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SARDEGNA
Fonte: http://www.lamiasardegna.it/
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Un’isola piena di misteri: chi ha costruito gli oltre 7000 nuraghi.
Molti sono i misteri che rimangono insoluti sulla Sardegna. Il principale è chi abbia costruito i grandi nuraghi che caratterizzano più di ogni altra cosa il paesaggio sardo differenziandolo da quello di qualsiasi altra località del mondo. Ne sono stati censiti oltre 7000 e si ritiene che il numero totale superi abbondantemente i 10.000. Che cosa sono i nuraghi?Il nome nuraghe potrebbe derivare da un'antica radice nur che significa mucchio cavo, ed indica quella particolare forma di megalitismo che trova la sua massima espressione nella costruzione dei queste torri realizzate con blocchi squadrati di pietra disposti in cerchi sovrapposti, con blocchi di maggiori dimensioni in basso e sempre più piccoli verso l'alto, in modo da dare al nuraghe la forma di un tronco di cono. I nuraghi stanno in piedi, da migliaia di anni, grazie a una ben calibrata distribuzione di pesi, senza che vi sia alcuna traccia di materiale cementante. Diverse ipotesi sono state sviluppate sul loro utilizzo. Per la maggior parte, i nuraghi sono collocati o sulla sommità di una collina o ai margini di un altopiano, comunque in una posizione dominante, il che li fa ritenere costruzioni difensive. Alcuni potevano avere, invece, funzioni diverse, probabilmente di tipo mistico o religioso. Di sicuro la popolazione locale ha avuto, ed ha ancora oggi, il massimo rispetto di queste costruzioni, nessuna delle quali è mai stata riutilizzata ad esempio dai pastori per alloggiare o ricoverare le greggi. Infatti le campagne sono disseminate di ovili, spesso costruiti accanto a nuraghi, ma mai ricavati da essi come sarebbe stato molto più logico e comodo. I proto-nuraghi.
L'interno, al piano terra, presenta uno o più corridoi, ai lati del quale a volte si aprono cellette. Nel muro spesso sono ricavate delle scale a zig-zag, che portano al piano superiore dove si trovano altri vani solitamente rotondi o quadrangolari. Hanno la copertura realizzata il più delle volte con lastroni disposti orizzontalmente ma si ritiene che a volte il tetto fosse realizzato in legno e frasche. Il momento di passaggio dai proto-nuraghi ai veri nuraghi, si avrà con la comparsa della copertura a tholos, o a falsa cupola, che già vediamo realizzata in alcuni degli ultimi proto-nuraghi. Nella provincia di Gallura: · Arzachena - Nuraghe Albucciu, del tipo a corridoio e fa corpo unico con un grande massiccio granitico a ridosso del quale è stato edificato. · Calangianus - Nuraghe Agnu, del tipo a corridoio con pianta a ferro di cavallo. In provincia di Sassari: · Bultei - il proto-nuraghe di Luzzanas del tipo a corridoio ha forma ovale con copertura a piattabanda. E' ben conservato. · Thiesi - il Fronte e Mola o Su Saccu è un proto-nuraghe realizzato con grandi massi calcarei. Ha forma rettangolare con un abside posteriore e 2 nicchie per lato, dalla prima nicchia a sinistra una scala porta alla camera rettangolare presente al primo piano. Non facile da raggiungere è abbastanza ben conservato. In provincia di Oristano: · Suni - il nuraghe Seneghe è del tipo a corridoio, a pianta ellittica con un corridoio centrale che lo attraversa e due ingressi alle estremità. E' molto ben conservato. In provincia di Nuoro: · Bolotana - il Figu è un proto-nuraghe del tipo a corridoio. E' ben conservato. · Sorgono - il nuraghe Talei è di tipo a corridoio con pianta ellissoidale con una copertura a piattabanda. Dal corridoio si accedeva alla camera principale che aveva una copertura naviforme, ed una scala portava al terrazzo superiore. Nella provincia del Medio Campidano: · Gesturi - il Brunku Madagui è uno dei principali proto-nuraghi del tipo a corridoio con una terrazza sul tetto che ne copriva tutta l'estensione. All'interno sono stati rinvenuti resti di sughero che il C14 ha permesso di datare 1820 a.C., nulla garantisce però che non siano appartenuti ad abitatori successivi. E' abbastanza ben conservato. In provincia di Cagliari: · Nuraminis - Viene considerata un proto-nuraghe anche la capanna megalitica Sa Corona, in località Villagreca, una grande capanna a forma ellittica edificata con grossi massi. Mancando blocchi di pietra più piccoli o lastre di copertura, si ipotizza che avesse una copertura di rami e frasche. All'interno residui di ceramica che la fanno vedere frequentata nel 2000 a.C. al tempo della Cultura di Monte Claro. I nuraghi semplici.
