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EGITTO

 

di Natale Barca
“SOVRANI EGIZI PREDINASTICI”, Ananke Edizioni, Torino, 2006, brossura cm 17x24, ill. b/n, pp. 240.

Abstract

 
Sovrani egizi predinasticiCome un fiume carsico che all’improvviso riaffiora, risalendo da un mondo segreto, fatto di cavità sotterranee, animali ciechi e architetture calcaree, così nell’Epoca Thinita (I e II dinastia, circa 3050-2715 a.C.), introduttiva del Periodo Dinastico egiziano, emersero i fondamenti di una civiltà coerente e originale, non come fatto improvviso, ma come il prodotto di molteplici e convergenti processi (sviluppo dell’economia produttiva, incremento demografico, specializzazione del lavoro, progresso tecnologico, fenomeno urbano, crescente complessità sociale, formazione dei primi sistemi centralizzati), iniziati nel Neolitico e giunti a maturazione durante il Periodo Predinastico (circa 3900-3050 a.C.): . 
Durante il Periodo Predinastico, in particolare, la regione alluvionale del Nilo era stata teatro di un’evoluzione culturale molto intensa, ad opera di società che manifestavano un grado crescente di complessità, conoscevano la metallurgia del rame, fabbricavano manufatti che presentavano già le tipiche caratteristiche del futuro stile egizio, comunicavano fra loro e con altre società, abitanti nella regione siro-palestinese, nel Deserto Occidentale egiziano, nel Sudan, nell’Africa Nera. 
Le culture predinastiche egiziane innovavano il Tardo Neolitico locale (Cultura di Badari, Cultura di Merimdé Beni Salamé) e sono oggi note con il nome dal sito in cui sono state trovate per la prima volta o sono meglio rappresentate archeologicamente. Si tratta della Cultura di Naqada, della Cultura di Maadi-Buto e della Cultura del Delta Orientale. La prima, originaria dell’Alto Egitto, si diffuse via via in tutta la regione alluvionale del Nilo, da Assuan alla costa mediterranea. La seconda e la terza, originatesi e sviluppatesi nel Delta, furono infine soppiantate dalla prima. 
La Cultura di Naqada ha preso il nome dal complesso archeologico situato vicino a Quft, nell’ansa di Qena, una trentina di chilometri a Nord di Luxor. Si evolvette con passo lento dal 3900 al 3300 circa, poi accelerò la sua corsa ed “esplose” con una maturità senza precedenti, espandendosi irresistibilmente verso Nord, forse per garantirsi un regolare flusso di importazioni dalla Palestina. Intanto il protoregno di Naqada, una delle più antiche organizzazioni politiche centralizzate, subiva un’eclisse e un altro protoregno, appartenente alla stessa cultura, quello di Nekhen ((la Hierakonpolis dei Greci, oggi Kom el-Ahmar), situato ben più a Sud di Luxor, ascendeva ad una posizione di supremazia nell’Alto Egitto; a sua volta quest'ultimo sarebbe stato in seguito “sorpassato” da quello di Tjeni (Abydos), situato circa 80 km a Nord di Luxor.
Intorno al 3100, poichè la Cultura di Naqada si era espansa fino alla costa mediterranea e si era sovrapposta alle culture predinastiche del Delta, l’intera regione alluvionale del Nilo, da Gebel el-Silsila (se non addirittura da Wadi Halfa) al Delta, costituiva un ambiente culturale omogeneo. Ebbe allora inizio quel processo di unificazione politica e linguistica delle genti del Nilo che, passando attraverso fasi alterne, culminerà intorno al 3050 con la fondazione dello Stato Faraonico. 
Il mescolamento fisico e l’osmosi culturale delle società predinastiche dell’Alto e del Basso Egitto produsse il Popolo Egizio, formato da stirpi diverse per origine ed esperienze, alla quali lo Stato Faraonico darà una ideologia, istituzioni, regole e una lingua comuni. 
