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Fonte: http://www.nationalgeographic.com/
Data : 13.08.04
LE ANTICHE OLIMPIADI, TRA RELIGIONE, SPORT, NUDI E FESTE PAGANE
Quest’anno
i Giochi Olimpici ritornano nel loro luogo di nascita, la Grecia. Ma molto è
cambiato da che i primi giochi sono stati disputati qui circa tre millenni or
sono. Il National Geographic ha intervistato Tony Perrottet (nella foto), autore
di Le Olimpiadi a Nudo: la Vera Storia dei Giochi Olimpici, per scoprire
come fossero realmente i primi giochi.
I Giochi Olimpici si tennero ogni quattro anni dal 776 a.C. fino al 394 d.C., il più antico evento ricorrente dell’antichità. Quale fu il segreto della loro longevità?
Senza
dubbio l’elevato tasso di spettacolarità. Gli sport erano solo una parte
della grande manifestazione. Si trattava in primis di un evento
religioso, e si teneva in uno dei luoghi più sacri del mondo antico, circonfuso
di un’aura incredibile di tradizione e santità.
Oggi
le Olimpiadi sono un colossale evento laico, hanno perso la componente religiosa
che invece permeava le antiche Olimpiadi, dove i sacrifici ed i rituali si
svolgevano per tempi equivalenti a quelli dedicati agli sport. E vi erano
inoltre tanti altri eventi che facevano da contorno alle feste, rendendole
grandiose e uniche: gli incontri artistici, i nuovi scrittori, pittori e
scultori. Vi erano poi mangiatori di fuoco, chiromanti, prostitute.
Questa
era la parte assolutamente pagana del divertimento.
Oggi le Olimpiadi sono celebrate per i loro nobili ideali di competizione, amicizia e cultura. Troviamo gli stessi ideali anche nei giochi antichi?
Abbiamo
un atteggiamento molto sentimentale verso gli antichi giochi. Ma questa immagine
romantica con comportamenti da gentiluomini e grande cavalleria è stata
ampiamente smentita dagli studiosi vittoriani del XIX secolo.
Forse
il più ispirante antico ideale era la sospensione della guerra nel corso dei
giochi, una sorta di sacro armistizio che permetteva ai viaggiatori di recarsi
ad assistere ai giochi in tutta tranquillità. Ma gli antichi Greci non erano
idealisti da tentare di fermare tutte le guerre. Non volevano che niente
interferisse con le operazioni dei giochi. Ma se esisteva una guerra in Sicilia,
l’armistizio non l’avrebbe certo fermata.
Vi
erano poi casi in cui l’armistizio veniva a cadere. Nel 364 a.C. gli originari
organizzatori persero il controllo dei giochi, perché erano rimasti coinvolti
in questioni politiche. Per ottenere vendetta, attaccarono i nuovi organizzatori
dei giochi nel mezzo di un incontro di lotta. Si tenne una vera e propria
battaglia all’interno del santuario, con gli arcieri appostati sui templi.
I
tifosi si lasciarono subito coinvolgere. Smisero di guardare l’incontro di
lotta e guardarono invece la battaglia, applaudendo come si trattasse di un
altro incontro sportivo.
Quali sono le origini dei giochi?
Si
sono perse nella notte dei tempi. Gli antichi Greci avevano molte ragioni
mitologiche per cui tenere i giochi, ma nessuna è nota per certo.
I
giochi erano dedicati al padre degli dei, Zeus. Vi erano giochi atletici
attraverso tutta le Grecia, ma per via della santità di Zeus, gli abitanti di
Olimpia divennero presto preferiti. I primi giochi prevedevano una sola gara di
corsa, che fu vinta dal cuoco Koroibos.
In che modo gli atleti si preparavano per i Giochi?
Dovevano
presentarsi presso la (vicina) città di Elis un mese prima dei giochi. Fu il
primo villaggio olimpico. Qui, dovevano sottoporsi ad un regime di allenamento
sfiancate, programmato per verificare chi potesse raggiungere gli standard
olimpici e chi invece non fosse idoneo.
