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Fonte: http://www.culturalnews.it/Article.aspx?c=39&a=3824
Data: 01.09.07
RICERCHE ARCHEOLOGICHE SUBACQUEE A PORTO PALERMO IN ALBANIA
Si è svolta tra il 19 agosto e l’1 settembre la prima campagna di ricerche archeologiche organizzata dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Foggia e dal Dipartimento di Archeologia Subacquea dell’Istituto Nazionale Archeologico albanese. Hanno diretto le ricerche il prof. Giuliano Volpe (Università di Foggia) e il dott. Adrian Anastasi (INA, Durazzo), con la collaborazione dei dott.ri Danilo Leone e Maria Turchiano (Università di Foggia). Hanno partecipato alle indagini i dottori Alessandra De Stefano, Giacomo Disantarosa, Nunzia Mangialardi (rilievi topografici) ed anche alcuni studenti dell’Università di Foggia. Le ricerche si sono avvalse del supporto tecnico-scientifico dell’Associazione ASSO di Roma, specializzata in attività subacquee, con la responsabilità del dott. Mario Mazzoli e la partecipazione dei tecnici Bernardino Rocchi e Marco Vitelli (riprese fotografiche e video). Preziosa è stata inoltre la collaborazione della Marina Militare albanese, che ha messo a disposizione due motovedette e alcuni locali presso la base militare di Porto Palermo.
La prima
campagna di ricerche ha riguardato una delle zone più affascinanti e
interessanti dal punto di vista paesaggistico e culturale della costa
albanese, la baia di Porto Palermo.
Nel corso di quasi un centinaio di immersioni, per una durata complessiva di
circa 80 ore di attività subacquea condotta ad una profondità compresa tra
6-7 e 35 metri, grazie ad una ricognizione sistematica realizzata da squadre
di archeologi e tecnici subacquei, sono state individuate alcune aree di
dispersione di materiali archeologici, relative a zone di ancoraggio
utilizzate dalle navi antiche, soprattutto in occasione di tempeste, per
trovare riparo durante il viaggio lungo la costa albanese. La baia infatti
offriva almeno tre zone di sicuro ancoraggio, scelte a seconda del tipo di
vento. Queste prime indagini hanno in particolare privilegiato l’area
prossima all’isolotto che ospita il Castello di Ali Pasha, dove sono stati
individuati, posizionati e documentati numerosi reperti archeologici, alcuni
dei quali sono stati recuperati e trasferiti presso il Museo di Durazzo. La
documentazione archeologica attesta un uso continuo della baia nel corso
almeno di mille anni di storia della navigazione: i materiali archeologici
comprendono infatti anfore greche corinzie del IV secolo a.C., anfore
greco-italiche del III-II a.C., anfore italiche di
tipo Lamboglia 2 del I a.C., anfore africane e
anfore
egee ed orientali del IV-VI d.C., anfore bizantine. Dalla documentazione
raccolta emerge il pieno inserimento del territorio albanese nelle
principali rotte commerciali, con contatti che privilegiano l’area adriatica
e la parte orientale del Mediterraneo. Non mancano peraltro anche ceramiche
e oggetti vari di età medievale e moderna. Sono state infine rinvenuti due
ceppi di ancore di piombo di età romana, oltre ad ancore di ferro di età
moderna, abbandonate da imbarcazioni che, in situazioni di difficoltà, non
erano evidentemente riuscite ad effettuarne il recupero.
La
presenza di relitti nella zona appare altamente probabile, anche se
verosimilmente, data la natura dei fondali caratterizzati da una forte
pendenza verso il centro della baia, dove la profondità supera 80 metri,
essi sono localizzabili a notevoli profondità, non raggiungibili per mezzo
della normale immersione con bombole ad aria.
La baia presenta per più versi i caratteri ideali per la ricerca sia perché
si tratta di un naturale punto di sosta e di rifugio per le navi che
praticavano il cabotaggio lungo la costa albanese, sia per la presenza del
Castello di Ali Pasha, dove si auspica che il governo albanese, accogliendo
una proposta formulata dalla missione archeologica subacquea italo-albanese,
voglia istituire un ‘Museo del Mare’ e un ‘Centro di Ricerche Archeologiche
Subacquee’. Nella baia, inoltre, nei pressi dell’isolotto che ospita il
castello, si propone di allestire un ‘Itinerario archeologico subacqueo’,
anche riposizionando sul fondo i materiali recuperati: in tal modo i
turisti, accompagnati da guide e seguendo un cavo che materializzi il
percorso, potrebbero visitare i fondali, incontrando lungo l’itinerario
anfore, ancore e altri reperti archeologici, opportunamente segnalati e
dotati di pannelli esplicativi subacquei. Si spera inoltre che l’intera baia
sia dichiarata area naturale protetta. Si attuerebbe in tal modo una formula
intelligente di turismo culturale e ambientale, che potrebbe attirare molti
turisti interessati alla storia, all’archeologia, all’immersione subacquea,
senza compromettere ma anzi garantendo la difesa del paesaggio.
La prima campagna di ricerche, resa possibile grazie al sostegno finanziario
dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e dell’Agenzia per il
Patrimonio Culturale Euromediterraneo, è parte integrante di un progetto più
ampio denominato (con riferimento alla tipica imbarcazione antica degli
Illiri) ‘Liburna. Archeologia subacquea in Albania’: tale progetto prevede
non solo la realizzazione della carta archeologica del litorale albanese e
la conduzione di scavi, ma anche attività finalizzate alla formazione di
giovani archeologi subacquei e alla valorizzazione del patrimonio
archeologico sommerso. In particolare si punta alla costituzione di una
Scuola italo-albanese di archeologia subacquea (sotto forma di Master
internazionale), promossa dalle Università di Foggia e di Tirana. Una tale
struttura didattica di alta formazione potrebbe anche rivolgersi a studenti
dell’intera area balcanica, contribuendo alla diffusione di una cultura
dell’archeologia subacquea e alla definizione di standard condivisi sotto il
profilo tecnico-metodologico.
I risultati della prima campagna di ricerche archeologiche subacquee
condotte a Porto Palermo saranno illustrati in occasione del III Convegno
Nazionale di Archeologia Subacquea, organizzato dall’Associazione Italiana
Archeologi Subacquei e dall’Università di Foggia a Manfredonia dal 4 al 6
ottobre 2007.