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L'era mesozoica (o secondaria)

da 250 a 65 mln di anni fa

 

Paleogeografia

Come il Paleozoico è stato caratterizzato da due orogenesi, così il Mesozoico è per quasi tutta la sua durata caratterizzato da calma orogenica.  Pur tuttavia l'era è stata teatro di una notevole mobilità crostale, poiché‚ è con essa che iniziò concretamente e si sviluppò la deriva dei continenti che noi conosciamo.

Alla fine dell'era paleozoica le varie masse continentali erano ancora unite a formare un unico continente, il Pangea, attorno al quale si stendeva lo sterminato oceano del Panthalassa, in pratica il Pacifico primordiale.

I dati a disposizione, di cui si è ampiamente discusso nel capitolo sulla deriva dei continenti, inducono a ritenere che alcune grandi fratture si propagarono entro la massa pangeatica circa 200 milioni di anni fa, cioè poco dopo l'inizio dell'era mesozoica, nel periodo Triassico.

Una di queste fratture, con disposizione meridiana, aveva separato l'insieme America Meridionale-Africa dal resto delle terre australi, Antartide, India e Australia, mettendo in moto il meccanismo che avrebbe dato origine all'oceano Indiano.  Un'altra frattura con andamento longitudinale aveva a sua volta provocato il distacco dalle masse australi, indicate nel complesso con il nome di Gondwana, da quelle boreali, America Settentrionale-Europa-Asia,  che erano unite a formare il super continente chiamato Laurasia.  In mezzo a queste terre si stendeva la Tetide (dal nome di una dea del mare della mitologia greca), una fossa oceanica stretta e allungata dai Caraibi alla Sonda ove finivano i prodotti derivati dallo smantellamento delle terre erciniche, che erano delle aree rilevate in mezzo a bassopiani aridi (presenza di arenarie rosse).  Nel complesso dominava l'ambiente continentale.  Ma esso, nella regione germanica, fu interrotto da una parziale e temporanea trasgressione marina e in seguito si ebbe il ritorno a condizioni continentali, con ampi spazi lacustri e salmastri e formazione di grandi giacimenti salini.  Da questa tripartizione delle facies fondamentali germaniche è derivato il nome di Triassico alla prima parte dell'era mesozoica.

Su queste terre già spianate si ebbe successivamente (Giurassico, dalla regione del Giura) una invasione marina che permise la sedimentazione regolare di fanghi prevalentemente calcarei, ricchi di fossili.  Questi sedimenti sono rimasti indisturbati nelle regioni centro-europee, cosicché poterono essere studiati e presi a base della cronologia.  Questo secondo periodo si chiuse con un ritiro progressivo dei mari dalle terre, costituendo cos¡ un completo ciclo sedimentario.

Nella fossa mesogea della Tetide era continuata la sedimentazione, ma la presenza verso il Giurassico superiore di rocce basiche testimonia che in questo periodo alcune parti della crosta continentale sono venute a contatto con porzioni di fondo oceanico.

In America si verificò ugualmente una invasione marina nella parte centrale del continente settentrionale, mentre nel bordo occidentale, ove era attiva una lunghissima fossa geosinelinale, la compressione dei sedimenti ivi accumulati aveva provocato, nel Giurassico superiore, i primi movimenti tettonici che precostituirono le Montagne Rocciose.

Alla fine del Giurassico (135 milioni di anni fa),  in seguito alla deriva, l'oceano Atlantico si era aperto fino al Labrador, mentre la mancanza dell'istmo centrale americano faceva s¡ che l'oceano Atlantico fosse in comunicazione con il Pacifico.  L'oceano Indiano aveva uno sviluppo complesso perché l'India si muoveva rapidamente in direzione nord, mentre il margine orientale africano continuava a fratturarsi.

Contemporaneamente l'Eurasia era animata da un movimento di rotazione in senso orario, cosicché la Tetide andava delimitandosi anche nella sua parte orientale.  Infine sempre al Giurassico va riferito il primo delinearsi di un'altra immane frattura entro le terre del Gondwana, che dovrà poi separare l'America meridionale dall'Africa.

Successivamente al Giurassico si ebbe un altro periodo contrassegnato da una trasgressione marina, che interessò quasi gli stessi luoghi del periodo precedente, caratterizzata da varia e intensa popolazione organica.  Il più famoso dei sedimenti di questo periodo è la craie, un calcare a foraminiferi, bianco e poroso, della regione parigina, a cui si deve la denominazione di Cretaceo, l'ultimo periodo mesozoico.

Il ritiro delle acque coincise con la fine dell'era.

Questa invasione delle acque non fu limitata al Laurasia ma interessò più continenti.  In America settentrionale, per esempio, il Cretaceo fu un periodo di diffusa sommersione e circa il 30% del territorio era sotto il livello del mare.  Anche qui il ritiro delle acque coincise con la fine dell'era.

