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EGITTO
Data: 19.02.07
Sebbene esuli dall'oggetto della rubrica, che si propone
di trattare solo scarabei-sigillo, riteniamo questo scaraboide
degno di essere portato all'attenzione di chi ci legge per la
maestria con cui è realizzata la modellazione.
L'immagine ingrandita non tragga in inganno: le sue dimensioni,
mm. 17,5 x 11,5 x 6,5, sono quelle che mediamente si riscontrano
negli scarabei e ci riconducono alla bravura dell'artigiano ed
alle difficoltà che deve aver incontrato nell'operare su una
superficie così ridotta.
E' realizzato in steatite grigia con invetriatura color sabbia.
La parte dorsale è intatta. Una lacuna materica intorno
all'imboccatura inferiore del foro passante non pregiudica la
lettura della parte piatta.
Raffigura il dio Toth, nel suo aspetto zoomorfo di babbuino,
accovacciato su un basso sgabello o cuscino, foggiato a segno
del canale mr. La doppia zigrinatura che si può scorgere
all'interno dovrebbe rappresentare l'acqua che scorre tra le
rive. Il realismo naturalistico dell'artigiano si è spinto a
rappresentare altri particolari: la zigrinatura a rombi
identifica il folto pelame del dorso e del petto, quella lineare
del capo, il pelo più corto di questa zona. Gli occhi, sono ben
visibili sotto l'osso sopraccigliare prominente, caratteristico
di questa specie. Il segno curvo sul ginocchio dovrebbe essere
la zampa destra a rappresentare una postura tipica dell'animale
in riposo. I sei trattini a metà zampa posteriore potrebbero
essere giustificati dal tentativo di rendere le dita delle zampe
anteriori appoggiate sulle ginocchia anche da un punto di vista
frontale oppure semplicemente per indicare il pelame. Il cerchio
sulla parte posteriore della coscia rappresenta la zona glabra
sulle natiche, anch'essa caratteristica di questo cinocefalo.
La parte piatta a forma di tabernacolo (o probabilmente di
stele) porta inscritto il nome di incoronazione di Ramesse II:
User maat Ra Setep-en-Ra.
Il senso complessivo dei due lati dello scaraboide dovrebbe
essere Toth ama Ramesse, una specie di consacrazione del
più grande faraone della XIX dinastia al dio patrono degli
scribi e delle scienze.