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Europa
Fonte: http://www.usatoday.com/
Data : 13.02.06
GARCHES,
Francia – UN gruppo di scienziati spera di strappare il velo di mistero che
avvolge l’eroina francese del XV secolo, Giovanna d’Arco: potrebbero essere
suoi una costola ed altri frammenti del suo corpo, recuperati dopo la sua morte
sul rogo?
Diciotto esperti intendono svolgere una serie di test per determinare se i pochi reperti recuperati dalla pira, ove la diciannovenne Giovanna fu bruciata viva per eresia – che comprendono una costola e dei brani di pelle – potrebbero realmente esserle appartenuti.
La donna guerriero, diventata santa, è un’icona onnipresente nell’immaginario francese ancora a distanza di circa 600 anni, da quando le sue ceneri furono gettate nella Senna.
I test richiederanno sei mesi, e non potranno dire con certezza se i resti siano di Giovanna d’Arco, poiché non è dato modo di effettuare comparazioni del DNA, ha dichiarato il dr Phillippe Charlier (nella foto) del Raymond-Poincare Hospital di Garches, Parigi.
Ma le analisi determineranno con “certezza assoluta” se i resti potrebbero essere suoi, ha dichiarato Charlier alla conferenza stampa.
Si dice che Giovanna d’Arco sarebbe stata bruciata tre volte, il 30 maggio del 1431, a seguito del suo processo nella città normanna di Rouen. Morì inizialmente per le esalazioni di fumo, secondo Charlier, e quando fu bruciata una seconda volta, i suoi organi interni non furono consumati dalle fiamme in modo totale. Niente è stato detto dei resti dopo la terza cremazione, eccetto per le ceneri.
La costola di 6 cm era avvolta in una sostanza nerastra ed è “molto ben preservata” ha dichiarato Charlier. Gli scienziati useranno i test del DNA per determinare se la costola appartenesse ad una donna; quindi la sottoporranno ad altri test per determinarne l’età esatta. Non sarà possibile invece effettuare comparazioni con il DNA dei discendenti, poiché l’albero genealogico di Giovanna d’Arco è “probabilmente falso” ha dichiarato.
Giovanna d’Arco fu processata per stregoneria ed eresia e bruciata sul rogo dopo che guidò la Francia a diverse vittorie contro gli Inglesi durante la Guerra dei Cent’anni, in particolare ad Orleans, a sud di Parigi.
La ragazza di campagna analfabeta di Lorraine, nell’est della Francia, si travestiva da uomo udiva le voci di tre santi che la invitarono a condurre la Francia contro gli Inglesi. Fu beatificata nel 1909 e dichiarata santa nel 1920.
I suoi presunti resti furono raccolti da una persona non identificata e conservati fino al 1867, quando furono poi consegnati all’arcidiocesi di Tours.
Nel 1909, gli scienziati dichiararono “altamente probabile” che i resti appartenessero a Giovanna. Dati i recenti sviluppi nella tecnologia genetica, i ricercatori di Garches hanno deciso di ritentare.
Non è la prima volta che Charlier si occupa di sciogliere i misteri della storia francese. Lo scorso anno è stato in grado di identificare la causa della morte di Agnes Sorel, la prima favorita di re Carlo VII (XV secolo), per avvelenamento da mercurio. Ma non è stato in grado di determinare se l’avvelenamento sia stato un omicidio.