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Regno Unito
Fonte: http://www.bbc.co.uk/
Data : 26.11.04
LA RICERCA INFINITA
Il fascino seduttore del Sacro Graal si perpetua nei secoli, ed ora i crittografi di Bletchley Park si sono uniti alla caccia. Ma perché il Graal è considerato il tesoro più importante della storia? Perché l’uomo si ostina a cercare qualcosa di cui non è sicura nemmeno l’esistenza?
Può
un’oscura iscrizione su un monumento di 250 anni in un giardino dello
Staffordshire indicare dove si trova il Sacro Graal – il prezioso calice che
si dice fu usato da Gesù nell’Ultima Cena?
Questa
teoria è sostenuta da Richard Kemp, amministratore generale della tenuta di
Lord Lichfield a Shugborough nello Staffordshire.
Kemp
ha convocato alcuni dei crittografi più famosi al mondo per decifrare un
messaggio enigmatico inciso sul Monumento di Shepherd, nella tenuta di Lichfield.
Il
monumento, costruito attorno al 1748, riproduce l’immagine di uno dei dipinti
di Nicholas Poussin, e sotto ad esso le lettere: “D.O.U.O.S.V.A.V.V.M.”
Per
lungo tempo si è creduto che queste lettere – che hanno affascinato alcune
delle più grandi menti negli ultimi 250 anni, tra le quali Charles Darwin e
Josiah Wedgwood – offrano indizi sul luogo in cui sarebbe nascosta l’elusiva
coppa di Cristo.
Si
dice che Poussin sia stato Gran Maestro dei Cavalieri Templari, l’Ordine
militare istituito durante le Crociate - formalmente per proteggere i pellegrini
che si recavano in Terrasanta - e che passò alla storia come “custode del
Sacro Graal”.
Eppure,
Oliver ed Sheila Lawn (foto a destra), una coppia di ottantenni che fece parte
del Bletchley Park nel Buckinghamshire durante la II Guerra Mondiale, hanno
avuto grosse difficoltà con il Monumento Shepherd.
Lawn
ha dichiarato nei giorni scorsi che decifrare quelle lettere è “molto più
difficile” che decrittare il codice Enigma della Seconda Guerra. Ritiene si
tratti di un messaggio di un’oscura setta cristiana, che dichiara di credere
che Gesù fosse un profeta terreno, e non di natura divina – mentre sua moglie
Sheila ritiene si possa trattare di un tributo codificato di un conte rimasto
vedovo alla sua defunta moglie.
Così
un’altra pista verso il Graal sembra essere giunta ad un punto morto. Perché
il Graal riesce ad eccitare tanto l’immaginario collettivo? E perché siamo
disposti a credere che un tale oggetto esista, contro ogni evidenza tangibile?
Interesse Rinnovato
Il
Sacro Graal è da alcuni considerato il calice usato da Gesù nell’Ultima
Cena, da altri la coppa in cui Giuseppe di Arimatea raccolse il sangue del
Cristo crocifisso, e da altri tutt’e due le cose. Alcuni sostengono che
Giuseppe possa aver portato la coppa in Inghilterra nel I secolo d.C.
Storie
sul Graal sono state raccontate per secoli. Vi è stata poi un’esplosione di
nuovo interesse, a seguito della pubblicazione, nel 1982, del libro The Holy
Blood and the Holy Grail (IL Sangue Sacro ed il Santo Graal N.d.T.), che
sostiene, in sintesi, che Gesù sopravvisse alla crocifissione ed insieme alla
Maddalena diede origine ad una discendenza, in Francia, i Merovingi, che furono
protetti dai Cavalieri Templari ed in seguito dalla Massoneria. Forse a ragione,
il libro era stato denunciato come fantasioso e del tutto lontano dalla realtà
storica.
Il
Sacro Graal è quindi approdato ad Hollywood. Nel celebre Indiana Jones e
l’Ultima Crociata, di Steven Spielberg, l’avventuroso archeologo combatte
contro i nazisti e trova il Graal.
Ora
Ron Howard, l’attore di Happy Days divenuto un apprezzato regista, sta
preparando l’adattamento cinematografico de “Il codice da Vinci”, il
bestseller di Dan Brown, secondo il quale Leonardo Da Vinci avrebbe dipinto nei
suoi quadri una serie di indizi per giungere alla soluzione del mistero, e
scoprire una verità così sconvolgente da scuotere le fondamenta della Chiesa.
