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GRECIA
Fonte: http://www.liv.ac.uk/
Data: 06.06.05
INDAGINE
SULLA LETTERATURA FANTASTICA DEGLI ANTICHI GRECI
Nuove ricerche sugli antichi Greci mostrano che la loro passione per i viaggi ispirò le prime forme di scrittura fantastica e fantascienza.
Vi è una lunga tradizione di fantasia nella letteratura greca, che comincia con il viaggio fantastico di Ulisse nell’Odissea di Omero. Il dr. Karen Ni-Mheallaigh, della Scuola di Archeologia Classica ed Egittologia dell’Università di Liverpool, sta esplorando la fantasia nell’antica letteratura, esaminando la struttura delle moderne opere fantastiche o di fantascienza e tentando di comprendere come possano essere applicate ai testi del mondo antico.
Ni-Mheallaigh guarda in particolare all’opera dello scrittore del II secolo d.C., Luciano di Samosata, che scrisse Storie Vere, un diario di viaggio che comprende il racconto di una spedizione sulla luna e di guerre interstellari. Sarà quindi esaminato anche Antihanes di Berge – che scrisse dei suoi viaggi nel lontano nord dell’Europa, dove era così freddo che le parole si “congelavano in aria”; come anche lo scrittore Erodoto, che parlò di “serpenti volanti” e di “formiche giganti che scavavano l’oro” in India.
Ni-Mheallaigh spiega: “La scrittura di fantasia nel mondo antico è ancora relativamente inesplorata da una prospettiva letteraria. Quel che è tanto interessante circa questi viaggi fantastici è che molti di essi sono scritti nella forma di realistici diari di viaggio o testi storici. I Greci avevano una particolare attrazione per i mondi esotici e lontani, ed alcuni scrittori viaggiarono dal Nord al Lontano Oriente per soddisfare la loro curiosità. Le culture che trovarono erano così differenti che ispirarono la loro fantasia e speculazioni su mondi più lontani ed esotici.
“I Greci sembrano avere avuto un’ansietà sui racconti di pura finzione, così gli scrittori, famosi per i loro racconti – come Ctesias, Antiphanes e Megathenes – avrebbero scritto delle loro avventure nella forma di diari di viaggio, o riportato le loro scoperte in specie di pseudo-documentari, come testi di “riscoperta” o iscrizioni inventate.
“Fu Luciano il primo ad ammettere che ogni cosa scritta era falsa e non avrebbe mai potuto verificarsi. Il suo stile di scrittura è ad ogni modo calcolato per convincere i lettori che tutte le sue avventure sono, di fatto, reali. La sua scrittura ingaggia un gioco molto intelligente con la mente del lettore, e, come tutte gli scritti di fantascienza e fantasia moderni, porta il lettore a domandarsi: e se…?