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Fonte: http://www.iranian.ws/

Data: 29.12.04

I SEGUACI DI ZOROASTRO CONDIVIDEVANO LA FEDE DEI TRE SAGGI.

Quasi tutti conoscono la storia dei Magi, i “saggi uomini dall’Est” che salutarono la nascita di Gesù con oro, incenso e mirra.

Pochi realizzano che questi tre re d’Oriente non erano Cristiani o Ebrei, ma Zoroastriani – membri di un’antica fede che non solo sopravvive fino al giorno presente, ma che tiene il suo convegno annuale nazionale la prossima settimana a San Josè.

Chi fossero questi astrologi pagani, che seguirono una stella secondo il Vangelo di Matteo e che appaiono in innumerevoli cartoline di Natale e scene della natività?

E cosa hanno a che fare con lo Zoroastrismo, un’antica fede Persiana che influenzò pesantemente lo sviluppo di Giudaismo e Cristianesimo?

Gli Zoroastriani sono seguaci del Profeta Zoroastro, un filosofo monoteista i cui insegnamenti divennero la religione di stato dell’Impero Persiano nel VII secolo a.C.

Ciro il Grande, re persiano, liberò gli Ebrei dalla loro cattività babilonese e permise loro di fare ritorno a Gerusalemme per ricostruire il tempio.

Molti studiosi ritengono che gli ebrei portarono indietro molte idee tratte dalla fede zoroastriana – storie che trovarono la loro via nella Bibbia Ebraica e nel Nuovo Testamento.

Zoroastro, noto anche come Zarathustra, parlava di un dio onnipotente di nome Ahura Mazda. Parlava di una battaglia tra bene e male, prometteva un paradiso millenario, e prediceva un profeta che sarebbe nato da una vergine.

Nel secondo capitolo del Libro di Matteo, i “saggi uomini dall’Est” è la traduzione della parola greca magoi, una tribù di sacerdoti Zoroastriani.

Questi misteriosi viaggiatori sono importanti abbastanza da assicurarsi un ruolo da protagonisti nella narrazione di Matteo, come esperti inviati dal re Erode per confermare che il bambino Gesù fosse, nei fatti, il messia previsto nella Bibbia Ebraica.

Jospeh Kelley, il direttore del Dipartimento di Studi Religiosi alla John Carroll University di Cleveland, sostiene che i magi “riscuotessero grande popolarità nella prima Cristianità”.

“Quando la chiesa divenne progressivamente gentile, i nuovi convertiti, comprensibilmente, avevano grande interesse ai soli non-ebrei che giocarono un ruolo nelle narrazioni sull’infanzia di Gesù” spiega Kelley, l’autore di un nuovo libro dal titolo “Le Origini del Natale”.

Il racconto di Matteo sui magi non dice in realtà che fossero tre uomini saggi, né li descrive come re. Non sono nemmeno menzionati negli altri Vangeli.

Ciononostante, i tre generosi Zoroastriani sono da sempre protagonisti delle nostre feste natalizie, perfino se il Natale non è uno dei loro giorni santi.

 

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