Nella provincia di Gallura: · Aggius - Nuraghe Izzana di tipo misto, abbina le caratteristiche dei nuraghi a corridoio con quelle dei nuraghi a tholos. · Bortigiadas - Nuraghe Su Nuracu, monotorre, la cui importanza è data dal fatto che a solo 300 metri di distanza si trova l'importante domus de janas di Tisiennari. · Buddusò - Nuraghe di Iselle, circondato dai resti di un villaggio preistorico con una tomba ipogeica scavata nel granito. · Tempio Pausania - Nuraghe Majori, monotorre di tipo misto, abbina le caratteristiche dei nuraghi a corridoio con quelle dei nuraghi a tholos. In provincia di Oristano: · Suni: nuraghe Nuraddeo, nuraghe monotorre presente nel parco archeologico. In provincia di Nuoro: · Silanus: nuraghe Santa Sabina, tipico nuraghe monotorre. I nuraghi complessi.
Nella provincia di Gallura: · Arzachena - Nuraghe La Prisciona, trilobato, probabilmente l'unico nuraghe di tipo classico presente in Gallura, attualmente oggetto di campagne di scavo e restauro. · Buddusò - Nuraghe Loelle, trilobato di tipo misto, interessante esempio di incontro fra la tipologia a corridoio e quella dei nuraghi a tholos. In provincia di Sassari: · Alghero - il nuraghe Palmavera è un imponente fortezza nuragica a due torri, intorno al quale si trovano i resti del villaggio di capanne. · Torralba - il nuraghe Santu Antine è trilobato, con una torre centrale e tre torrioni angolari circondati da una cerchia di alte mura con diversi camminamenti di ronda. Una seconda cerchia di mura protettive più basse circonda i resti del villaggio sottostante realizzato in epoca successiva. E' uno dei nuraghi più importanti. In provincia di Oristano: · AbbaSanta - Nuraghe Losa, trilobato, con una struttura massiccia è circondato da un antemurale e da un'ulteriore cinta muraria che racchiude i resti del villaggio. E' uno dei nuraghi più importanti. · Mogoro - Nuraghe Cuccurada, quadrilobato, una delle torri laterali è un proto-nuraghe. Ancora in corso di scavo, si presume potrà rappresentare uno dei complessi nuragici più interessanti. · Sedilo - Nuraghe Iloi, un nuraghe complesso di tipo misto, forse una reggia nuragica. A poche decine di metri di distanza due tombe di giganti ed un villaggio nuragico. Sono in corso scavi. Nella provincia dell'Ogliastra: · Osini - Nuraghe di Sebissi, trilobato, con un mastio centrale e tre torri laterali, circondato da un villaggio, sorge sulla sommità di una collina che nasconde la grotta di Sebissi. In provincia di Nuoro: · Bortigali - Nuraghe Orolo, trilobato, con una alta torre centrale e due piccole torri a camera semplice, tutte racchiuse da un bastione. E' molto ben conservato. · Macomer - Nuraghe Santa Barbara, quadrilobato, collegati da un bastione esterno nel quale si snodano corridoi e camminamenti. Nella provincia del Medio Campidano: · Barumini - il complesso nuragico Su Nuraxi è quadrilobato, con un mastio centrale e quattro torri laterali, all'esterno è stato aggiunta una seconda cinta difensiva ossia un antemurale con 7 torri. E' circondato da un ampio villaggio che ha continuato a svilupparsi fino al III secolo d.C., in piena età romana. E' uno dei complessi più importanti, dichiarato nel 1997 dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. · Villanovaforru - Nuraghe e villaggio Gennamaria. Il nuraghe sorge su una collina da cui si domina buona parte del Campidano, ed è circondato da un grande villaggio abitato fino all'800 a.C. · Villanovafranca - Nuraghe Su Mulinu, presenta diverse tipologie costruttive come quelle a corridoio e a falsa cupola. Inizialmente quadrilobato, sono state successivamente aggiunte altre 4 torri. In una torre è stato trovato l'unico esempio di altare sacrificale della prima Età del Ferro. · Villanova Truschedu - il nuraghe Santa Barbara è costituito da due torri collegate da un cortile centrale, all'interno si possono ammirare le splendide coperture a tholos. Intorno i resti di un ampio villaggio. In provincia di Cagliari: · Orroli - il nuraghe Arrubiu ha un bastione centrale e cinque torri esterne collegate da un bastione. Una seconda cerchia di mura più basse costituisce l'antemurale esterno, difeso da otto torri. All'esterno le abitazioni del villaggio. E uno dei più importanti e tra i più vasti, con strutture che si sviluppano su un'area di oltre 3000 mq. Il mistero irrisolto della loro datazione.Il problema di una loro convincente datazione rimane ancora aperto, con diverse ipotesi molto in contrasto tra loro, dato che