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Sardegna
Fonte: www.alguer.it
Data: 21.07.2007 11.48
Virgilio Gavini ha presentato i “relitti sommersi”ad Alghero
A Fertilia nel Centro di aggregazione “10 Febbraio” sezione dell’Ente Giuliano di Sardegna c’è stata tanta partecipazione
ALGHERO - Serata dedicata alla cultura,
quella offerta ieri a Fertilia dal Centro di aggregazione “10 Febbraio” sezione
dell’Ente Giuliano di Sardegna. Organizzata da Fabio Mura e da Nicola Sardu, la
serata ha offerto ai numerosi presenti la possibilità di sentire Virgilio Gavini,
uno dei più rappresentativi archeologi marini sardi, la cui fama varca la nostra
isola. In attività da oltre 30 anni, collabora con la Direzione Generale per i
Beni Archeologici, opera per la “Sezione Tecnica per l'Archeologia
Subacquea-Stas”. La grande capacità comunicativa di Gavini, ha catturato
l’attenzione dei presenti, che hanno vissuto l’incontro proiettati all’interno
di un contesto affascinante: il fondo del mare e i suoi relitti. Virgilio Gavini,
con un proiettore ha fornito tutta una serie di documentazione di ottimo livello
riguardante la presenza di relitti sommersi nella costa della Sardegna, in
particolare ad Alghero. E’ stato affermato che l’indagine scientifica si rivolge
all'esplorazione dei diversi siti localizzati sia in mare che nelle acque
interne, utilizzando le più sofisticate strumentazioni che la tecnologia moderna
può offrire. «Ma anche un subacqueo normale – ha affermato Virgilio Gavini - può
accorgersi della presenza di un relitto in fondo al mare, ci vuole occhio
attento e un po’ di fortuna». Ormai però è assodato che le ricerche svolte in
mare si avvalgono anche dell'uso di sonar di profondità e strumenti capaci di
rilevare la presenza di metalli e dettagliare la composizione geologica del
fondale. Attraverso lo scavo e lo studio dei relitti viene raccolta una ingente
quantità di dati relativi alle rotte marine, alle merci trasportate, alla
tecnologia adottata dagli antichi nella costruzione delle navi. Lo studio
approfondito degli archeologi subacquei- è stato affermato- rende possibile la
ricostruzione del quadro socio-economico antico, in relazione al mare concepito
come via di comunicazione e di scambio di beni di consumo. Il tema scelto dal
relatore, ha dimostrato che la Sardegna offre un grande museo sommerso, e da
scoprire c’e davvero tantissimo. Ad Alghero si sono trovati reperti interessanti
a Maria Pia, i celebri “relitti del Mariposa”. Da questo sito l’archeologo è
partito per mostrare tutta una serie di foto documentali che hanno sbigottito i
presenti. Si tratta di relitti che si trovano a non più di 500 metri dalla riva,
a un approfondita di 3 metri circa, su un fondo sabbioso, ci sono almeno sei
imbarcazioni. Imbarcazioni della fine del ‘600 cariche di legno e la più antica
del I secolo a.C. piena di anfore vinarie, provenienti dalla Spagna e da
Alicante, che una rotta particolare, portava a Roma via Sardegna, i prodotti più
svariati, alimentari, metalli, prodotti derivati dalla coltivazione in cave,
oppure nelle miniere. I rilevamenti, anche aerei, hanno mostrato la vicinanza
con la terra ferma. Anche Porto Ferro offre reperti di grande rilevanza ai fini
dello studio, a 200 metri dalla riva, si scoprirebbero almeno 4 relitti di
epoche differenti, compreso uno dei primi del ‘900 che trasportava lime e raspe.
Dal centro della spiaggia, a cinquanta metri dalla scogliera, 150 metri al
largo,a circa 12 metri di profondità, si vene bene un verricello che sta a un
metro e mezzo d’acqua, A Sassari si sta programmando una conferenza del comitato
dei “Naviculari Turritani” che prevede la ricostruzione di una nave romana
“scala 1:1”, quindi perfettamente navigante, con tecnica costruttiva
perfettamente romana. «I romani usavano un tipo di costruzione definita a
“guscio portante”- ha afferma Gavini- non a scheletro portante. Per intenderci i
romani e i greci costruivano prima la scafo con il proprio fasciame, poi
successivamente assemblavano le ordinate. Esattamente il contrario di quanto si
fa oggi. Il progetto oggi ha un percorso politico, cioè finalizzato al
reperimento dei finanziamenti. L’uso dell’imbarcazione sarà di dapprima di
sperimentazione scientifica, poi un utilizzo didattico e turistico». La serata è
volta via con grande interesse, il nemico è stato il caldo afoso che ha nesso a
dura prova i presenti. Il Centro di aggregazione “10 Febbraio” sezione dell’Ente
Giuliano di Sardegna ha ora in programma altre serate dedicate alla cultura, in
particolare alla pittura, nei prossimi giorni verrà diramato il calendari delle
esposizioni che riguarderanno Sergio Zidda, Alessandro Concas e Antonella Fanny.
Nella foto: Virgilio Gavini durante la sua esposizione