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Europa
Fonte:
www.ansa.it
Data:
01.12.05
I
CELTI? NON COSI' BARBARI E IGNORANTI
BERLINO
- I Celti, che i greci chiamavano il “Popolo Nascosto”, intorno al VI secolo
avanti Cristo sembravano sul punto di fondare in Europa centrale quello Stato
che invece non si sono mai dati, secondo scoperte compiute quest'estate da
archeologi tedeschi vicino a Sigmaringen, Germania meridionale, non lontano dal
confine con la Svizzera.
A
settembre scorso in un campo di granturco appena mietuto, in quello che una
volta era un insediamento celtico noto come Heuneburg ed oggi si trova alla
periferia di Sigmaringen, sono tornati alla luce alcuni gioielli d'oro lavorati
finemente, che gettano nuova luce su una società considerata non solo dagli
antichi esclusivamente dedica all'alcol, alla violenza ed alle armi, i tipici
barbari senza cultura, stile di vita o spiritualità.
Così
li vedevano i greci e i romani, così li vedono anche oggi gli appassionati di
Asterix. I Galli, con i Galati, sono considerati i parenti più stretti dei
Celti originari, la cui comparsa in Europa avviene intorno al 900 a.C. ed il
loro primo insediamento sarebbe a Halstatt, nelle Alpi vicino all'odierna
Salisburgo, in Austria. Un mese prima gli stessi archeologi dell'università di
Tubinga, avevano trovato in un altro posto dei dintorni di Sigmaringen i resti
di una porta in pietra, lunga 12 metri e profonda otto metri, che era stata
sicuramente l'accesso ad un centro abitato. La grande porta, datata al VI secolo
a.C., era stata costruita con blocchi calcarei, squadrati con precisione.
Una strada
lastricata con brecciolino portava ad un fossato, largo dieci metri, davanti
alle mura del borgo fortificato su uno spuntone di roccia. Anfore e coppe
trovate nel borgo fortificato provano gli stretti rapporti allora esistenti con
la Grecia. I ben conservati tronchi dell'impianto di protezione, attraverso i
loro anelli concentrici, rivelano anche la data esatta di costruzione: il 578
avanti Cristo.
Heuneburg si
rivela così la più vecchia città d'Europa in stretto contatto con aree del
Mediterraneo, 100 anni prima dell'ascesa di Atene a grande potenza. Le ricerche
continuano, e per questo gli scienziati sono prudenti: finora non hanno ancora
trovato luoghi importanti della vita urbana, come un mercato oppure un luogo
sacro.
Ci sono però
prove dell'esistenza di una necropoli e di quartieri abitati da artigiani
specializzati, e ciò fa pensare ad una società dove già funzionava la
divisione del lavoro. Nella necropoli e' stata trovata un'altra tomba, dove era
sepolto un bambino di due anni con ricchi doni per l'aldilà. Ora, per gli
esperti, a seppellire il proprio figlio in maniera così prestigiosa non può
essere stato un semplice contadino, bensì un esponente di un ceto sociale,
interessato a distinguersi dalle famiglie circostanti grazie alla ricchezza. In
termini moderni si potrebbe parlare quasi di “nobili”.
E questo
porta alla conclusione che i Celti della Germania meridionale non potevano
essere quei barbari assolutamente ignoranti, descritti dalla propaganda degli
antichi romani. In quel periodo i Celti, mentre l'Italia centrale era sotto
l'influsso etrusco, commerciavano già con Sciti e Greci, oltre che con gli
Etruschi. E proprio negli anni del fulgore dell' Heuneburg, arrivarono ad
occupare buona parte del continente europeo a nord delle Alpi, l'area baltica e
l'Asia Minore. Una avanzata inarrestabile, favorita principalmente dalla
superiorità tecnica delle armi in possesso dei guerrieri che guidarono questi
popoli durante le migrazioni.
Perché i
Celti non si siano mai dati uno Stato unico, in quasi mezzo millennio di
predominio sull'Europa centrale, non e' noto. Forse le nuove scoperte a
Sigmaringen potrebbero aiutare a svelare il mistero.
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