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Fonte: www.adnkronos.com
Data: 15.06.06
Dalla Firenze-Mare riaffiora un villaggio-fattoria
Capannoli
(Pi) - È grande 3000 mq, si trova nella cosiddetta “Piana delle cento fattorie”
nella campagna lucchese, ed è lo scavo che la Soprintendenza Archeologica della
Toscana ha riportato alla luce a ridosso dell’autostrada Firenze Mare. Vicino
all’uscita del casello di Capannoli, in costruzione per conto della Società
Autostrade, gli archeologi della società, diretti dal professor Michelangelo
Zecchini, hanno ritrovato “un intero villaggio-fattoria - ha detto Zecchini - di
epoca romana risalente a circa 2100 anni fa”. Un ritrovamento eccezionale che,
come ha spiegato il direttore del Forum Unesco di Lucca, l’architetto Alessandro
Mrakic, “potrebbe cambiare l’aspetto archeologico della toscana”; e che il 23
giugno verrà ufficialmente presentato in una conferenza stampa.
Iniziato a novembre e proseguito nel mese di maggio con i rilevamenti specifici e scientifici, lo scavo coinvolge accanto alla soprintendenza toscana, anche archeologi e tecnici dell’Università del Nord Carolina e di New York; tutti “entusiasti ed elettrizzati - ha continuato il professor Zecchini - perché questa è la prova concreta che testimonia la devastante alluvione che colpì la zona e di cui hanno scritto molti degli storici greci e che ci permetterà di ricostruire l’intera morfologia del paesaggio”.
Prova schiacciante, il ritrovamento di uno scheletro di neonato, di circa due mesi, morto per annegamento; alla luce, sono tornate integri anche viti e alberi, “querce intatte - ha proseguito il direttore degli scavi - fossati, condutture di bonifiche che rivelano la struttura dell’archeologia del paesaggio; un notevole ritrovamento su cui poi, i botanici, potranno ricostruire millimetricamente l’area e la vita di oltre 2000 anni fa”.
Non solo. Come ha spiegato Giulio Ciampoltrini, funzionario della soprintendenza toscana, nonché Archeologo Direttore Coordinatore Responsabile della direzione Scientifica dello scavo, “il rinvenimento - ha detto - è di estremo interesse perché ci dà la possibilità di ricostruire con notevole precisione scientifica la storia del paesaggio della piana lucchese dal II sec a.C. fino al Rinascimento”. Andando a due metri di profondità gli archeologi hanno dei livelli che testimoniano la presenza di “frequenza umana - ha aggiunto Ciampoltrini - intercalati a fenomeni alluvionali e a opere di bonifica che si concentrano soprattutto tra il II e il I sec a.C. ovvero tra il 180 a.C. e l’età augustea”.
Lembi di campi coltivati dai coloni, analisi botaniche che preannunciano l’esistenza di vigneti per la produzione del vino e il centro abitato, che risale al 180-80 a.C., stato sepolto definitivamente tra l’80-70 a.C, gli ultimi anni della Tarda Repubblica Romana, a causa di un’alluvione molto violenta. “In seguito - ha continuato Ciampoltrini - è stata condotta un’opera di bonifica con fosse campestri che permettono per la prima volta nella piana lucchese e nella Toscana settentrionale di ricomporre nel dettaglio la morfologia del paesaggio e del territorio fornendo anche informazioni paleoambientali”.
Dalla
“Piana delle cento fattorie”, infatti, il funzionario della soprintendenza ha
precisato che sono riemerse solo “una decina di fattorie, molti degli scavi sono
iniziati e alcuni restano ancora incompleti. Le difficoltà sono molte, ma il
comune di Capannoli ci ha sostenuto e la Società Autostrada ha garantito il suo
contributo continuando a finanziare gli scavi che - ha precisato - devono andare
di pari passo con la tutela e la conservazione del paesaggio e del territorio di
cui si occupa la soprintendenza”. E il ministero per i Beni e le Attività
Culturali? “Da 25 anni lavoriamo alacremente sulla campagna toscana - ha detto
Ciampoltrini - e per quest’anno abbiamo chiesto al ministero 30.000 € per
terminare alcuni lavori nella provincia di Lucca. Ne abbiamo ottenuti solo
12.000 - ha aggiunto con amarezza - questa somma è sufficiente per una settimana
di scavo con un paio di archeologi. Questa è la situazione, ma contiamo che dopo
questi ritrovamenti qualcuno si muova per noi”.