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PRECOLOMBIANE

 

Fonte: http://www.nature.com/news/

Data : 14.12.04

DECIFRATO IL MISTERO DELLE PIRAMIDI « CINGUETTANTI »

Analisi acustiche mostrano come il tempio trasformi gli echi in suoni della natura 

La teoria che gli antichi Maya costruirono le loro piramidi come immense casse di risonanza per produrre echi strani ed evocativi, ha trovato conferma nel lavoro di un gruppo di scienziati belgi.

Nico Declercq della Ghent University ed i suoi colleghi hanno mostrato come le onde sonore che riecheggiano attorno ai gradini della piramide di El Castillo (foto) - alle rovine Maya di Chichén Itzá, presso Cancún in Messico - creino suoni che imitano il cinguettio degli uccelli ed il ticchettare delle gocce di pioggia.

L’effetto richiamo, che ricorda i gorgheggi dell’uccello messicano quetzal, un animale sacro nella cultura Maya, è stato riconosciuto per la prima volta dall’ingegnere acustico, di base in California, David Lubman nel 1998. Il “cinguettio” può essere prodotto battendo le mani alla base della scala.

Declercq ha provato viva impressione nel sentire per la prima volta l’eco ad una conferenza acustica a Cancun nel 2002. Dopo la conferenza, insieme a Lubman ed altri interessati, ha deciso di partire per Chichén Itzá  per sperimentare direttamente il cinguettio di El Castillo. “Suona davvero come un uccellino” ha dichiarato Declercq.

Ma i costruttori delle piramidi sapevano esattamente ciò che stavano realizzando? I calcoli di Declercq mostrano che, malgrado vi siano evidenze che la piramide sia stata progettata per produrre suoni sorprendenti, gli ingegneri maya non avevano probabilmente previsto esattamente cosa avrebbero richiamato alla mente.

Lubman era inizialmente convinto che i costruttori della piramide crearono l’effetto cinguettio intenzionalmente. Ma Declercq e colleghi obbiettano che non è necessariamente così. La loro analisi sull’acustica della piramide mostra che il suono preciso dell’eco dipende dal suono che lo provoca. Il suono del tamburo, ad esempio, produce un diverso effetto di risonanza.

I ricercatori sperano che altri ricercatori vorranno svolgere rilevazioni acustiche al sito di El Castillo per vedere quali effetti possano essere indotti da altre sorgenti sonore.

In effetti, lo stesso Declercq ha apprezzato una di queste variazioni nel corso del suo viaggio del 2002. Quando altri visitatori salivano gli scalini della piramide di 24 metri, ha notato una sequenza di echi pulsanti che ricordavano il suono della pioggia che cade su una pozza d’acqua.

Declercq si chiede se questo, piuttosto che il richiamo per il quetzal, possa essere stato lo scopo del progetto acustico di El Castillo. “Potrebbe non essere una coincidenza” ha dichiarato – il dio della pioggia giocava un ruolo importantissimo nella cultura Maya.

Ma forse interpretazioni così indicative sono ingannevoli. Il team di Declercq ha mostrato che l’altezza e il passo degli scalini della piramide creano un filtro acustico che enfatizza alcune delle frequenze dei suoni, mentre ne sopprime altre. Ma calcoli più dettagliati dell’acustica mostrano che l’eco è influenzato da altri, e più complessi, fattori, come una combinazione delle frequenze di altre fonti sonore.

In conclusione, è virtualmente impossibile dimostrare che qualsiasi specifico effetto-eco sia stato intenzionale. Lo stesso Declercq è ora scettico sulla teoria del quetzal – non ultimo perché ha sperimentato effetti simili prodotti da scalinate in altri siti religiosi. A Katargama nello Sri Lanka, ad esempio, un battito di mani presso una scala che conduce al Fiume Menik Ganga, produce un’eco di risposta che ricorda il qua qua delle anatre.

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