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Data: 06.03.06

L' uomo di Girifalco.

di Mimmo Canino

Girifalco 1889. Valle della Caria: Il sig. Luigi Fodaro, scoprì casualmente  alcune tombe. Lo scopritore avvertì subito la Soprintendenza della Calabria; il Marchese Lucifero, per conto di essa, nello stesso anno allestì una campagna di scavo, durante la quale fu localizzata la necropoli e rinvenute alcune tombe; furono, inoltre, raccolti numerosi reperti. I ritrovamenti scoperti in contrada Caria risalgono al Neolitico superiore (fine IV -inizio III millennio a.C.), e sono esposti al Museo Nazionale di Reggio Calabria.


Girifalco 1971. Valle della Caria: L' avvocato Mario Tolone Azzariti, rinviene casualmente nei pressi della stessa necropoli numerosi altri reperti, più di 400, appartenenti a diverse epoche storiche, di notevole 
interesse archeologico.

Nel corso del 2005 è stato studiato in particolare uno strano ciottolo, che all'analisi stilistica ha dato risultati interessanti. Potrebbe essere una delle più antiche rappresentazioni di un volto umano esistenti in Europa.
E' incisa su di un ciottolo di circa otto centimetri di diametro. Le fattezze del volto ricordano l'uomo delle caverne, le labbra sono molto grosse ed il naso è fortemente schiacciato, il volto ha una fisionomia diversa dagli uomini dei nostri giorni, i capelli sembrano lunghi, in cerchio attorno al primordiale viso sono incisi dei pittogrammi di natura sconosciuta.
L' incisione litica è stata battezzata dall'avvocato Tolone come Homo Girifalcensis, ovvero uomo di Girifalco, dal luogo del ritrovamento.
E' una splendida opera della Calabria antica che riemerge dal passato, che testimonia il grado di civiltà che l'uomo aveva raggiunto in Calabria nel Neolitico. E' esposto nell' Antiquarium archeologico dell' avvocato Mario Tolone Azzariti di Girifalco.


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