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SPECIALE
Nuovo sollecito alle autorità competenti
Il Signor Romagnoli ci scrive:
Pochi
giorni fa abbiamo inviato un "sollecito/diffida", ricordando alle sedi
di competenza che nel 1995 facemmo un esposto
ove segnalammo la scoperta fortuita di parecchie Tombe e sepolture
Etrusche, sottolineando in tale sollecito che ancora ad oggi non abbiamo
ricevuti i nostri dovuti riconoscimenti.
Tale
documento funge anche da diffida verso le istituzioni che non si sono ancora
decise a compiere il proprio DOVERE.
Le
allego l'esposto così come è stato inviato (con raccomandata AR) alle seguenti
sedi:
Ministero
dei Beni Culturali ROMA
Soprintendenza
Toscana sede di FIRENZE
Museo
Archeologico di Chiusi sede della locale Soprintendenza
Procura
della Repubblica di Montepulciano OVE RISIEDONO TUTTI I NOSTRI DOCUMENTI
UFFICIALI.
DATA:
19-08-2005 Documento di 5 Pag.
< Correlato da n 1 allegati. >
OGGETTO:
Sollecito dei riconoscimenti per le scoperte fortuite avvenute nel 1995:
Avendo
rispettato tutte le normative di legge
riguardanti “Beni Culturali”, (Questo
lo ha decretato la procura della Repubblica il 20-09-95 con regolare
archiviazione del caso –allegato-);
Avendo
fornito indicazioni precise dei punti di scavo, in presenza di inconfutabili
testimoni, (Si allega la
documentazione inerente il sopralluogo avvenuto il località Pianacce);
Nonostante
gli esatti punti da noi indicati,
abbiano dato alla luce (durante gli
ultimi scavi), alcune importantissime
strutture sotterranee:
Ancora ad oggi,
dopo il nostro esposto del 1995 (allegato in copia), non
abbiamo ricevuto i nostri dovuti riconoscimenti.
Si
vuol far notare (in oltre) a codeste Spettabili Sedi che:
i
quotidiani; i portali archeologici; gli archeologi; i giornalisti; parecchie
università, e professori; e presto anche le televisioni, ci stanno già
riconoscendo il titolo di “Scopritori” delle sepolture in questione, e quindi,
non avendo percepito a tale merito nessun tipo di smentita, ci pare ovvio che la
nostra vicenda abbia di conseguenza un imminente bisogno del suo meritato
“lieto fine”.
Ultimamente
ad ogni nostro tentativo di rivalsa (in oltre), ci viene quasi sempre recapitata
“a noi ed ad altre sedi e,p.c. ” una raccomandata contenete usualmente
questa frase:<< Dott. Mario Iozzo:
I Sigg. De leso, Pellegrini e Romagnoli
hanno utilizzato un carta catastale in scala 1:50.000 del territorio comunale di
Sarteano e vi hanno semplicemente tracciato dei circoli che delimitano (tra
l'altro in maniera approssimativa e il più delle volte anche parzialmente
errata e incompleta) alcune aree archeologiche. Ora, senza considerare che il
numero delle aree archeologiche documentate nel territorio di Sarteano è ben
superiore a quello segnalato, si tratta di aree già note (grazie ad una
cospicua messe di dati, di evidenze, di esperienza e di lavori condotti!) da
svariati decenni, in qualche caso da secoli. Pertanto, sia pure apprezzando
l'encomiabile tentativo dei Sigg. sunnominati, non vi è spazio, nella normativa
vigente, per eventuali premi di rinvenimento, e neppure per la semplice
rivendicazioni della scoperta del sito archeologico.>>
Tutti
sappiamo che Sarteano è circondato da siti Archeologici, che tutti già
conoscevano, ma noi abbiamo individuato “scoperto
casualmente”, dei “monumenti sepolti” (tombe),
e delle suddette individuazioni esiste agli atti una copiosa
documentazione, oltre alle mappe, disegni, ecc, inviate (varie
volte) con raccomandate a tutti gli uffici competenti nell’arco di questi
dieci anni.