Vivendo in un universo geografico chiuso (perchè delimitato dal mare e dai deserti), rispetto al quale le stesse oasi del Deserto Occidentale erano estranee, per non parlare della Libia, della Nubia e delle adiacenti terre asiatiche, gli Egizi incominciarono quindi ad elaborare un modo di essere e di pensare ad essi peculiare. Nacque così la Civiltà Egizia.
Di tutto questo e d’altro si parla nel volume “SOVRANI PREDINASTICI EGIZI”, di recentissima pubblicazione, inserito dall’editore Ananke di Torino nella prestigiosa collana scientifica di egittologia “Seshat” (un Comitato Scientifico, lo ricordiamo, presieduto dal Prof. Silvio Curto, ex-soprintendente del Museo Egizio di Torino, collabora con la redazione di Ananke, valutando i manoscritti da inserire in questa collana).
“SOVRANI PREDINASTICI EGIZI” è il primo testo scientifico e divulgativo di un autore italiano per il pubblico italiano che si occupi della formazione dello Stato in Egitto nel più ampio contesto della Preistoria e della Protostoria del Sahara, con particolare riferimento al Sahara orientale. 
Dopo avere illustrato il fenomeno del popolamento umano iniziale del Sahara, inquadrandolo nel più ampio contesto delle origini e dell’evoluzione culturale dell’Uomo primitivo, il suo autore, Natale Barca, individua nel Deserto Occidentale egiziano la zona d’origine del Neolitico in Egitto.
Barca mette in evidenza quindi il ruolo di “cinghia di trasmissione” svolto dalle popolazioni oasitiche nella diffusione dell'economia produttiva dal Deserto Occidentale alla regione alluvionale del Nilo, e illustra la vita quotidiana, l’organizzazione sociale, l’evoluzione culturale e i rapporti esterni delle prime comunità di villaggio sedentarie e agricole nilotiche, quali si possono desumere dalla documentazione archeologica.
In seguito descrive i caratteri distintivi delle culture predinastiche egiziane, nate dalla trasformazione delle culture neolitiche della Valle e del Delta del Nilo, e tenta una ricostruzione dei loro rapporti reciproci, sulla base delle fonti archeologiche in senso stretto e delle prime fonti scritte egiziane; un tanto, come premessa all'illustrazione dei processi e degli eventi che segnarono in Egitto la fine della Preistoria e l'inizio della Storia, attraverso la formazione delle prime società complesse, l’avvio del fenomeno urbano, la transizione dal governo dei capi al governo dei re, il passaggio dai primi sistemi centralizzati allo stato territoriale. 
Infine, nel ripercorrere la traiettoria vitale dei principali centri protourbani dell'Alto Egitto, l’autore di “SOVRANI EGIZI PREDINASTICI” si sofferma sulla primitiva egemonia di Naqada, sull’irresistibile ascesa di Nekhen, e sul sorpasso finale di Tjeni; e mette in rilievo come l’espansione fino al Mare Mediterraneo della cultura predinastica alto-egizia e la sua sovrapposizione alle culture predinastiche del Delta abbiano determinato l’omologazione culturale del Basso all'Alto Egitto, pertanto l'omogeneizzazione culturale delle Due Terre, gettando le basi dell’unificazione politica delle genti del Nilo, realizzatasi con la fondazione dello Stato Faraonico. Tutto questo costituisce fra l'altro l'occasione per un’ampia disamina dell'evidenza archeologica disponibile riguardo ai sovrani predinastici egizi (Dinastia “00” e Dinastia “0” -  Seguaci di Horo), ai grandi capi che li precedettero e ai primi dinasti che seguirono.

 
53 anni, di origine messinese, Natale Barca vive a Trieste. Prima di occuparsi della storia e della civiltà dell’Egitto Predinastico ha scritto "LA NOTTE DEI TEMPI", un saggio scientifico e divulgativo sulle origini dell’Uomo e sulla sua evoluzione biologica e culturale durante la Preistoria (www.natalebarca.it).


 
Proprietà letteraria riservata Natale Barca, Trieste.
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