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Fonte: Zooba Ancient&Medieval History

Data: 21.11.02

Risolvere il mistero del Linear B

Nel 1936, un quattordicenne di nome Michael Ventris, si recò ad una mostra di artefatti minoici che l’archeologo Inglese Sir Arthur Evans aveva organizzato a Londra. Ventris timidamente si accostò all’ottantacinquenne Evans, e chiese:

“Avete detto che [queste tavolette] non sono ancora state decifrate, signore?”

“Si, è quello che ho detto” rispose Evans.

Il breve incontro segnò una sorta di ideale passaggio di consegne, poiché Ventris, come Evans, avrebbe speso molti anni della sua vita a tentare di decifrare il Linear B.

Nel 1901, Evans, nel corso di uno scavo al sito del palazzo di Cnosso, risalente a 3500 anni or sono, sull’isola Greca di Creta, dissotterrò più di 300 tavolette d’argilla che recavano incise scritte in una forma di scrittura sconosciuta. Definita dagli studiosi Linear B, questi geroglifici stregarono gli archeologi ed i linguisti per oltre 50 anni. Gli archeologi ritenevano che decifrando il Linear B avrebbero potuto fissare la data dell’arrivo dei greci nell’Egeo.

Evans riteneva che la civiltà cretese (chiamati minoica per via del leggendario re cretese Minosse) fosse stata invasa e distrutta da oppressori stranieri, più probabilmente greci, e che il linguaggio rappresentato dalle scritte sulle tavolette appartenesse alla civiltà perduta dei minoici. Non poteva essere, egli riteneva fermamente, una rappresentazione dei greci. Evans morì nel 1941, senza essere riuscito a decifrare il mistero della Linear B.

Nel 1952, Michael Ventris, ora architetto e crittografo, analizzo varie possibili soluzioni per l’interpretazione dei 90 simboli del Linear B. Poco tempo dopo queste analisi, comunque, giunse ad un’illuminante conclusione: il linguaggio rappresentato dal Linear B era in effetti il più antico dialetto greco conosciuto. Le investigazioni di Ventris avevano rivelato che i testi sulle tavolette erano realmente rozze rappresentazioni di sillabe aperte dalle arcaiche parole greche, per lo più senza una consonante iniziale o finale, così che per esempio, la parola greca per seme, sperma, sarebbe apparsa in Linear B come “pe-ma”.

Malgrado la decifrazione del Linear B aiutò a confermare una presenza greca nell’Egeo almeno per il 1400 a.C. – molto prima di quanto ritenuto fino ad allora - non aiutò comunque a risolvere in via definitiva molte questioni storiche e archeologiche che circondano questo periodo.

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