Fonte: www.galileo.it
Data: 11.04.08
L'effetto serra del Cretaceo
La
mancanza delle fini particelle attorno alle quali si
depone l’acqua per formare le nuvole sarebbe stata
la causa dell’assenza di nubi nell’atmosfera di 50
milioni di anni fa. E quindi dei cosidetti
intervalli di “super effetto serra” che hanno
interessato il nostro pianeta nel passato. Questa
l'ipotesi di due paleoclimatologi americani hanno
dato una spiegazione al consistente riscaldamento
globale tra il Cretaceo e l’Eocene. L’assenza di
nuvole, infatti, avrebbe consentito ai raggi solari
di raggiungere direttamente la superficie terrestre.
Secondo lo studio, condotto da Lee Kump e David
Pollard della Pennsylvania State University in
America e pubblicato su Science, le nuvole sono in
grado di riflettere circa il 30 per cento
dell’energia solare nello spazio. “Oggigiorno
l'essere umano genera aerosol e inquinanti che
fungono da nuclei di condensazione per la formazione
delle nuvole. Ma nei millenni che hanno preceduto la
comparsa della nostra specie sulla Terra, gas
generati biologicamente erano prodotti da organismi
primordiali come le alghe negli oceani”, ha
dichiarato Kump. Secondo il paleoclimatologo
americano il Cretaceo è stato invece un periodo
particolarmente 'povero di particolati' e, di
conseguenza, di nuclei di condensazione, a causa
delle modificazioni che hanno interessato le acque
degli oceani e gli organismi che vi vivevano. Questo
avrebbe contribuito all’aumento delle temperature
sulla superficie terrestre. In questi anni, diverse
sono state le ipotesi degli scienziati per spiegare
l’effetto serra di queste ere geologiche. Secondo
alcuni, a essere responsabili sarebbero state le
elevate concentrazioni di anidride carbonica o di
altri gas come il metano, ma finora le evidenze
scientifiche hanno fatto cadere tutte queste
supposizioni. “Il modello da noi proposto giustifica
una riduzione dal 64 al 55 per cento della copertura
nuvolosa della Terra. Questa situazione
giustificherebbe l’incremento delle temperature che
ha interessato la Terra tra il Cretacico e
l’Eocene”, ha concluso Kump. (s.m.)