(AGI) - Prato, 28 mar. - La Rocca di Cerbaia, monumento
simbolo della Val di Bisenzio, si e' rivelata uno scrigno di
sorprese e misteri. L'ultima campagna di scavo, in via di
conclusione, ha rivelato l'esistenza di una necropoli
altomedievale, composta da sette sepolture di bambini, di un
fortilizio difensivo e ha portato alla luce un unicum
archeologico, un basamento in pietra nella quale era
alloggiata una ruota lignea di un argano utilizzato per la
costruzione della struttura, eccezionale testimonianza di
cantiere medievale.
Il risultato del lavoro di ricerca condotto in Val di
Bisenzio e' stato presentato questa mattina a Palazzo
Buonamici. Con il sindaco di Cantagallo, Ilaria Bugetti, e
il presidente della Provincia, Massimo Logli, e la
soprintendente per i beni architettonici ed artistici, Paola
Grifoni, sono intervenuti Marco Milanese, docente di
archeologia medievale dell'universitą di Sassari e direttore
scientifico del progetto e Gabriele Gattiglia, archeologo e
coordinatore degli scavi. L'intervento di recupero, come ha
sottolineato il professor Milanese, e' infatti risultato di
un impegno sinergico del comune di Cantagallo, della
Provincia di Prato, della Regione Toscana (che finanzierą un
successivo lotto di lavori), delle soprintendenze ai beni
archeologici e architettonici e dell'universitą di Pisa.
Attualmente non accessibile, la rocca - come ha annunciato
il sindaco di Cantagallo - nel giro di alcuni mesi sarą
posta in sicurezza e aperta alle visite guidate, mentre gli
archeologi stanno lavorando anche a un sito internet. Per il
presidente Logli "il recupero della rocca si situa nella
strategia di valorizzazione del sistema archeologico della
Val di Bisenzio che comprende anche la Badia di Vaiano".
(AGI)