Torino, 20 ott. (Adnkronos) - Crocevia di
culture fra Medio Oriente, India e Cina, in un periodo coevo
alle antiche civiltà mediterranee e a quelle delle lontane
steppe, l'Afghanistan e' stato il centro di un impero senza
confini, aperto agli scambi culturali di tutto il mondo
conosciuto. Oggi, dopo anni di guerra, il popolo afghano può
parlare di ''memoria ed identità ritrovate" e il pubblico
europeo può ammirare i reperti, fortunosamente salvati,
nella mostra progettata dal Muse'e Guimet ed esposta al
Museo di Antichità di Torino. In questo contesto la
Fondazione per l'Arte della Compagnia di San Paolo, con il
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, organizza una
giornata di studi dedicata all'approfondimento di alcuni
interrogativi posti dalla mostra sui tesori ritrovati. Al
tale incontro intervengono alcuni tra i piu' importanti
studiosi dell'archeologia di tale area geografica. Viktor
Sarianidi, lo studioso russo di origine greca che, in piena
epoca sovietica, scoprì i tesori di Tilla Tepe, la ''collina
dell'oro'', e' diventato l'icona dell'archeologia afghana.
La storia delle sue scoperte cominciò nel 1978, e proseguì nel tempo in modo spesso avventuroso. Le foto dell'epoca mostrano un uomo dallo sguardo deciso e attento, un piglio austero e di grande fascino. Protagonista francese dell'archeologia in Afghanistan e' Paul Bernard, cui toccò di essere l'ultimo direttore della delegazione archeologica francese (DAFA) in quel Paese.
Dal 1978, anno dello scoppio della guerra civile, Bernard dovette abbandonare lo scavo di Ai Kanoum, che aveva costantemente seguito fin dal 1964. Il ruolo di aprire il convegno è stato però riservato a Pierre Cambon, direttore del Museo Nazionale di Arti Asiatiche Guimet di Parigi e ideatore della mostra in corso al Museo di Antichità di Torino.
La storia delle sue scoperte cominciò nel 1978, e proseguì nel tempo in modo spesso avventuroso. Le foto dell'epoca mostrano un uomo dallo sguardo deciso e attento, un piglio austero e di grande fascino. Protagonista francese dell'archeologia in Afghanistan e' Paul Bernard, cui toccò di essere l'ultimo direttore della delegazione archeologica francese (DAFA) in quel Paese.
Dal 1978, anno dello scoppio della guerra civile, Bernard dovette abbandonare lo scavo di Ai Kanoum, che aveva costantemente seguito fin dal 1964. Il ruolo di aprire il convegno è stato però riservato a Pierre Cambon, direttore del Museo Nazionale di Arti Asiatiche Guimet di Parigi e ideatore della mostra in corso al Museo di Antichità di Torino.