L'Uomo del Similaun vittima di
sacrificio rituale
Ucciso in occasione della caduta di un meteorite sulle Alpi?
Il mistero di Oetzi svelato da una tavoletta sumera. La soluzione
sulla morte dell’Uomo del Similaun, il corpo mummificato di un uomo
di 3200 anni fa, scoperto nel 1991 sul ghiacciaio alpino, verrebbe
dalla recente decifrazione da parte di due studiosi inglesi del
testo di un astronomo di Ninive. All'alba del 29 giugno 3123 a.C. è
stato osservato un asteroide che si schiantava sulla terra. I
calcoli dei ricercatori dell’Università di Bristol hanno individuato
la traiettoria dell’asteroide e il punto di caduta: la zona di
Kofels nelle Alpi tirolesi dove esiste un grande ammasso al cui
interno sono state trovate alcune rocce vetrose, riconducibili
indubbiamente ad un meteorite. Ad affermare la relazione tra
l’evento astronomico e la morte di Oetzi, come è stata ribattezzata
la mummia alpina ritrovata a 3278 metri al valico di Tisa, è
Domenico Nisi, 65 anni, archeologo, collaboratore del Museo
tridentino di scienze naturali, che dal 1992 studia le tracce
lasciate da Oetzi sul territorio. "Ora possiamo affermare che Oetzi
fu vittima di un sacrificio umano rituale compiuto in occasione
della caduta del corpo celeste - sostiene Nisi - gli studi affermano
che la mummia dei ghiacci sia databile tra il 3350 e il 3100 a.C. in
coincidenza temporale con l’esplosione dell'asteroide". Secondo lo
studioso trentino anche lo stato di conservazione del cadavere
sarebbe compatibile con la caduta del meteorite: “Le conseguenze
principali – prosegue Nisi - di un simile impatto come sostengono
gli studi furono la produzione di fumo e vento caldo, il deposito di
polveri e la formazione di nubi che oscurando il sole diedero
probabilmente luogo a un lungo inverno che ha mutato il clima,
facendo espandere i ghiacciai locali". Il vento caldo avrebbe
"essiccato" il cadavere e la neve lo ha poi ricoperto conservandolo
nella sua bara di ghiaccio fino ai giorni nostri. "Ritengo quindi
necessario - conclude lo studioso - riaprire a 360 gradi le ricerche
sull'Uomo del Similaun con nuovi tipi di indagine sul corpo e sul
territorio, finalizzati al recupero di dati fino ad ora ignorati o
esclusi".
Fonte:
Alto-Adige
del 6 aprile 2008