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fonte:
www.corrieredicomo.it
data: 04.0305
Gli scheletri di Valdaro
Sono «sicuramente un maschio e una femmina», anticipa la
studiosa Cristina Ravedoni che se ne occupa da quasi un anno, gli scheletri
della celebre coppia abbracciata in un comodo strato di terriccio sabbioso,
dove giace da circa 5-6 mila anni, rinvenuti ad appena mezzo metro di
profondità il 5 febbraio 2007 nella
campagna mantovana, in località Valdaro
di San Giorgio e dal marzo scorso studiati nel potente Laboratorio di
Archeobiologia del Museo archeologico Paolo Giovio diretto dal professor
Lanfredo Castelletti. Presto saranno comunicati i dati delle
analisi su questi e sugli altri sei resti pervenuti, di epoca
Neolitica, che dovrebbero permettere di scrivere nel modo più
scientifico possibile la loro carta d'identità ,
completata alla fine dello scavo del terriccio che circondava le ossa.
Presto il Museo Giovio terrà un
summit con Elena Maria Menotti della Soprintendenza Archeologica della
Lombardia per fare il punto della situazione e stabilire il futuro dei resti
che dovrebbero riprendere la strada per Mantova ma non prima di una
esposizione al pubblico nello stesso Museo Giovio. L'emozione,
dopo la lunga attesa, nel trovarsi al cospetto di una testimonianza così
antica della vita dell'uomo, è
palpabile nella comunità comasca
degli appassionati di archeologia e dei misteri dell'antichità .
Cristina Ravedoni, che all'Università
di Camerino ha studiato con il professor Franco Ugo Rollo, celebre per i
suoi dotti studi sull'uomo di Similaun, terrà
intanto venerdì prossimo alle 17.30
al Museo Archeologico la conferenza Scritto nelle ossa, che non anticiperà
risultati sugli scheletri abbracciati ma spiegherà
come i resti umani, grazie alla possibilità
di restituire l'aspetto fisico e di conoscere sesso, età
di morte, malattie, stato nutrizionale, traumi e stress da attività ,
possono fornire un quadro biologico e sociale degli individui e delle
comunità antiche. Non è
che una delle iniziative in programma a Como in occasione della XVIII
Settimana della cultura scientifica e tecnologica promossa dal ministero
dell'Università e della Ricerca.
Oggi la kermesse prevede sempre alle 17.30 una visita al Laboratorio di
Archeobiologia, costituito nel 1981, ampliato nel 1987 e nel 2004. Domani e
giovedì alle 16 visite al Tempio
Voltiano. Sabato 8 marzo - dalle 15 alle 17 - al Museo Archeologico sarà
la volta di Facciamoci le ossa!, laboratorio di animazione per bambini alla
scoperta dello scheletro umano e delle sue funzioni. Al Museo Didattico
della Seta di via Castelnuovo 9, infine, per la Settimana della cultura
scientifica e tecnologica è prevista
l'apertura a orario continuato dalle 9 alle 18. Oggi alle 16 visita guidata
con riduzione sul biglietto d'ingresso per seguire il percorso della filiera
serica che si snoda fra le Sale museali, attraverso le varie fasi della
lavorazione, dall'allevamento del baco alla torcitura, dalla tessitura a
mano a quella meccanica, dalla fase dei controlli fisici allo studio dei
coloranti chimici, dalla tinto-stamperia al procedimento ultimo della
nobilitazione dei tessuti.
di Lorenzo Morandotti
News segnalata dall'amico: Franco Prada
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