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Fonte: http://www.nationalgeographic.com/

Data: 18.12.03

 

Esploratore Emergente.

Spencer Wells è stato nominato dalla National Geographic Society “Esploratore Emergente”, a rappresentare una nuova generazione di scienziati che promettono grandi scoperte per la storia dell’umanità.

Per molti di noi, la parola “genetica” riecheggia vaghe immagini di malattie, genoma umano ed ingegneria genetica. Wells ne ha fatto invece uno strumento di studio. Combinando il suo amore per la storia con la sua passione per la biologia, Spencer Wells utilizza la tecnologia per esplorare i misteri del passato. Ha girato il mondo, raccogliendo campioni di sangue da popoli appartenenti a culture lontane: gli Aborigeni dell’Australia, gli abitatori Chukchi della tundra siberiana, i coltivatori delle colline dell’Afghanistan, ed i nomadi dei deserti africani. Studiando il DNA dei moderni umani, cerca di comprendere chi siamo, in che modo la nostra razza abbia viaggiato per popolare il mondo, e quanto da vicino siamo tutti imparentati.

“Ogni goccia di sangue è essenzialmente un documento storico” ha dichiarato Wells. “Il nostro DNA racconta la storia del viaggio della nostra specie”.

Una delle questioni che ha appassionato Wells, riguarda le origini umane. Se i primi umani evolsero in Africa o altrove, quando iniziarono migrazioni verso l’esterno e dove andarono, sono argomenti a lungo discussi tra archeologi, antropologi e biologi dell’evoluzione. Mediante l’analisi dei mutamenti genetici del cromosoma Y dei popoli da tutte le regioni del mondo, Wells ed i suoi colleghi hanno concluso che tutti gli umani viventi discendono da un singolo uomo che visse in Africa circa 60,000 anni or sono.

“Siamo davvero tutti cugini, separati da circa 2,000 generazioni” ha dichiarato.

Nel suo libro “The Journey of Man: A Genetic Odyssey” [Il Viaggio dell’Uomo: un’Odissea Genetica], Wells descrive l’esodo dall’Africa che iniziò circa 60,000 anni or sono, ed il percorso che la razza umana seguì per popolare il mondo. Seguendo la linea costiera meridionale dell’Asia, i primi viaggiatori attraversarono circa 250 chilometri di mare e colonizzarono l’Australia circa 50,000 anni or sono. Gli aborigeni dell’Australia, sostiene Wells, sono i discendenti della prima ondata migratoria dall’Africa.

Una seconda ondata lasciò l’Africa circa 45,000 anni or sono, e s’insediò in Medio Oriente, con gruppi più piccoli che si spinsero fino in India, Cina del nord e del sud. Non appena i ghiacciai dell’Era Glaciale iniziarono a ritirarsi attorno a 40,000 anni or sono, e le temperature si innalzarono, gli umani si spostarono verso l’Asia centrale e si moltiplicarono rapidamente.

Piccoli gruppi lasciarono l’Asia Centrale circa 35,000 anni fa, verso l’Europa. Attorno a 20,000 anni or sono, altri piccoli gruppi di centro-asiatici si spostarono più a nord, nella Siberia e nel Circolo Artico.

L’articolo più recente di Wells e colleghi, pubblicato nel numero di settembre del 2003 della Rivista Americana di Genetica Umana  (American Journal of Human Genetics), aggiunge evidenze al dibattito circa il popolamento delle Americhe. Le prime prove archeologiche di abitazione umana in Nord America si datano al 11,500 anni or sono. Manufatti rinvenuti al sito di Monte Verde, Cile, sono stati datati al radiocarbonio a 12,500 anni. Ci sono anche scienziati che ritengono, sulla base di prove archeologiche e linguistiche, che gli uomini possano essere giunti nelle Americhe già 30,000 anni or sono. Ma le mutazioni nel cromosoma Y delle popolazioni nel Nord e Sud America, pongono un limite superiore sull’arrivo umano, che andrebbe individuato ad un periodo compreso tra i 18,000 ed i 15,000 anni or sono. “Io direi piuttosto attorno a 15,000” precisa Wells.

 

In un altro studio, Wells si è dedicato ai campioni di sangue prelevati nel corso di 10 anni da più di 40 popolazioni viventi nell’area dell’ex impero mongolo di Genghis Khan; circa l’8% degli abitanti della regione avevano cromosomi Y pressoché identici. Che tradotto, indica circa 16 milioni di discendenti viventi oggi.

Le scoperte archeologiche ed i testi che descrivono la storia e la cultura della regione offrono alcuni spunti sul perché un tale lignaggio abbia avuto tanta fortuna, dice Wells.

L’impero di Khan al tempo della sua morte si estendeva attraverso l’Asia. Le sue conquiste militari frequentemente prevedevano il massacro delle popolazioni sottomesse, e ciò contribuì a spazzare via molte etnie. Documenti contemporanei registrano che, dopo una conquista, i saccheggi, le razzie e gli stupri erano il bottino di guerra per i soldati, ma che Khan aveva precedenza nella scelta delle donne più belle. In aggiunta, le sue discendenze maschili erano incredibilmente prolifiche. Estesero l’impero e mantennero il potere nella regione per parecchie centinaia di anni, in una cultura nella quale harem e concubine erano la norma. Il figlio maggiore di Khan si dice avesse 40 figli. Suo nonno, Kublai Khan, aveva 22 figli legittimi, e si dice aggiungesse 30 vergini al suo harem ogni anno.

“Questo è un chiaro esempio di come le culture giocarono un ruolo significativo nei percorsi delle variazioni genetiche e nella differenziazione delle popolazioni umane”.

 

Oltre alla sua generale passione per la storia, Wells ha un interesse speciale per gli imperi perduti.

Uno dei suoi attuali progetti prevede lo studio dell’Impero Fenicio, una civiltà che visse approssimativamente dal 3000 al 332 a.C.

“Si hanno pochissime evidenze archeologiche al riguardo, malgrado fossero la cultura dominante a quel tempo” ha dichiarato Wells. “I testi egiziani, ad iniziare dal 1200 a.C., parlano i guerrieri/predoni che arrivavano dal mare, ma non abbiamo idea di chi fossero o da dove venissero, ed infine dove siano andati”.

I Fenici erano un popolo di navigatori che stabilirono un gran numero di città-stato indipendenti nel Mediterraneo, nei paesi attualmente noti come Siria, Libano, Israele, Tunisia, Grecia e Spagna. Uniti da un linguaggio comune, il loro alfabeto divenne prototipo per gli alfabeti greco e romano; furono il primo popolo a circumnavigare l’Africa, e si dice raggiunsero persino le Americhe.

Ma da dove venivano e dove arrivarono con precisione?

Per queste risposte dovremo attendere il rapporto finale delle ultime esplorazioni di Spencer Wells.

   

 

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