Mentre
non vi era vergogna nel non essere ammessi ai giochi, gli atleti che si
ritiravano nel corso dei giochi veri e propri subivano un’autentica
umiliazione.
Vi
è la storia di un forte lottatore che si era presentato per l’allenamento.
Non appena si tolse gli indumenti, tutti gli altri atleti lasciarono i giochi
perché sapevano di non poterlo battere.
Gli atleti seguivano una dieta speciale?
La
dieta tradizionale era piuttosto semplice: olive, pane, formaggio feta, ed un
ragionevole ammontare di carne.
I
lottatori avevano una dieta particolare.
I
medici usavano dire agli atleti che non dovevano mangiare la carne di maiali che
erano stati nutriti con certe bacche.
Vi
erano poi molte pozioni che avrebbero dovuto migliorare le prestazioni di gara.
La carne di lucertola, mangiata in un certo modo, per esempio, diventava magica.
Perché gli atleti gareggiavano nudi?
Nessuno
può dirlo per certo. Secondo una storia, la tradizione ebbe origine quando un
corridore perse il drappo che gli cingeva la vita, ed inciampò su esso. Da
allora, tutti si tolsero il drappo. Ma gli antichi storici fanno riferimento ad
antichi riti di iniziazione – giovani uomini che vagavano nudi come una sorta
di entrata nell’età adulta.
Sappiamo
quanto fondamentale la nudità fosse per la cultura Greca. Si parla spesso
dell’esibizionismo e della vanità dei Greci. Solo i barbari avevano timore di
mostrare i loro corpi. Gli atleti nudi avrebbero sfilato avanti e indietro per
lo stadio. I poeti avrebbero scritto odi meravigliose per i corpi scultorei dei
giovani atleti, dalla pelle del colore dell’argilla cotta.
Ma
altre culture come i persiani e gli egiziani, guardavano con diffidenza queste
usanze, e le consideravano piuttosto strane. Erano convinti che avrebbero potuto
incentivare le perversioni sessuali.
L’omosessualità era accettata?
I
Greci non avrebbero compreso la parola. Gli atti sessuali tra due uomini adulti
sarebbero stati considerati assolutamente scandalosi. Ma l’omosessualità era
inerente alla cultura dei ginnasi greci, ove uomini adulti facevano da mentori a
ragazzi pre-adolescenti. Ciò era socialmente accettato e considerato parte
della formazione di un ragazzo, anche se non se ne discuteva mai apertamente.
Naturalmente le donne non gareggiavano alle Olimpiadi.
Questo
è corretto. Le donne sposate non erano neppure ammesse sugli spalti, mentre
potevano accedervi le donne giovani e le vergini. I padri vi portavano le loro
figlie sperando che potessero sposare uno dei campioni.
La
prostituzione era un fenomeno dilagante. Le donne erano portate a questi scopi
da tutto il Mediterraneo. E’ stato detto che una prostituta riusciva a
guadagnare nei cinque giorni dei giochi Olimpici quanto avrebbe potuto fare nel
resto dell’anno.
Ma esisteva uno speciale evento sportivo per le donne
Si,
era una sorta di seconda fase della festa. I giochi femminili si tenevano ad
Olimpia ed erano dedicati alla moglie di Zeus, Era. Le giovani donne correvano
con tuniche corte con il loro seno destro scoperto, come omaggio alle donne
guerriere amazzoni, una razza di super-guerriere donne che si riteneva usassero
cauterizzare il seno destro affinché non fosse di impedimento al lancio del
giavellotto.
A
Sparta poi vi erano lotte tra le donne. Vi è una storia interessante di un
senatore romano che affrontò il lungo viaggio per vedere queste donne spartane,
che si diceva fossero incredibilmente belle e muscolose. Era così emozionato
che saltò sul ring. Non sappiamo se poi vinse o meno, ma possiamo credere si
fosse divertito molto.
Quanto erano popolari gli atleti maschi?