Anche la Procura della Repubblica di Montepulciano, inviò a suo tempo (a
tutte le sedi di competenza), un documento ufficiale, alla fine delle
indagini e dei sopralluoghi, il quale conteneva la seguente frase: <<
in
relazione al punto in cui gli esponenti indicano la probabile sepoltura del Re
Porsenna (ove potrebbe essere effettuata una ricognizione aereo fotogrammetrica,
altra con “Georadar” che permette l’individuazione di spazi vuoti
sotterranei, a loro volta indagabili con il c.d. “OCCHIO DI MINOSSE”) tale
compito – estraneo alle specifiche competenze dell’ ufficio di Procura è
demandato al Ministero per i Beni Culturali ed alla Sovrintendenza Archeologica
di FIRENZE uniche Autorità Amministrative competenti a promuovere e svolgere
tutte le indagini, ricerche, scavo nella materia “de qua” in base alle
attribuzioni, poteri e doveri loro riconosciuti e riservati dalle leggi vigenti.>>
Ciò
premesso, il contenuto della presente, da
valere ad ogni effeto di legge, costituisce, da un canto, formale
richiesta di sollecito, affinché le autorità destinatarie della
comunicazione, ciascuna per quanto di competenza, provvedano ad emanare i
“nulla osta”, ed i (legittimi) “riconoscimenti”
nei nostri confronti, e dall’altro, quale formale richiesta e messa in mora di
pretendere ed ottenere il compenso previsto per legge in caso di “Scoperta
Fortuita” di beni ed oggetti di grande interesse artistico ed
archeologico, sia mobili che immobili, divenuti “ritrovamenti” dopo gli
scavi intrapresi in tali località in questione.
E
nella fattispecie, per tutto quanto
sarà rinvenuto << nei
sepolcri da noi scoperti, e successivamente segnalati con esattezza, durante il corso dei sopralluoghi
ufficiali ai quali partecipò anche l’Ispettore Onorario Archeologico
di zona , con particolare riferimento alla “tomba di Re Porsenna” (ancora
non venuta alla luce) >> indennità
e compenso che con la presente formalmente si richiede, (per l’ennesima volta)
oltre al riconoscimento ufficiale, quali autori, delle importanti scoperte, di
immenso interesse storico, artistico ed archeologico e scientifico.

Giancarlo
Pellegrini
Stefano Romagnoli
De
ieso Vito
Allegato
1°
“esposto inviato nel 1995 a seguito delle scoperte fortuite”
A Sua Eccellenza il Presidente della Repubblica Italiana
Palazzo del Quirinale
00137
ROMA
On. le Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali
In persona del Ministro
“pro tempore”
Via
del Collegio Romano n. 27
00186
ROMA
On. le Giunta Regionale Toscana
In persona del Presidente
“pro tempore”
Via Cavour n. 18
50100
FIRENZE
On.
le Sovrintendenza Beni Archeologici della Regione Toscana
In
persona del Sovrintendente “pro tempore”
Via della Pergola n. 65
50121
FIRENZE
On. le Sovrintendenza Beni Artistici e Storici – Siena
In persona del
Sovrintendente “pro tempore”
Via del Capitano n. 1
56100
SIENA
Alla Procura della Repubblica del Tribunale di Montepulciano
53045
MONTEPULCIANO
Al Comune di Sarteano
In persona del Sindaco
“pro tempore”
Casa Comunale
53047 Sarteano (SI)
Al Comando Stazione Carabinieri di Sarteano (SI)
In persona del Comandante
“pro tempore”
Viale Europa
53047 Sarteano (SI)
All’ANSA – Agenzia Stampa
Via Della Dataria n. 94
00187
ROMA
All’ ADN KRONOS – Agenzia Stampa
Via di Ripetta n. 73
00186
ROMA
Con
la presente, al fine di evitare false strumentalizzazioni ovvero abusi da parte
di terzi speculatori ci corre l’obbligo di segnalare e rendere noto alle
Autorità destinatarie di questo scritto, i risultati di una nostra indagine
effettuata nel territorio del Comune di Sarteano, prov. Di Siena, a seguito
della quale in maniera del tutto casuale e fortuita abbiamo individuato
l’esistenza di una importante necropoli, e quasi sicuramente la Tomba di
Porsenna, il mitico Re Etrusco.
Veruna
migliore intelligenza del susseguirsi degli avvenimenti, riteniamo opportuno
premettere quanto espresso.
Lo
scrivente, Romagnoli Stefano, unitamente agli amici Vito De Ieso e Giancarlo
Pellegrini, tutti appassionati storici con particolare riferimento alla civiltà
Etrusca, nelle ore libere da impegni di lavoro, si sono dedicati allo studio dei
costumi, delle tradizioni e degli usi della gente di Sarteano, esaminando
all’uopo il territorio, interrogando gli anziani, ascoltando le leggende che
si tramandano di generazione in generazione ed addirittura redigendo una mappa
topografica del territorio di Sarteano.
In
particolare,i sottoscritti attraverso le testimonianze raccolte, i documenti
acquisiti e le proprie conoscenze, quali appassionati studiosi della cultura
Etrusca, sono pervenuti alla scoperta di una vasta necropoli, individuando
innumerevoli tombe Etrusche ancora non violate e soprattutto ricostruendo il
percorso, cosiddetta Via Inferi, attraverso la quale si perviene
ad una tomba che gli scriventi ritengono sia quella del Re Porsenna.
