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Fonte: http://www.nature.com/
Data: 27.11.03
L’albero
del linguaggio ha radici in Turchia.
Un ceppo della
famiglia dei linguaggi indo-europei iniziò a diffondersi e
si
divise circa 9,000 anni or sono. Nuovi elementi suggeriscono che furono i
coltivatori di quella che è ora la Turchia a guidare l’esplosione del
linguaggio – e non i più tardi abitatori della Siberia, come alcuni linguisti
hanno sostenuto.
Russel Gray e Quentin Atkinson, dell’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, usano il tasso a cui le parole cambiano, per stimare l’età delle radici dell’albero – come i biologi stimano l’età di una specie dal tasso di mutazione genetica.
Le differenze tra parole, o le sequenze di DNA, offrono la misura di quanto strettamente i linguaggi, o le specie siano correlate.
Gray ed Atkinson hanno analizzato 87 linguaggi, dall’Irlandese all’Iraniano. Piuttosto che comparare interi dizionari, hanno usato una lista di 200 parole che ricorrono in tutte le culture, come “io”, “caccia” e “cielo”. Le parole offrono maggiori aiuti della grammatica come guida nella storia del linguaggio, poiché la struttura di una stessa frase può variare indipendentemente in linguaggi differenti.
L’albero risultante corrisponde a molte idee esistenti circa lo sviluppo del linguaggio. Lo Spagnolo ed il Portoghese si svilupparono come sorelle – essendo entrambe cugine del Tedesco; l’Hindi invece ha una relazione molto più distante da tutte e tre.
Tutte le altre lingue Indo-Europee si separarono dall’Ittito, il più antico membro registrato nel gruppo, tra 8,000 e 10,000 anni or sono, hanno calcolato i due studiosi.
In questo periodo, le tecniche di coltivazione iniziarono a diffondersi dall’Anatolia – attuale Turchia - attraverso Europa e Asia, secondo quanto mostrano le evidenze archeologiche. I coltivatori stessi potrebbero essersi spostati, o i nativi potrebbero avere adottato nuove parole, di pari passo al progresso nella tecnologia agricola.
La conclusione sarà comunque controversa, e non vi sarà mai consenso sul luogo da cui i linguaggi Indo-Europei siano provenuti.
“Questo tipo di studio è esattamente quello di cui i linguisti hanno bisogno” ha dichiarato April McMahon, che studia la storia dei linguaggi all’Università di Sheffield, Regno Unito. Mostra come le idee circa l’evoluzione del linguaggio possano essere testate; “I linguisti sono sempre stati bravi a portare avanti ipotesi spregiudicate, ma non sono stati altrettanto in gamba nel testarle”.
La tecnica è infatti ancora intessuta di difficoltà, ammonisce McMahon. Vi sono tantissime parole che si interscambiano di continuo all’interno di gruppi linguistici. L’Inglese ha preso la parola “skirt” dal Vichingo per esempio, ma “shirt” è originale. I linguisti debbono riuscire a separare le parole condivise dalle parole prelevate, ed ogni errore si ripercuoterà sugli studi successivi.
I biologi ed i linguisti possono imparare molto gli uni dagli altri, commenta il genetista David Searls della Glaxo Smith-Kline Farmaceutici, con sede a King of Prussia, Pennsylvania.
“Vi sono alcuni principi fondamentali che regolano l’evoluzione dei sistemi complessi, siano linguaggi o organismi” ha dichiarato.
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Nature News Service