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Scienza Applicata
Fonte: http://www.physorg.com/
Data : 02.05.05
In
un’insolita collaborazione tra scienziati e umanisti, un team della Cornell
University ha rivelato un nuovo metodo per il recupero di testi ormai sbiaditi
su pietre antiche, mediante la riproduzione di immagini con la fluorescenza ai
raggi-X (XRF).
La ricerca applica una tecnica di analisi chimica non invasiva ampiamente usata in geologia, archeologia e scienza dei materiali.
E’ una tecnica molto più potente di qualsiasi altra mai usata nel passato, ed è destinata a diventare uno strumento chiave per l’epigrafia. Il primo successo nell’applicazione del XFR è stata per un’antica iscrizione sulla pietra tra 1,800 e 2,400 anni or sono, che ha offerto informazioni di interesse considerevole per linguisti e filologi, oltre che per storici, archeologi e storici dell’arte.
Le scoperte sono la risultante di uno sforzo congiunto tra la facoltà di Cornell e studenti di dottorato al dipartimento di Fisica, Fisica applicata e Classici, oltre che gli esperti del laboratorio scientifico dove sono stati portati avanti gli esami.
Un sincrotrone è un’apparecchiatura a raggi-X di un’intensità oltre un milione di volte superiore dei flussi di raggi X utilizzati nelle indagini mediche e nelle analisi standard ai Raggi X.
Al CHESS (Cornell High Energy Synchrotron
Source) un flusso di raggi X ad altissima energia, ultra intenso, è stato
prodotto da elettroni e positroni che circolano all’interno del sincrotrone a
quasi il 99.999995 % della velocità della luce. Questo flusso è stato sparato
su tre pietre di marmo iscritte in prestito dalla Biblioteca Butler della
Columbia University. In questo modo gli atomi illuminati presso la superficie
della pietra emettono raggi X fluorescenti ad energia inferiore. Usando uno
spettrometro per l’analisi delle energie e delle intensità di questi raggi,
è stata determinata la concentrazione degli elementi chimici sulla stessa
superficie. Data l’intensità del flusso di raggi X a sincrotroni, le
misurazioni degli elementi di queste tracce potrebbero essere rapidamente
ripetute dal momento che la pietra è stata scansionata avanti e indietro dal
raggio, producendo una mappa o immagine della concentrazione di ciascun
elemento.
Le iscrizioni
scelte, una di greco classico e due in latino – presentavano livelli
differenti di segni. La XRF ha rintracciato i più piccoli quantitativi di
ferro, zinco e piombo nelle regioni iscritte, tra gli altri elementi. I ceselli
di ferro erano usati comunemente per inscrivere le pietre e le lettere erano di
solito dipinte con pigmenti che contenevano ossidi di metalli e sulfidi. Questi
potrebbero contare per il ferro ed il piombo, ma la fonte di zinco rimane un
mistero. Nelle pietre più rovinate, gli elementi nelle tracce misurati dal XRF
hanno rivelato chiaramente i contorni delle lettere originarie, perfino dove non
erano più visibili all’occhio umano. Per
pietre moderatamente rovinate, la XRF permetterà di decifrare testi e offrirà
nuove informazioni sul modo in cui furono create queste iscrizioni.
Ciò significherà
recuperare migliaia di pietre, inclusa, probabilmente, parte del codice di leggi
di Dracone, un politico ateniese del VII secolo che codificò le leggi di Atene.