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GRECIA
Fonte: http://www.ekathimerini.com/4dcgi/news_423559Rfact&xml/&aspKath/news
Data : 30.12.05
Nell’antica
Cibyratica, al sito dell’antica città di Bubona, ad un’altitudine di circa
1,000 metri, meno di 100 km dalla costa turca sud-occidentale, si trova il
villaggio di Ibecik. Qui è stato scoperto un gruppo di bellissime statue di
bronzo, unico nel suo genere, risalente ai tempi romani. Dissotterrate durante
scavi illegali, le statue sono ora esposte in un museo straniero. I membri dei
team di ricercatori da Heidelberg e Atene sono gli unici visitatori dell’area,
e vi si recano ogni anno. Per raggiungere il sito, devono percorrere gli ultimi
400 metri di irto pendio a piedi, ma l’area ricompensa la fatica con basamenti
di statue con iscrizioni greche databili all’Impero Romano, e con le rovine di
un numero incalcolabile di edifici.
L’antica città, una comunità auto-governata di cittadini solitamente collegati con l’Era Classica e l’Atene di Pericle, non fu distrutta dai romani, che incoraggiavano invece l’autonomia delle città Greche. Seppure non dotata di esercito o di truppe da combattimento, era un centro d’intensa attività politica ed economica. La tradizione intellettuale greca coltivata in questi centri fu imposta e mantenuta dalla prevalente ideologia con l’accordo dei rappresentanti di Roma.
Circa 60 km a nord-est della città di Fethiye si trova il villaggio di Incealiler, da cui un sentiero conduce all’antica Oenoanda. Non è stato sistematicamente scavato né sviluppato come località turistica, perciò non è paragonabile a Efeso, prima dei lavori di restauro. Le mura della città sono ancora impressionanti ed al sito del mercato le basi delle statue sono ancora erette o giacciono dove crollarono secoli or sono.
Vale la pena visitare Oenoanda semplicemente per la purezza dell’aria, il profumo delle pinete, e la vista delle montagne dall’orizzonte. Inoltre il sito offre alcuni dei più importanti monumenti nella storia dell’epigrafia greca. Perfino un occhio non allenato può riconoscere lo scritto greco sulle rovine sparse ovunque.
Oenoanda, come anche Cibyra e Bubona, appartengono alla sezione settentrionale dell’area che in antichità era nota con il nome di Licia. Nessuna popolazione dalla madre terra Grecia si è mai stanziata al sito, ma il linguaggio greco fiorì in queste terre quanto nella Ionia e Eolia. La popolazione locale aveva già smesso l’uso della lingua Licia dal IV secolo a.C. ma non smise mai di enfatizzare le proprie origini e tradizioni. La popolazione della Licia, come voleva essere chiamata, si considerava parte dell’Ellenismo, ma solo grazie alle sue specifiche caratteristiche.
Il Mediterraneo una volta favoriva le identità composite e cosmopolite.
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