Il
romanzo di Brown è il fenomeno letterario degli ultimi tempi, amato ed odiato
in eguale misura.
Puramente Leggendario
Secondo
gli esperti, è proprio questo il luogo in cui il Sacro Graal può essere
trovato: in fiction e film.
Eric
Eve è un professore di Teologia e Studioso di Nuovo Testamento all’Università
di Oxford. Ha dichiarato di non conoscere alcun elemento che confermi
l’esistenza del Sacro Graal.
“Nella
versione della leggenda che conosco, il Graal si dice fosse il calice usato da
Gesù nell’Ultima Cena, in seguito portato in Inghilterra da Giuseppe
d’Arimatea. Ma non vi sono evidenze del I secolo di quel che accadde né al
calice, né a Giuseppe – se anche vogliamo ammettere che ebbe esistenza
storica.
“La
probabilità che la coppa sia giunta nelle mani di Giuseppe e che egli abbia
viaggiato fino in Inghilterra sono prossime a zero, e per me sono solo
leggende.”
Richard
Barber, autore di “The Holy Grail, The History of a Legend” (IL Sacro Graal,
la Storia di una Leggenda N.d.T.), che sarà pubblicato dalla casa editrice
Penguin l’anno prossimo, sostiene che il Sacro Graal venne ad esistenza più
di mille anni dopo la morte di Cristo.
“E’
pura letteratura. Fu inventato da uno scrittore francese, Chretien de Troyes,
alla fine del XII secolo, nel romanzo su Parsifal. La sua narrazione di fantasia
è alla base di tutte le storie sul Graal.”
Ipotesi di complotto
Barber
ritiene che l’interesse nel Graal del XX secolo provenisse di fatto dal
“rivivere dell’interesse nella letteratura medioevale nel XIX secolo, quando
Tennyson, Wagner e gli artisti pre-raffaelliti trasmisero il loro entusiasmo per
le leggende sul Graal” e che il fascino che ancora oggi noi nutriamo per il
Graal sia alimentato dalla moda tutta contemporanea delle ipotesi di complotto e
dei cover-up.
“Il
Graal – avvolto di mistero e da sempre appartenuto al reame
dell’immaginazione – è il meraviglioso cardine del nuovo genere della
“fiction storica”, l’idea che tutta la storia come insegnata e documentata
sia un grande bluff. Una volta che questa idea è divenuta corrente – specie
grazie all’avvento di Internet, ha acquistato vita propria, senza
considerazione del fatto che si basi o no sulla realtà.
Perfino
alcuni di coloro che hanno scritto che il Graal potrebbe “avere qualche base
nella realtà” ammettono che è difficile dire cosa sia il Graal, e tanto più
dove si possa trovare.
Erling
Haagensen è co-autore (con Henry Lincoln) de “The Templar Secret Island: The
Knights, The Priest and The Treasure” (L’Isola segreta dei Templari: I
Cavalieri, I Sacerdoti ed il Tesoro N.d.T.), che sostiene che “qualcosa” si
troverebbe nascosto nella piccola isola di Bornholm nel Mar Baltico.
“Non
so cosa sia il Sacro Graal” ha dichiarato Haagensen. “Qualcosa di molto
importante, e con forti legami con il Sacro Graal si trova però nascosto
sull’isola di Bornholm. L’Arca dell’Alleanza potrebbe teoricamente essere
nascosta lì”.
“Ma
esiste qualcosa di persino più importante, che ha sempre seguito l’Arca
dell’Alleanza, e che possiamo ora provare si trova a Bornholm. Ciò sarà
rivelato
nel nostro prossimo libro” aggiungono, misteriosamente.
E
mentre alcuni autori – ed una nutrita schiera di siti web sulle varie di
ipotesi di complotto – ritengono che “qualcosa” un giorno, sarà trovato,
gli scettici ridicolizzano l’esistenza della preziosa reliquia.
“E’
tutto molto divertente, ma non ha senso” ha dichiarato Richard Holloway (foto
a destra), ex Vescovo di Edinburgo. “La ricerca del Sacro Graal appartiene,
insieme alla ricerca dei resti dell’Arca di Noè sul Monte Ararat, e alla
favoleggiata Arca dell’Alleanza di Indiana Jones, all’immaginario
collettivo. Non esiste alcuna realtà obbiettiva, né alcuna prova, ma si sta
rivelando un sogno per gli editori, che sanno che il mondo è pieno di
appassionati del mistero, ansiosi di conoscere una verità nascosta.”