 

I fattori determinanti le trasgressioni marine hanno da sempre rappresentato un quesito mai risolto, un vero e proprio enigma geologico.  Oggi si pensa che questo problema possa essere chiarito dall'evoluzione termica di una zolla oceanica.  Il Cretaceo è stata una epoca di grandi trasgressioni marine che raggiunsero la loro massima espansione fra i 90 ed i 70 milioni di anni fa, seguita poi da una regressione che si verificò circa 60 milioni di anni fa.  Indagini accurate sui fondali marini indicano che il Cretaceo superiore fu un’epoca di rapida espansione dei fondali oceanici.  E’ noto che man mano che ci si allontana dalle dorsali medio oceaniche dove affluisce il materiale caldo del mantello le rocce di nuova formazione si raffreddano.  Il raffreddamento e la contrazione del volume delle rocce è in funzione del tempo e della velocità d'afflusso del magma.  Se l'afflusso è rapido ciò porta ad un rapido espandimento del fondo oceanico e questo determina un aumento del volume sia della dorsale medio-oceanica sia delle rocce che costituiscono il fondo oceanico che vanno a sostituire il vecchio materiale subdotto sotto un'altra zolla.  Questo aumento di volume deve aver ridotto nel Cretaceo la capacità dei bacini oceanici e spostato parte della massa d'acqua in essi contenuta verso le basse terre continentali.  La regressione che poi è seguita è dovuta, secondo questa ipotesi, alla diminuzione della velocità di espansione dei fondi oceanici.

 

La vita nell'era mesozoica

Lo studio della flora e della fauna mostra che nel Mesozoico la maggior parte delle terre emerse si estendevano nella regione tropicale.  Tuttavia mentre nel Triassico in Europa dominava un clima caldo e arido, nel Giurassico si ebbe una diminuzione delle temperature e soprattutto la comparsa di variazioni climatiche stagionali, caratteristica anche del Cretaceo.

Tra i vegetali, fiorente fu lo sviluppo delle alghe calcaree (Diplopore) che formano depositi di potenza considerevole; sui continenti si ebbe una grande espansione delle felci e sebbene anche le gimnosperme (con le conifere) continuassero a prosperare, dopo diversi tentativi (Caytoniali), nel Cretaceo comparvero le angiosperme, con gli adattamenti alle variazioni stagionali (caducità delle foglie).  Studi recenti tendono ad anticipare al Giurassico le comparse di tali piante, secondo altri addirittura al Triassico.

Le angiosperme si espanderanno su tutti i continenti e in quasi tutti gli ambienti: è il momento in cui le piante moderne si sostituiscono a quelle antiche.  Inizialmente dicotiledoni (pioppi, salici, platani), in seguito sarebbero apparse le monocotiledoni, ma per alcuni sarebbe proprio una palma l'angiosperma triassica.

Il Mesozoico fu anche un'era di intensa vita animale e vide l'origine di un'infinità di generi e specie.

I mari erano popolati da coralli, echinodermi, brachiopodi e soprattutto da molluschi.  La proliferazione di generi e specie di cefalopodi è stata tale che alcuni piani mesozoici sono cos¡ finemente divisi, in base al loro contenuto in fossili, da essere forse i più classici della scala stratigrafica mondiale.

Specialmente importanti sono dei discendenti dei Nautiloidi, già apparsi nel Paleozoico, gli ammoniti; anche animali di un altro gruppo, simili alle seppie odierne, le belemniti, sono fossili importanti del Secondario.  Con la fine dell'era questi invertebrati, i  brillanti conquistatori di tutti i mari, scomparvero misteriosamente.

Ma il Mesozoico è più comunemente noto per lo spettacolare sviluppo dei rettili che si diffusero in tutti gli ambienti.  Alcuni conducevano vita marina, come gli ittiosauri e i plesiosauri; altri erano terrestri, come i dinosauri, talvolta di dimensioni gigantesche: il Gigantosauro pesava tra le 30 e le 40 tonnellate, il Brontosauro gli era di poco inferiore, cos¡ il Diplodocus ed altri. I dinosauri si estinsero con il Cretaceo. Le cause di ciò non sono abbastanza conosciute, ma verosimilmente fu fatale a questi grandi rettili un brusco mutamento delle condizioni ambientali.

 Alcuni rettili riuscirono a sviluppare delle membrane fra le dita costruendosi delle specie di ali: sono i pterosauri. Tuttavia il primo uccello conosciuto, l'Archaeopteriyx del Giurassico di Solenhofen,  sembra piuttosto discendere dai dinosauri per la conformazione delle vertebre e per la presenza di mascelle.

Ma in mezzo a questi esseri vi fu già nel Trias lo sviluppo della capacità di allattare i nati da parte di piccolissimi animali, i primi mammiferi.  Le prime specie appartengono ai mammiferi aplacentati  (monotremi, marsupiali), solo alla fine dell'Era apparvero i primi mammiferi placentati (Insettivori). Il più antico mammifero conosciuto Thomasia antiqua è del Trias superiore.

Fonte: Nuovi Lineamenti di Geografia Generale - P.R. Federici - L.Axianas  

Le ere geologiche

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