| Fonte:
www.adnkronos.com |
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Data:
05/05/08 |
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Nuove scoperte nella
regione di Lambayeque
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Una serie
di eccezionali scoperte archeologiche sulle
civiltà precolombiane sta caratterizzando la
nuova campagna di scavi avviata in Perù
grazie al contributo dell’Italia e al
sostegno dell’Università di Milano. Ne danno
notizia Emilia Perassi e Antonio Aimi, i due
docenti del Dipartimento di Scienze del
Linguaggio della Statale, alla testa
dell’équipe di studiosi che da circa un anno
affianca Walter Alva, il più famoso
archeologo peruviano. Nella regione di
Lambayeque, un’area costiera, pianeggiante e
semidesertica nel nord del Perù, sono
tornati alla luce in pochi giorni
straordinari reperti. Nella necropoli di
Sipán è stata trovata la tomba di un
re-sacerdote di 1600-1700 anni fa, ricca di
monili e oggetti rituali in rame dorato,
ceramiche, emblemi, bellissimi ornamenti in
forma di testa di giaguaro. Nella vicina
località di Ventarrón è invece riapparso un
tempio con il più antico dipinto d’America
(un cervo in una rete, 2000 a.C.), mentre a
Collúd è emerso un secondo tempio, forse
coevo, in cui si è scoperto un bassorilievo
con testa di felino e "becchi" di ragno.
Questi ritrovamenti aprono numerosi
interrogativi sulle culture preispaniche
come ad esempio sul significato simbolico di
icone finora misteriose. La maggior parte
degli scavi è stata possibile dal progetto
Prodesipán, che l’Università di Milano ha
promosso con la Caritas del Perú e con il
Museo Tumbas Reales de Sipán. Finanziato con
circa 2,5 milioni di euro provenienti dalla
conversione del debito che il Perù ha
contratto con l’Italia, Prodesipán sta
attuando anche un importante programma
sociale per sviluppare quest’area
poverissima. Oltre a finanziare le attività
archeologiche, il progetto ha consentito di
fornire la zona di acquedotto e fognature e
di istituire corsi di formazione per
sviluppare il turismo. |
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