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La città romana di Luna
di Serena Zebra
In provincia di La Spezia, a pochi chilometri dal confine ligure-toscano, si trova il vasto sito archeologico di Luna.
La città, che si estendeva su una superficie di 24 ettari, sorgeva su di una sorta di terrazza di marne, in posizione di poco elevata rispetto alla linea del mare, a sud della foce del fiume Magra. Fondata nel 177 a.C. come colonia militare, Luna fu per i romani un importante scalo, adatto alla penetrazione nella Liguria occidentale e nelle Gallie. In età repubblicana, si distingueva per la coltivazione di castagno, vite e olivo, e per l’esportazione di legname da costruzione che, dalle foreste appenniniche, attraverso il corso del Magra, veniva portato verso l’Urbe. Dall'età augustea in avanti, complice il forte rinnovamento dell’ architettura pubblica e privata, assistiamo all’inizio dello sfruttamento dei ricchi filoni marmiferi, posti sulle Alpi Apuane, alle spalle di Luna. Da quel momento, la colonia conquista la fama di città tra le più belle dell'impero: viene abbellita di preziosi edifici, quali il Grande Tempio con il porticato e la piazza antistante, il Capitolium, il Foro, l'Odeon (teatro coperto) e, poco fuori le mura, il grande Anfiteatro. Tali edifici erano rivestiti, naturalmente, in marmo lunense, anche se non mancavano marmi e graniti africani e dell'Asia minore.
Dopo la confisca delle cave da parte dell’amministrazione imperiale, in età giulio-claudia, Luna si conquista la benevolenza dei principi di Roma: da quel momento, il nome della città si lega indissolubilmente a quello del marmo niveo delle Apuane, che l’aggettivo ‘lunense’ farà conoscere a tutto il mondo antico. Nell’Urbe, in Italia e in molte altre province dell’Impero, i marmi di Luna trovano impieghi vastissimi, tanto da rivaleggiare con i ‘bianchi’ della tradizione greca. Nel IV sec. d.C. anche Luna risentirà della crisi comune a tutto l’impero, fino al crollo degli edifici pubblici e privati della Splendida Civitas.
Dello splendore di Luna possiamo, oggi ammirare numerosi resti: primo fra tutti, l’Anfiteatro, databile al II d.C., costruito fuori le mura, nel suburbio orientale; nell’arena si svolgevano i giochi gladiatori e la caccia alle fiere, spettacoli molto cruenti che riscuotevano molto successo. Degna di menzione è anche la Casa dei Mosaici, edificata nella tarda età repubblicana e rimasta in uso sino all’alto medioevo, subendo, nel corso dei secoli, varie ristrutturazioni; qui si possono ammirare splendide pavimentazioni a mosaici policromi. Da non tralasciare una visita al Museo Nazionale Archeologico.