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EGITTO

 

Data: 13/9/2006
Fonte: IlGiornaleDell'Arte.com via http://www.archeologia.it/ras_detail.asp?IDSezione=20&IDArticolo=513
 

Una scoperta più prosaica ma con enorme valore scientifico
 

Negli ultimi mesi l'attenzione di quanti si interessano di egittologia è stata pressoché monopolizzata dalla nuova scoperta nella Valle dei Re in Egitto: un ampio ambiente al cui interno si trovavano sei sarcofagi antropoidi e una notevole quantità di giare per cui si era pensato alla tomba di famiglia di un privato cittadino. Con l'avanzare dello svuotamento della camera scavata nel calcare i sarcofagi sono diventati sette e non hanno restituito alcuna mummia, bensì bende impacchettate, due vasi in alabastro, cuscini e ghirlande di fiori vecchie di tremila anni. All'interno delle giare sono stati invece ritrovati natron, sabbia e un certo numero di vasi in miniatura. La lunga stagione di scavo degli archeologi americani che hanno scoperto la VdR (Valle dei Re) 63 si è però conclusa a metà luglio senza che, alla fine, si sia tentato di dare un'interpretazione a tutto quello che è stato ritrovato. Eppure nei mesi passati le ipotesi sono state molteplici. E' stato sostenuto che si trattasse del luogo di sepoltura di Nefertiti o di Ankhesenamon, sposa di Tutankhamon. L'unica cosa asseribile oggi è proprio che la VdR63 non è una tomba. Quanto riportato alla luce lascia supporre che si tratti piuttosto del ricettacolo per i resti di un rituale di mummificazione. Una scoperta molto più prosaica di quanto affermato nei servizi giornalistici e televisivi dei mesi scorsi. Ha nondimeno un enorme valore scientifico e potrà aiutarci a capire il meccanismo dell'ancora oscuro rituale di mummificazione.
 

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