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Negli ultimi mesi l'attenzione di quanti si interessano di
egittologia è stata pressoché monopolizzata dalla nuova scoperta
nella Valle dei Re in Egitto: un ampio ambiente al cui interno
si trovavano sei sarcofagi antropoidi e una notevole quantità di
giare per cui si era pensato alla tomba di famiglia di un
privato cittadino. Con l'avanzare dello svuotamento della camera
scavata nel calcare i sarcofagi sono diventati sette e non hanno
restituito alcuna mummia, bensì bende impacchettate, due vasi in
alabastro, cuscini e ghirlande di fiori vecchie di tremila anni.
All'interno delle giare sono stati invece ritrovati natron,
sabbia e un certo numero di vasi in miniatura. La lunga stagione
di scavo degli archeologi americani che hanno scoperto la VdR
(Valle dei Re) 63 si è però conclusa a metà luglio senza che,
alla fine, si sia tentato di dare un'interpretazione a tutto
quello che è stato ritrovato. Eppure nei mesi passati le ipotesi
sono state molteplici. E' stato sostenuto che si trattasse del
luogo di sepoltura di Nefertiti o di Ankhesenamon, sposa di
Tutankhamon. L'unica cosa asseribile oggi è proprio che la VdR63
non è una tomba. Quanto riportato alla luce lascia supporre che
si tratti piuttosto del ricettacolo per i resti di un rituale di
mummificazione. Una scoperta molto più prosaica di quanto
affermato nei servizi giornalistici e televisivi dei mesi
scorsi. Ha nondimeno un enorme valore scientifico e potrà
aiutarci a capire il meccanismo dell'ancora oscuro rituale di
mummificazione. |