Si
trovavano nella posizione più prossima a semi-dei nel mondo mortale.
Acquisivano incredibile prestigio e ricchezza da una vittoria Olimpica. Non
avrebbero più dovuto lavorare in vita loro.
Ufficialmente,
il vincitore aveva in premio un serto d’olivo. Ma la città di origine li
ricopriva di denaro, onori come le prime file nei teatri, rendite vitalizie,
vasi di olio di oliva, e forse persino il sacerdozio. Il suo nome sarebbe stato
tramandato di generazione in generazione. Sarebbe diventato parte della storia.
Perché questa mania sportiva si sviluppò in Grecia e non altrove?
Per
due ragioni, credo. Primo, la Grecia aveva un ambiente lussureggiante. Era una
terra di grandi spazi, baciata dal dolce clima mediterraneo. Si poteva nuotare o
scalare le montagne. Non faceva freddo, e si poteva così correre nudi per tutto
il giorno.
Ciò
viene a convergere con l’incredibile competitività greca. Non sappiamo perché,
ma ai Greci piaceva competere sul quasi ogni cosa della vita. Vi sono storie
esilarati di viaggiatori che si incontravano nelle taverne e facevano a gara per
chi mangiasse di più. Era inevitabile che avrebbero sviluppato eventi sportivi
formali.
Ma lo sport era solo una parte di quella che lei ha definito “Woodstock dell’antichità”. Cosa rappresentava per gli spettatori?
Essere
uno spettatore dei giochi olimpici erano un’esperienza incredibilmente
scomoda. Innanzitutto, per chi partiva da Atene, vi era una camminata di 340 km
per raggiungere il sito.
Olimpia
si trovava nel mezzo del nulla. Era un posto bellissimo, idilliaco. Ma era
sostanzialmente costituita dai tre templi e da una pista da corsa, con un solo
albergo riservato ai ricchi.
Gli
organizzatori avevano un compito piuttosto semplice nei tempi antichi. Dovevano
solo portare via qualche pecora o mucca che pascolavano attorno alla pista.
Nel
pieno dell’estate, il caldo era soffocante. I due fiumi che convergevano ad
Olimpia erano prosciugati. Nessuno poteva lavarsi. Non vi era acqua da bere, e
le persone subivano continui collassi da colpo di calore.
Non
vi era igiene, l’odore doveva essere piuttosto acre. Una volta che si
raggiungeva lo stadio, non vi erano sedili o spalti, solo cespugli ed erba. La
parola Stadio proviene dal greco stadion, che significa “un luogo ove
stare in piedi”. Ma vi era un’incredibile atmosfera ed uno stupefacente
senso di tradizione. Le persone si piazzavano sulla stessa collina in cui,
secondo la leggenda, Zeus lottò
contro suo padre.
E quanti erano gli spettatori?
Vi
era una stima di 40,000 spettatori, e probabilmente molte più persone,
considerati venditori, scrittori, artisti, prostitute ed i loro seguiti.
Cosa ci può dire di alcuni dei nomi famosi del tempo?
Platone
era un grande appassionato della lotta. Si presentava ai giochi in incognito e
pernottava nelle baracche.
Sofocle
era invece tifoso della palla a mano.
Quasi
tutti gli intellettuali greci erano appassionati di sport, ed i giochi [erano]
anche un grande evento letterario. Erodoto presentò la sua famosa storia alle
Olimpiadi.
I giochi potevano essere considerati un affare economico?
I
coltivatori locali ed i produttori certamente guadagnavano molti soldi, al
contrario degli organizzatori. Non vi era un costo per l’accesso ai giochi.
Erano aristocratici che non si recavano lì per i soldi ma per il prestigio di
organizzare il più importante evento dell’antica Grecia.
Doveva esservi una tremenda confusione.
Si,
avremmo trovato i primi bar dello sport nell’antica Grecia. Normalmente i
Greci si ubriacavano terribilmente. Era come si trattasse di cinque giorni di
follia. La gente dormiva pochissimo. Gli studenti organizzavano incontri che si
tramutavano in orge vere e proprie.
