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Medio Oriente
Fonte:
ADNKRONOS.IT
Data:
08.09.05
Affondata
la nave ricostruita come 5mila anni fa
Il
battello “Magan”, che doveva raggiungere l'India seguendo la più antica
rotta commerciale conosciuta, si è inabissato al largo della capitale omanita
Mascate
Si
è capovolto e inabissato nelle acque a largo della capitale omanita Mascate il
battello ricostruito sperimentalmente da alcuni studiosi sul modello delle
imbarcazioni che nel terzo millennio avanti Cristo avevano l'esclusiva del
commercio tra la Mesopotamia e la valle dell'Indo. Come 5.000 anni fa, ieri sera
“Magan” doveva raggiungere l'India seguendo la più antica rotta commerciale
conosciuta, ma è affondato poco dopo essere salpato dal porto di Sur, a 300
chilometri da Mascate. Gli 8 studiosi di navigazione antica che l'avevano
progettato e si trovavano a bordo sono stati tratti in salvo.
Lo
scafo capovolto è stato recuperato in mare dopo il naufragio. Carpentieri ed
esperti a bordo della nave appoggio hanno tentato di riparare il battello, per
vedere se fosse possibile fargli riprendere il mare e portare a compimento il
tentativo. Gli studiosi di storia della navigazione, tra i quali c'è anche un
italiano, avevano fedelmente ricostruito la nave sul modella di un'antica
imbarcazione di 5mila anni fa e volevano tentare, con i soli strumenti e le
tecniche usate dai navigatori dell'età del bronzo, arrivare in India sfruttando
il monsone che in questa stagione è favorevole.
Quella
ricostruita per questa impresa di archeologia sperimentale è la nave oceanica
più antica conosciuta: frammenti di scafo costituiti da corde tenute insieme da
bitume, rinvenuti da archeologi italiani e francesi sulla costa omanita, hanno
ispirato il progetto del battello. Diversi ritrovamenti avevano ispirato gli
studiosi a ricostruire modellini di quelle antiche navi.
Per rendere più realistico il viaggio, il battello salpato ieri e purtroppo
affondato, trasportava un carico con i generi commerciali che il Paese di Magan
esportava verso l'India: miele, incenso, rame, ed altro. La volontà di
ricostruire il viaggio per mare come lo vivevano i marinai di cinquemila anni
fa, non ha fatto dimenticare la prudenza: il battello è stato seguito passo
dopo passo da una moderna nave militare di appoggio logistico, il cui intervento
è stato infatti provvidenziale.
Idealmente, il papà della “Nave di Magan” è un italiano. Era il 1985
quando l'archeologo Maurizio Tosi, a capo di una spedizione italo-francese con
il collega Serge Cleuziou, scoprì centinaia di pezzi di bitume spessi un paio
di centimetri nel pavimento dei magazzini del porto di Ras 'al-Jins.
L'insediamento risale all'antica Età del bronzo, ed era un villaggio stagionale
di pescatori che si erano insediati in quel punto per sfruttare la pescosità
del luogo.
Osservando i reperti, gli archeologi notarono una particolarità: da un lato
c'erano segni di corde e stuoie, mentre dall'altro impronte di crostacei dei
mari tropicali. Intuirono così che dovevano essere i resti di antiche
imbarcazioni e Tosi si mise in testa di ricostruirle.
Per
riuscire nell'impresa, l'archeologo Tosi si è affidato al collega americano Tom
Vosmer, che nel 1980 aveva ricostruito la nave di Sinbad. Il progetto è partito
nel 1997: con l'aiuto di alcuni ricercatori dell'Università di Bologna, Vosmer
ha prima disegnato un modello della nave al computer, quindi (nel 1999) ha
realizzato un modellino in scala 1:20, e infine nel 2002 a Ravenna ha costruito
un prototipo in scala 1:3. Subito dopo si è trasferito in Oman e lì sono
iniziati i lavori per la versione definitiva della nuova Nave di Magan.
Le
canne sono tenute insieme da corde realizzate da esperti indiani con pelo di
capra, mentre per rivestirle è stato utilizzato un bitume naturale giunto
apposta dall'Iraq. Ne è servita una tonnellata: a stenderlo hanno provveduto
direttamente alcuni marinai di Bassora che lo usano ancora sulle loro barche da
palude. Infine, dopo aver ricoperto esternamente lo scafo con delle stuoie, sono
stati montati due alberi uniti sulla cima e leggermente spostati verso la prua
dell'imbarcazione. Così lo scorso 11 luglio la nave era stata varata.
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2005 Giuseppe Marra Communication