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GRECIA
Fonte: www.bbc.co.uk
Data : 20.10.04
Gli
archeologi hanno scoperto il più antico “camino” d’argilla artificiale,
in uno scavo nella Grecia meridionale.
I focolai si datano tra 34,000 e 23,000 anni or sono, ed erano quasi certamente utilizzati per cucinare dagli abitanti preistorici dell’area.
I ricercatori hanno trovato in questi focolai resti di ceneri di legno e fitoloiti – un tipo di cellula delle piante –e test di laboratorio hanno mostrato che l’argilla era bruciata.
Lo studio appare nell’ultima edizione della rivista dei ricercatori Antiquity.
La scoperta aiuta a colmare il gap tra i focolai di pietra costruiti da popoli precedenti e le fornaci di argilla usate tre 28,000 e 26,000 anni or sono al sito di Dolni Vestonice nella Repubblica Ceca.
Le fornaci di argilla sono state scavate da un team israelo-europeo alla Grotta di Klisoura 1, situata in una gola nel Peloponneso nord-occidentale.
Oltre 70 forni costruiti usando l’argilla sono stati dissotterrati in strati di terra associati con una cultura preistorica conosciuta come gli Aurignac.
I popoli che crearono i focolai probabilmente portarono l’argilla dalle pianure alluvionali di fronte alla grotta di Klisoura, e, dopo averla asciugata, le diedero forma.
A
Dolni Vestonice, gli archeologi hanno trovato prova che i
cacciatori-raccoglitori preistorici che usavano i forni per cuocere figurine
d’argilla.
I ricercatori hanno trovato ossa di animali bruciate associare con le strutture di argilla, che includono i resti di cervi, lepri, pernici e ottarde.
Insieme si trovavano semi bruciati di piante commestibili, come uva spina ed i frutti del gramigna, anche se non è possibile dire se siano state cotte deliberatamente o se invece arsero in fuochi naturali.
Fino ad ora, si avevano poche preziose evidenze della transizione dai forni di pietra nel Medio Paleolitico all’avanzata tecnologia usata nell’Europa Centrale, circa 28,000 anni or sono.