Ciò nonostante,i Giochi avevano un profondo significato spirituale
Il
santuario di Zeus era il luogo più sacro del mondo antico. Le divinità
prestavano grande attenzione ai risultati sportivi come mortali. Gli atleti
offrivano sacrifici continui alle divinità, e si dice che le divinità stesse
avessero addirittura gareggiato ad Olimpia nei primi tempi.
Non esistevano elementi che noi oggi associamo alle Olimpiadi, come la torcia olimpica.
La
torcia fu inserita per i giochi nazisti del 1936. Hitler era affascinato
dall’antico mondo greco e di tutte le teorie che gli spartani fossero una
super-razza ariana. Carl Diem, un suo fidato collaboratore, propose l’idea di
portare la torcia da Olimpia a Berlino.
Ma
la torcia e la cerimonia di apertura trascende queste sordide origini, ed è
diventata una bellissima tradizione.
E la fiamma olimpica?
Ogni
santuario aveva il suo fuoco perpetuo. Il fuoco era un simbolo molto importante
per la cultura greca.
Come ci possiamo immaginare la cerimonia d’apertura?
Spettacolare
come oggi: gli atleti entravano nel tempio, dove rendevano omaggio ad una
terrificante statua di Giove. Dovevano giurare davanti ad un catino di sangue
sacrificale che avrebbero obbedito alle regole dei giochi e che non avrebbero
usato mezzi scorretti per ottenere la vittoria.
I
giudici si accertavano che gli atleti non facessero uso di pozioni per
migliorare le prestazioni. Ma perfino più popolari erano le maledizioni mandate
agli avversari. Vi sono storie di atleti colpiti da alcuni di questi sortilegi
che non furono capaci di staccarsi dai blocchi di partenza.
Quindi
vi era la corruzione, che fece la sua comparsa ai giochi attorno al IV secolo
a.C., quando il pugile Eupolos fu accusato di avere falsato l’esito di un
incontro. Da allora accadde ancora e ancora.
L’Imperatore
Nerone si recò ai giochi e vinse la gara dei carri, malgrado fosse caduto dal
suo durante la corsa.
Ma
ciononostante le Olimpiadi erano considerati i giochi atletici più puliti.
Ma parliamo dello sport moderno. La gara dei carri era forse una delle più eclatanti anticipazioni. Può dirci di più?
Era
l’evento più aristocratico. Era anche molto violento, come l’Indianapolis
500 dell’antichità. Se avete visto la versione di Ben Hur con Charlton Heston,
avrete già una buona idea di quel che accadeva nel corso di questi eventi.
Era
molto pericoloso, con scontri tra carri, e carri che uscivano dalla pista
addosso agli spettatori. Dovevano compiere 12 giri attorno allo stadio.
Gli
angoli stretti erano la parte più pericolosa. Vi erano solitamente 40 carri per
ogni corsa.
In
un caso, partirono in 21, ed uno solo all’arrivo. Ciò vi da l’idea di
quanto potesse essere pericoloso.
La corsa era l’evento più antico, ma cosa possiamo dire sulla maratona?
I
giochi antichi non avevano la maratona in realtà. La dolichos di cinque
chilometri era il più lungo evento di corsa nei giochi antichi.
La
maratona è un’invenzione vittoriana, basata su una storia della Battaglia di
Maratona. Un corriere, Filippide, dopo aver combattuto, fu inviato dal campo di
battaglia per portare la notizia della vittoria greca ad Atene. Una volta
giunto, crollò a terra morto.
La
distanza di 42.3 chilometri tra Maratona ed Atene è la lunghezza della moderna
maratona in qualsiasi luogo del mondo.
Comunque anche la corsa di 5 chilometri deve essere stata piuttosto dura. Gli atleti di certo non avevano le scarpette disegnate su misura dalla Nike o dalla Rebook a quel tempo.
