Una ripresa satellitare dell'Esa, l'ente spaziale
europeo, avrebbe consentito di individuare una
«seconda Sfinge» in Egitto. A sostenerlo è lo
studioso torinese Diego Baratono, per il quale, in
base ai nuovi dati, ad Ovest dell'altopiano di
El-Giza, «esiste una struttura sotto terra fino ad
oggi sconosciuta».
Secondo Baratono, egittologo autodidatta e che da anni
si occupa della ricerca della «seconda Sfinge», «la
configurazione strutturale del complesso individuato, è
esattamente distanziato dal centro della piramide di
Chefren quanto la vasca dove si trova collocata la
Sfinge nota, come previsto dalla mia teoria».
«È una struttura di forma trapezoidale regolare e i suoi
lati misurano circa 50 metri per 55 metri circa», dice
Baratono riferendosi al complesso che potrebbe essere
una struttura tombale probabilmente integra: «Questo
consentirebbe una lettura maggiormente precisa di una
parte della cultura sviluppata dalla civiltà nilotica
dell'Antico Regno», aggiunge lo studioso che ha basato
la sua teoria sulla localizzazione della «seconda
Sfinge» basandosi su «punti geometrici realmente
esistenti sull'altipiano di El-Giza».