![]() |
SPECIALE
Nuovo sollecito alle autorità competenti
Sarteano
6 ottobre 2005
Il
caso: "Pellegrini - De Ieso - Romagnoli" e le loro scoperte.
Dopo
il sollecito arriva la risposta:
Un
mese fa i tre scopritori "Vito De Ieso - Romagnoli Stefano e Giancarlo
Pellegrini", inviarono un esposto alle Autorità competenti, quale
sollecito, con l'intento di vedersi finalmente riconoscere i propri meriti,
dagli addetti agli organi della Soprintendenza Archeologica, per le scoperte
fortuite avvenute nel 1995 durante la scrittura di un libro.
Ma
la risposta è negativa, "ancora una volta il testo della suddetta
risposta, ci racconta i motivi per i quali non
spetterebbero (a tre scopritori) i dovuti riconoscimenti, non solo, ma
alcune affermazioni della scrivente (Dr.ssa Cianferoni), metterebbero in dubbio
il lavoro svolto dalla Procura della Repubblica di Montepulciano".
La
quale a suo tempo, dopo le (indagini preliminari e sopralluoghi nei siti delle
scoperte), con l'emissione del decreto di archiviazione, del caso in questione,
smentiva definitivamente le presunte accuse nei nostri confronti, già a quella
epoca del 1995, dichiarando che:
"durante
i sopralluoghi, e le indagini preliminari, nei confronti dei tre esponenti non
sono emersi reati, ......"
non avevamo commesso nessuno dei seguenti tipi di reato: " diffusione
di notizie false, esagerate o tendenziose, abuso della credulità popolare,
tentativi di truffa e violazione delle norme per la tutela delle cose
d’interesse artistico e storico (artt.657.56.640.661 C.P e Legge 1 giugno 1939
n. 1089"
Adesso
la Soprintendente, invece afferma ufficialmente che, uno dei motivi portanti,
per i quali non vuol riconoscere i suddetti meriti, sarebbe, che:"
"secondo
la normativa vigente, il premio di rinvenimento spetta in caso di "scoperta
fortuita" di un bene archeologico mobile o immobile (e non di apposite
ricerche, le quali devono essere sempre e comunque autorizzate preventivamente
dal Ministero ed essere integrate anche dall'autorizzazione scritta dei
proprietari dei terreni ad effettuare ricognizioni sulle loro proprietà"
Secondo
la scrivente quindi, i tre firmatari del sollecito, avrebbero fatto delle
"ricerche non autorizzate" nel terreno, fatto (come detto sopra) che
era stata già smentito dal P.M dieci anni fa.
Sanno
bene ormai tutti, che le scoperte del 1995 furono fatte casualmente, e tutte
durante la preparazione del materiale occorrente alla scrittura del libro
"io citto tu citta - I segreti nascosti sulle terre del Re Porsenna."
Quindi
non vennero assolutamente eseguite, "ricerche non autorizzate" sul
terreno, l'ipotesi del reato (infondato) contenuta nel testo di tale lettera, è
grave, al punto che i tre stanno riflettendoci attentamente.
Non
escludono l'idea di improntare una eventuale causa, correlata dalle prove
tramite le quali, dimostrare che, (durante questi anni) alcuni funzionari
amministrativi, avrebbero utilizzato "por di riuscire nel loro
intento", armi non convenzionali, azioni tutt'altro che degne delle cariche
da loro ricoperte.
Tali documenti e prove, "affermano i tre", saranno utilizzati solo se diventasse indispensabile, al fine di ottenere (a conclusione della vicenda), i dovuti riconoscimenti.
Si allegano i due documenti riguardanti questo comunicato
a conferma della veridicità della notizia.
*
Rassegna stampa sul caso Romagnoli: www.romagnolistefano.com/giornali.htm
Atti dell'esposto al Tribunale Europeo per i Diritti del Cittadino: http://www.romagnolistefano.com/ouropea.htm