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Medio Oriente

 

Fonte: http://www.chn.ir/english/enarch1.asp

Data : 18.02.05

ARCHEOLOGIA IN IRAN : LA DIGA DI BOLAGHI POTREBBE RIVELARSI UNA FORTUNA?

Tra Pasargadae, la prima capitale dell’impero persiano, e la Persepoli, si trova una strada che conduce ad una profonda gola, attraverso una piccola vallata chiamata Bolaghi. Una diga attualmente in costruzione, che dovrebbe finire quest’anno, inonderà i 20 chilometri quadrati della valle, sollevando il livello dell’acqua nel fiume che scorre attraverso essa per diversi metri. Le acque saliranno fino a sei chilometri dalla tomba di Ciro, che comunque non è a rischio, né lo sono i palazzi nelle vicinanze.

Su richiesta dell’Organizzazione Iraniana per la Cultura ed il Turismo (ICHTO), gli archeologi hanno condotto survey di emergenza nell’area nel 2003 e 2004. Hanno mappato più di 100 siti di attività umana, inclusi due impressionanti canali di 10 km di lunghezza, costruiti nella pietra o incisi nella roccia. Hanno trovato evidenze di rifugi e cocci da molte aree differenti. Poche scoperte risalivano ai tempi preistorici, la maggior parte essendo Achemenidi o successive, ad arrivare fino all’Era Moderna.

Le grotte, alcune delle quali sono state occupate nell’era preistorica, si trovano in posizione elevata, e non sono direttamente minacciate dalle acque. Per via delle modeste dimensioni dell’area e della dimensione relativamente piccola dei suoi siti, la sua importanza non può essere comparata a quella di altri siti che hanno affrettato operazioni di salvataggio, ad opera di team internazionali, in Turchia, Siria, Iraq e lungo tutto il corso dell’Eufrate.

Ad ogni modo, la regione di Bolaghi/Sivand, merita l’attenzione degli archeologi. Ha occupato una posizione strategica attraverso molte ere storiche differenti, e, se non si agisce subito, non potremo mai sapere quali tesori archeologici racchiuda.

(…)

Non è solo questione di scavare ogni singolo metro quadro, dove sono stati trovati i reperti, e nemmeno di scavare i siti nella loro interezza. L’obbiettivo è effettuare una ricognizione dei differenti tipi di resti (villaggi, campi, fattorie, opifici, cimiteri, strade ecc.) e comprendere la loro cronologia, in ordine a ricostruire la vita nelle comunità umane, indubitabilmente poche in numero, che una volta occuparono questa valle. Vi sono evidenze di vita umana che risalgono a 2,000 anni or sono, secondo le osservazioni iniziali, probabilmente persino neolitico.

Il tempo sta per scadere, ma molto è ancora possibile. L’ICHTO ha programmato una strategia per controllare l’intera area, dando priorità alle zone più a rischio di inondazione. Vari team iraniani e internazionali hanno risposto all’appello di aiutare, e i lavori inizieranno già questo mese.

E finalmente, la minaccia della diga potrebbe produrre una situazione positiva; in molti paesi industrializzati, le aree meglio conosciute per i loro tesori archeologici sono quelle ove i team di archeologi sono stati chiamati prima della costruzione di vie di traffico, ferrovie, e nuove aree urbane. Gli scavi di recupero lungo il fiume Eufrate, hanno offerto un’incredibile ricchezza di nuovi dati.

La valle di Bolaghi potrebbe un giorno provarsi un’eccezione in Iran: una micro-regione ben studiata, nella provincia di Fars, dove, fino ad ora, solo i monumenti più famosi, come la Persepoli, sono stati sottoposti ad attento studio.

 

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