir così, “Teoria del
Mantello”. Il consistente impianto teoretico in discorso, abbraccia diversi ed
ampi domini intellettuali. E’ vero. Vero anche del resto, tale penetrante
struttura concettuale si prospetta immediatamente interessare un argomento, in
particolare. E’ speciale. Concerne la scoperta del Nuovo Mondo, faccenda che
ad oggi, è da dire, non si è
ancora risolta in maniera del tutto convincente.
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Riconosciuta,
invero, la specificità della materia, si prospetta un breve riassunto.
Il
veloce compendio assolve una duplice funzione.
Soddisfa, innanzi tutto, la curiosità di coloro cui fosse sfuggita la
considerevole radice tematica dell’argomento in oggetto. Consente
d’introdurre, inoltre, le precise coordinate per la corretta
contestualizzazione storica delle acute, potenti ed a volte imbarazzanti,
progressioni conseguite. Per sommi capi il concetto fondante la teoria in
discorso, riguarda la sussistenza ad un livello di retroscena, d’un doppio
codice, geometrico ed ermetico, legato in una certa misura alla religione
cristiana. Per meglio dire, la sagomatura geometrica del “pallio” distillato
dall’iconografia mariana è fissato in diversi dipinti raffiguranti la
“Madonna della Misericordia”. Il “topos”
intellettuale è sottile. Reifica a sorpresa, una formidabile configurazione
performativa di riferimento.[ii]
L’inedito apprestamento mentale è interamente compenetrato di
“geometrismi” sacri. La struttura intellettiva è complessa.
S’innesta, altresì, su d’un sottile motivo formale. E’ ricco,
questo, di notevoli informazioni geografiche. Sono schermate. Sono cognizioni
fondanti, ma ampiamente dissimulate. Di ragguardevole interesse è considerare
come la struttura compositiva armonizzata mediante questi ingredienti, sia
correlata ad una precisa rappresentazione di carta geografica rinascimentale.
L’esempio basale e determinativo? E’ facilmente rintracciabile. Consiste
nella raffigurazione geografica redatta a Saint Dié, nel 1507, da un noto
cartografo alemanno, Martin Waldseemuller. In questa carta murale, si ritrova
l’eccellente prototipo descrittivo da cui tutto è iniziato ed evoluto.

Martin
Waldseemuller. Saint Dié. Carta del Mondo. 1507. Si deve osservare la notevole
combinazione policircolare adottata per la cornice della carta geografica.
… La svolta, ossia l’inveramento d’una teoria
…
Il
risolutivo giro di boa, ad ogni buon conto, si ha nell’Ottobre del 2004. La Società di Studi Geografici di Firenze organizza un
importante convegno. Si celebra il quinto centenario del viaggio effettuato da
Amerigo Vespucci, alla scoperta del Nuovo Mondo. Il professor Giorgio Mangani
dell’Università di Bologna, nel suo intervento, è oltremodo chiaro: “… Il discubrimiento del Nuovo Mondo era un atto di
“Misericordia”… Il mantello era il simbolo della Misericordia … La
proiezione della carta di Martin Waldseemuller del 1507 è una carta che assume
le valenze della “caritas”, possiede cioè un significato ermetico …”.
[iii]
I commenti, non servono.
Seguono pubblicazioni e studi d’un certo rilievo. Compaiono anche
sull’autorevole “Rivista Geografica Italiana”.
L’esplorazione si rivela condotta, in buona misura, da Claudio Piani,
coautore di quest’articolo e dell’indagine. Mediante queste pubblicazioni si
tentano di fissare, in sostanza, le legittime soglie liminari
“ufficializzanti”, sempre opportune in simili casi. Non è poco …
In
ogni caso, s’avverte materializzarsi adesso e con sempre maggior definizione,
il robusto fil rouge solamente intravisto in un primo momento. Il quadro
d’insieme, segnala il coinvolgimento di soggetti ed ingredienti
all’apparenza distanti tra di loro.
Incontriamoli
…
Si ha un eccellente
cartografo rinascimentale tedesco, Martin Waldseemuller. Emerge un illuminato ed
influente circolo culturale fiorentino: l’umanistica, neo-platonica
“Accademia” ficiniana. Si prosegue in compagnia di due geniali pittori
fiorentini, presumibilmente accoliti della predetta “Accademia”. Il primo è
il sottile Ghirlandaio (Nella foto a destra: Profilo della
carta di Saint Dié sovrapposto all'affresco della "Madonna
Misericordiosa" del Ghirlandaio.)
cui
successivamente, s’aggiungerà l’inimitabile Botticelli. S’affianca loro
una lungimirante famiglia di mercanti e navigatori, sempre
Le prove indiziarie accumulate, suggeriscono in ogni caso una traiettoria inequivocabile. Ben definita. L’idea, che dapprima sembrava fin troppo inverosimile tanto era ardita, a conti fatti ha trovato, viceversa, l’accettazione di studiosi di levatura internazionale. Veniamo ad oggi. Teglio, Sondrio, Valtellina. E’ il 18 Giugno 2005. La data sancisce il “terminus post quem” da cui salpare, per dir così, al fine di tracciare itinerari rivoluzionanti, non solo per gli assai estesi paesaggi cartografici, ma anche per ancor più vasti domini iconografici, storici e culturali. Il giro d’orizzonte offerto in questo 18 Giugno, s’intuisce essere d’una certa levatura intellettuale e di gran bellezza estetica. Nel fatidico giorno si mette in piedi, infatti, un importante meeting. Il tema concerne: “La carta svelata di Palazzo Besta, un antico e misterioso codice geografico nel cuore delle Alpi”. Si deve notare come dall’istante in cui si è adombrata l’ipotesi dell’esistenza d’un profilo “palliografico”,[iv] orientato ad informare una certa classe di rappresentazioni cartografiche, si è concatenata una formidabile filiera di sostanziose prove indiziarie. Or dunque, si restituiscono, alla luce dell’intelletto, le numerose costituenti e le diverse tracce, oltremodo convincenti, intercettate e ricostituite. Sono tutti fattori quasi completamente polverizzati dall’implacabile macina del Tempo. Si deve assicurare, che fino a poco tempo fa simili impalpabili impronte indiziarie non sarebbero rientrate in alcun “conveniente” percorso di ricerca …
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[i] Si veda il numero 12 Novembre/Dicembre 2003 di “ArcheoMisteri”, pag. 18 – 27.
[ii] Il “pallio” è una sopravveste di stoffa portata dai Greci e dai Romani, consistente in un telo generalmente rettangolare. La “Madonna della Misericordia” esaminata è quella del Ghirlandaio. Dal 1472 decora la cappella votiva della famiglia Vespucci esistente nella chiesa d’Ognissanti a Firenze. Il termine “performativo”, implica un enunciato in grado di concretizzare un’azione. In questo caso, l’azione performata è l’atto devozionale condensato nel ritmo scandito dal profilo del mantello mariano, che abbraccia e protegge “come scudo” chi si colloca al di sotto d’esso.
[iii] Il professor Giorgio Mangani si considera il massimo conoscitore del pensiero geografico europeo. Giorgio Mangani oltre ad essere membro di spicco dell’importante “Società Geografica” di Firenze menzionata, è anche associato alla “International Society for the History of Cartography” di Londra. I suoi studi sono riconosciuti a livello internazionale.
[iv] Il termine “palliografico” si è derivato dal latino “palla”, essendo appunto questo, il mantello di gala delle dame romane. Si veda anche oltre.