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Oceania
Fonte: http://edition.cnn.com/
Data : 10.05.05
SYDNEY, Australia – Uno dei grandi misteri delle prime esplorazioni europee dell’Oceano Pacifico è stato risolto con l’identificazione di un relitto sul fondo del mare come quella del vascello francese La Perouse.
Il
destino di Jean-Francois de Galaup de La Perouse è stato oggetto di
speculazione per più di 200 anni dopo che l’esperto navigatore scomparve a
seguito della sua partenza dalla Botany Bay in Australia nel 1788.
Si
ritiene che le due fregate di La Perouse siano naufragate durante una tempesta a
nord della Isole Salomone nel nord-est dell’Australia, una teoria che è
attualmente stata confermata da evidenze fisiche.
Una
spedizione lanciata dall’Associazione Isole Salomone e finanziata dal governo
francese, ha dichiarato di avere identificato un relitto a largo dell’isola di
Vanikoro, come quello di La Boussole, una delle navi di La Perouse.
La
missione, il settimo tentativo di risolvere il mistero, coinvolge 70 persone a
bordo di una nave francese da trasporto e comprende archeologi, entomologi, un
linguista, pittore ed un geofisico, e Marc La Perouse, un discendente
dell’aristocratico esploratore.
La
Boussole è stata trovata presso un sito conosciuto come “la faglia”.
La
scorsa settimana, un sestante – strumento usato dai navigatori per misurare la
distanza angolare del sole dall’orizzonte – con l’iscrizione “Mercier”
è stato trovato presso “la faglia”.
L’associazione
Salomone ha dichiarato che la scoperta dello strumento permette loro di
identificare la nave, dal momento che i documenti indicano che La Perouse avesse
un sestante a bordo de La Bussole, che era stato fatto dal “Maestro Mercier”.
La
Perouse, nato bel 1741, fu incaricato dal Re Francese Luigi XVI a mappare il
globo, al fine di aprire nuove rotte marittime. Lasciò la Francia il 1 agosto
1785, con due fregate, La Boussole e L’Astrolabe.
Inviò
un messaggio il 10 marzo 1788, dall’Australia, con cui annunciava il suo
ritorno in Francia per il dicembre dello stesso anno.
Se
La Perouse fosse riuscito a tornare in patria, avrebbe certo potuto reclamare la
scoperta del continente australiano alla Francia, e la storia coloniale del Sud
Pacifico avrebbe preso una piega differente.
Il
suo ricordo vive comunque nella terra d’Australia: un quartiere lungo il mare
di Sydney porta il suo nome.