Ho
corso ad Olimpia, ed è certamente dura farlo a piedi nudi. Ai giochi ponevano
uno strato di sabbia sul percorso per renderlo più soffice, ma era sempre molto
dura. Gli antichi Greci avevano solo piedi più resistenti. Quando sei abituato
a correre per tutta la vita senza le scarpe, si diventa come hobbit,
probabilmente.
Una
cosa insolita è che non vi era la pista da corsa ovale. Tutti correvano avanti
e indietro su questo stretto percorso che sembrava piuttosto una pista
d’atterraggio. Dovevano girare all’estremità.
Oggi il decatlon è considerato uno degli eventi più prestigiosi ed un vero test della statura di un atleta. Come doveva essere il pentatlon nell’antica Grecia?
Iniziavano
con il disco, che era seguito dal salto in lungo, che era considerato il più
esteticamente piacevole, fatto notevole per i Greci. Gli atleti saltavano da
fermi. Quindi vi era il lancio del giavellotto, seguito da uno sprint e da un
incontro di lotta.
Chi
riusciva migliore nel pentatlon non era necessariamente il vincitore di tutte le
discipline di specialità, ma il pubblico avrebbe ammirato la sua versatilità e
grande abilità.
Alcune delle altre discipline erano molto violente.
I
combattimenti del quarto giorno erano molto popolari. La lotta somigliava
all’attuale lotta greco-romana. Ma il pugilato era più esotico. Gli sfidanti
si colpivano alla testa l’un l’altro, usando i pugni con lacci di cuoio
avvolti intorno. I colpi al corpo erano proibiti. Non vi erano round né
restrizioni di peso.
Vi
sono vividi racconti dei volti degli atleti ridotti a maschere di sangue. Uno
dei pugili non avrebbe dato al suo avversario la soddisfazione di farsi saltare
via i denti, così preferiva inghiottirli.
Il
terzo sport da combattimento, il pankretion,
ci è meno familiare. La sola cosa bandita era cavarsi gli occhi. Ogni altra
cosa poteva invece essere ammessa. Spezzare le ossa era comune. Un tipo divenne
conosciuto come “Mr.Dita” poiché era solito spezzare le dita dei suoi
avversari. Gli strangolamenti erano incoraggiati.
Per
vincere, l’altra persona doveva sottomettersi, così si poteva davvero
ritenere sconfitta. E tutto ciò avveniva in totale nudità. Doveva trattarsi di
un eventi estremamente duri, persino da vedere.
Non vi erano sport di squadra
No,
i Greci erano molto individualisti. Gli atleti rappresentavano se stessi prima,
e la loro città stato in secondo luogo. Non vi era fair play, nessun ideale
vittoriano di strette di mano o pacche sulle spalle tra gli sfidanti per una
gara ben giocata. Dopo una sconfitta, si doveva tornare a casa dalle vie
secondarie. Nemmeno tua madre ti avrebbe rivolto più la parola.
Come potrebbero cimentarsi gli atleti di oggi contro quelli di allora?
E’
difficile a dirsi, poiché i Greci non condividevano la nostra ossessione di
documentare i record. Non avevano cronometri. Il vincitore era tale solo per un
giorno.
Ricordate,
il bagaglio genetico era molto più limitato nell’antica Grecia, vi erano solo
pochi milioni di persone. Oggi gli atleti olimpici sono la selezione di quanto
di meglio c’è al mondo. Credo che oggi gli atleti greci avrebbero vita
piuttosto difficile. Forse potrebbero fare bene nella lotta. Dio solo sa se
conoscevano qualche trucco.
Perché i giochi antichi terminarono nel 394 d.C.?
Terminarono
quando l’Imperatore cristiano Teodosio I bandì tutte le feste pagane. I
Cristiani odiavano i Giochi Olimpici – la celebrazione del corpo umano, gli
atleti che correvano nudi, i festeggiamenti sfrenati, la fornicazione, e tutto
il resto.
La
chiusura dei giochi fu vissuta come un incredibile shock per la psiche degli
antichi greci. Davano per assunto che i giochi sarebbero durati per sempre.