non disponiamo di una tecnologia in grado di datare gli antichi manufatti in pietra come sono ad esempio i nuraghi. Le datazioni certe che possiamo utilizzare sono quelle relative ai ritrovamenti di vasellame (esami di termoluminescenza o suddivisione in base agli stili, che però non si può avere certezza risalgano allo stesso periodo in aree geografiche diverse) ed ai ritrovamenti di materiale organico (esami al radiocarbonio). Ma questi tipi di datazione, pur essendo precisi, non ci danno la data dell'edificio, ad esempio del nuraghe, nel quale i reperti sono stati rinvenuti, dato che non è da escludere un eventuale successivo riutilizzo della stessa struttura in pietra ad opera di altre popolazioni. Ed accanto al problema della datazione, rimane aperto quello legato al motivo per cui i nuraghi si trovano solo in Sardegna, e quindi anche il mistero della comparsa e della successiva scomparsa della civiltà che li ha edificati. La datazione ufficiale nell'età del Bronzo.Le datazioni ufficiali del periodo nuragico, che si trovano in ogni ricostruzione storica ed anche sui cartelli indicatori posti accanto ai nuraghi, derivano dalle ricerche di Giovanni Lilliu, lo scopritore della reggia nuragica di Barumini, che ha impegnato tutta la sua vita allo studio dell'archeologia del periodo prenuragico e nuragico in Sardegna. Secondo Lilliu, i nuraghi sarebbero stati realizzati nell�età del Bronzo. Nel Bronzo Antico (1800-1600 a.C.) i protonuraghi, nel Bronzo Medio (1600-1300 a.C.) i nuraghi semplici e nell�età del Bronzo Tardo (1300-900 a.C.) i nuraghi complessi. Lilliu ha ricavato queste datazioni dall'analogia dei manufatti in essi rinvenuti con quelli presenti in altre culture di datazione più certa. Ma oggi è comunemente accettata l�ipotesi che tali manufatti siano successivi, presenti nel nuraghe a causa di un suo successivo riutilizzo da parte di altre culture. La datazione storica ufficiale viene oggi ritenuta decisamente superata; ci viene riferito che lo stesso Lilliu lo avrebbe ammesso. Una datazione più credibile nel periodo del megalitismo.Da qualche tempo studi più approfonditi, che iniziano ad essere accettati anche da archeologi tradizionali, portano ad anticipare di 1000-1500 anni la data di costruzione dei nuraghi, quindi non all'età del bronzo ma al periodo del megalitismo, quando in tutta Europa iniziarono a innalzarsi menhir, costruirsi dolmen ed altre strutture ciclopiche in pietra. L�epoca nuragica avrebbe quindi avuto inizio verso il 3.500 a.C. quando l�isola era abitata da una popolazione dai tratti negroidi, che ha raggiunto il suo massimo splendore con la cultura di San Michele di Ozieri che di sicuro ha realizzato menhir, dolmen ed altre strutture in pietra. E la sua fine sarebbe da collegarsi all�arrivo dall�oriente di popolazioni di origine semitica o indo-europea, che avrebbero portato sull�isola la lavorazione dei metalli, la navigazione e diverse altre conoscenze. Sono quelli che vengono indicati come gli Shardana, che percorrevano il Mediterraneo alla guida dei Popoli del Mare, come ci raccontano gli Egizi e gli antichi Greci. La costruzione dei nuraghi sarebbe quindi, secondo questa datazione, precedente al sorgere nel bacino del Mediterraneo delle prime costruzioni monumentali delle quali abbiamo evidenza storica. L'edificazione delle piramidi in Egitto inizia infatti dal 2.700 a.C., mentre sono più recenti le mura ciclopiche di Micene, Tirinto, Gla, sulle coste dell'Anatolia, a Troia. Un'ipotesi che vede il popolo dei nuraghi a cavallo dei due diluvi.Si va da qualche tempo a proporre anche una terza datazione, che li anticiperebbe ancora di qualche migliaio di anni. Leonardo Melis, ad esempio, ipotizza che, dopo il primo grande diluvio universale che avrebbe distrutto la civiltà di Atlantide, probabilmente collegabile con la fine della glaciazione di Wurm ed il grande disgelo dell�8500 a.C. (oppure secondo altri del 9600-9400 a.C.), si sarebbe sviluppata sull�isola la civiltà nuragica, una civiltà assolutamente unica che avrebbe appunto edificato queste grandi costruzioni, e si sarebbe successivamente pressoché estinta con il secondo diluvio, circoscritto al solo bacino mediterraneo, nel 3200-2700 a.C. Una ipotesi questa che ci fa piacere riportare, ma che riteniamo abbia bisogno di più documentati approfondimenti.
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Si ringrazia l'amico Claudio de Tisi di http://www.lamiasardegna.it/ per la gentile concessione.