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Fonte:
Le
Scienze
Data: 01.05.03
SPAGNA
- Granada - Microbi per salvare tesori archeologici
il calcare, la dolomia e il marmo sono particolarmente suscettibili
all’erosione e all’inquinamento perché sono porose ed espongono agli
elementi una grande area superficiale. In anni recenti, gli scienziati hanno
tentato di usare batteri in grado di produrre carbonati per rivestire i
manufatti più delicati con uno strato resistente di carbonato di calcio. Ma il
minerale depositato spesso ostruisce i pori della pietra anziché semplicemente
foderarli, impedendo così la circolazione dell’umidità e accelerando il
decadimento. Ora un gruppo guidato dal minerologo Carlos Rodriguez-Navarro
dell’Università di Granada afferma di aver ottenuto risultati promettenti in
seguito a
esperimenti con un batterio che si trova comunemente nel terreno, Myxococcus
xanthus, su campioni di calcare simile a quello usato in molti edifici
storici della Spagna. Il batterio produce cristalli di carbonato che formano un
cemento in grado di legarsi ai grani di calcite già esistenti, foderando le
pareti dei pori senza ostruirli. La calcite così depositata, chimicamente
identica al materiale originale, rispetta l’orientazione dei cristalli già
esistenti e le molecole organiche la induriscono, rendendola persino più
robusta della roccia originale.