Più
precisamente. Dalla mappa tracciata e che in copia si allega, sono elencate le
zone ed il nome delle località in cui si trovano le tombe individuate ed
attraverso le quali si perviene alla tomba di Porsenna ubicata nella postazione
tracciata n. 8 a circa tre metri a sinistra con le spalle rivolte a sud della
conosciuta tomba di famiglia si S. Giuseppino, profanata nel dopoguerra.
Esse
corrispondono: n. 1, località Sarteano; n. 2, località Solaia; n. 3, località
Colombara; n. 4, località S. Leonardo; n. 5, località La Casella; n. 6,
località Podere Le Tombe; n. 7 località Bossitelli; n. 8, Località
Castolaiola (ove dovrebbe trovarsi la tomba del Re Porsenna); n. 9, località Il
Poggione; n. 10, Località la Cava; n. 11, Località Beccafumo; n. 12, Località
Fonte Galgana; n. 13, Località Solaia Bassa; n. 14, località Poggio del Gallo.
Ciò
premesso, il contenuto della presente, da valere ad ogni effetto di legge,
costituisce, da un canto, formale denunzia dei beni rinvenuti, affinché le
autorità destinatarie della comunicazione, ciascuna per quanto di competenza,
provvedano ad ogni forma di custodia e tutela a salvaguardia degli stessi,
stante il loro grande valore artistico ed archeologico, declinando ogni e
qualsiasi responsabilità, e
dall’altro, quale formale richiesta e messa in mora di pretendere ed ottenere
il compenso previsto per legge in caso di rinvenimento di beni ed oggetti di
grande interesse artistico ed archeologico, e nella fattispecie, per tutto
quanto sarà rinvenuto, nelle 14 zone sopra indicate e nei sepolcri rinvenuti,
con particolare riferimento alla tomba di Porsenna, indennità e compenso che
con la presente formalmente si richiede, oltre al riconoscimento ufficiale,
quali autori, dell’importante scoperta, di immenso interesse storico,
artistico ed archeologico.
Per
qualsiasi comunicazione in merito a quanto sopra evidenziato e richiesto abbiamo
conferito ampio mandato allo Studio Legale Associato Vaccaio, con sede in Roma.
Via G. Pierluigi Da Palestrina n. 63 , tel. 063222010 – 3219562.
Distinti
ossequi
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Giancarlo
pellegrini
Stefano
Romagnoli
De
ieso Vito
Per
accettazione dell’incarico ed autentica delle firme:
Allegato
2° “Verbale
di sopralluogo in località Pianacce a Sarteano”

Verbale
di sopralluogo del 27.9.1995 4°:
Località
Castolaiola Pianacce (oppure San Giuseppino, indicata nella cartina allegata
all' esposto con il n° 8).
Acceduti
in detta località abbiamo rilevato l'esistenza di un corridoio che conduce ad
una tomba a camera preceduta da due camere a nicchia sulla sinistra del
corridoio e da una a destra.
L'ispettore onorario Dr. Giulio Paolucci spiega che la tomba fu scavata dal
soprintendente all'antichità dell'etruria Dr. Maetzke nell'anno 1954 - 1956 ,
ritrovando due coppe etrusche a figure rosse, attribuite al pittore di Sarteano,
Nr. due coppe a vernice, ed un dado oltre ad altri frammenti ceramici non meglio
identificati.
Il
suddetto materiale è conservato presso il museo archeologico di Firenze.
Gli
esponenti (noi tre) considerando che le tre camere a nicchia sono anomale,
ritengono che probabilmente dalla prima a sinistra si potesse accedere ad
un'altra tomba inviolata che ritengono essere niente poco dimeno che quella
attribuibile all' ARS Porsenna Re di Chiusi padrone indiscusso di tutto il
territorio Chianino , audace condottiero contro Roma così come dalle fonti.
All'uscita del corridoio gli esponenti indicano con l'indice più volte
fotografato l'esistenza del perimetro della tomba mausoleo, adducendo
come prova della loro ipotesi lo studio sistematico analitico della tradizione
orale che il luogo vedrebbe l'esistenza in quel di Sarteano della sepoltura in
oggetto esposta e visualizzata sul poggio dove la paesistica permette una
visione da Cortona verso Orvieto.
In
oltre sempre per tradizione, gli esponenti dichiarano che sarebbe stata volontà
del Re Porsenna essere sepolto in un luogo ove sia possibile vedere la sua città
dall'alto e nello stesso tempo dominare il Mezzogiorno cioè Roma.
In
oltre asseriscono che il luogo o al luogo si perveniva attraverso una presunta
Via Degli Inferi.
Si da atto che vengono effettuate nr. sette fotografie contrassegnate con i
numeri 11-12-13-14-15-16-e 17.---/.
Rassegna stampa sul caso Romagnoli: www.romagnolistefano.com/giornali.htm
Atti dell'esposto al Tribunale Europeo per i Diritti del Cittadino: http://www.romagnolistefano.com/ouropea.htm