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Fonte: http://www.smh.com.au/index.html

Data : 08.05.2003

 

A qualcuno piace caldo.

Coloro che ritengono che la fine del mondo arriverà come gentile omaggio del riscaldamento globale, dovrebbero studiare un po’ di storia. Un rapporto di Clair Miller ci dice perché.

 

Il riscaldamento globale fu una cosa buona per Erik il Rosso. Senza di esso, i Vichinghi, esiliati dall’Islanda per un omicidio nel 982 d.C., potrebbero non avere mai fondato un insediamento in Groenlandia. E senza questa casa di base, suo figlio Lief Eriksson potrebbe non essersi mai avventurato più ad ovest,15 anni più tardi per svernare nel Maine dei giorni moderni, primo europeo a poggiare il suo piede sul suolo del Nord America.

Le avventure di padre e figlio si svolsero nel corso di un’era conosciuta come Periodo Medioevale Temperato, che iniziò attorno al 900 e che raggiunse il suo picco dal 1000 al 1300. La cultura europea prosperò in un clima così benefico, che i contadini inglesi poterono coltivare la vite 500 chilometri più a nord rispetto ai moderni limiti. I commerci fiorirono, furono costruite le grandi cattedrali e vi fu un boom demografico.

In Groenlandia, i ghiacci si ritrassero, il suolo si scongelò in estate e i pascoli furono disponibili per l’allevamento delle greggi. Nella vicina Islanda, il clima era così mite da permettere la coltivazione di grano, e la popolazione raggiunse quota 60,000.

 

Questo piacevole interludio nella storia occidentale è spesso presentata come prova che il riscaldamento globale non è qualcosa di pericoloso per la sopravvivenza della nostra specie. L’argomento è stato posto più chiaramente in evidenza in una stima effettuata dall’Università di Harvard mediante comparazione di un totale di 240 studi scientifici. La stima, pubblicata lo scorso mese, ha concluso che le temperature del giorno presente non sono senza precedenti nella storia, di conseguenza non si deve temere che diano luogo alle più estreme condizioni meteorologiche nella storia dell’uomo.

Sulla base di indicatori indiretti, come anelli degli alberi, sedimenti nel ghiaccio e racconti storici, la stima sostiene che le temperature 800 anni or sono erano significativamente più alte di oggi. Il dottor Philip Scott, professore emerito di biogeografia all’Università di Londra, ha pertanto criticato le predizioni apocalittiche circa il corrente riscaldamento globale.

“Nel corso del Periodo Medioevale Temperato, il mondo era perfino più caldo di oggi, e la storia mostra che fu un periodo magnifico per tutti i popoli” ha dichiarato al Daily Telegraph di Londra. Per contrasto, le carestie, le malattie ed il collasso economico accompagnarono l’avvento della piccola Era Glaciale europea, che durò dal 1400 al 1850.

Gli insediamenti vichinghi in Groenlandia in questo periodo, si estinsero.

 

La lettura della storia da parte di Scott ci trasmette ottimismo, in questo senso, ma il Dr Grame Pearman del CSIRO, non riesce a condividerlo. Il capo della Divisione Aria del CSIRO, parte di uno sforzo internazionale di ricerca, ha dichiarato che vi è poco o niente da imparare dalla storia circa il modo in cui gli umani potrebbero agire sui futuri cambiamenti climatici globali. Innanzitutto, sostiene Pearman, vi sono profonde incertezze scientifiche che circondano il Periodo Medioevale Temperato: potrebbe essere stato solo un fenomeno regionale di cui l’Europa ha beneficiato, e forse non caldo come si appresta a diventare questo secolo.

Un’altra ragione è che il mondo oggi è molto differente da quello nel quale si aggirava Erik il Vichingo. Oggi ci abitano 6 bilione di persone – 22 volte quelli dei tempi dei vichinghi – e in un ambiente altamente modificato dall’industrializzazione, dall’agricoltura e dal sovra-popolamento.

Il rapporto di Harvard sottolinea il fatto che il cambiamento climatico non è niente di nuovo. Il pianeta si è alternativamente riscaldato e raffreddato molte volte nel corso dei millenni. Ai tempi dei dinosauri, era più umido, e da 5 a 7 gradi più caldo. Nelle ere glaciali, era 510 gradi più freddo. L’agricoltura risorse nel corso di un periodo compreso tra 5000 e 7000 anni or sono quando la Terra era uno o due gradi più calda di oggi.

 

 

 

Il Centro Pew sul Cambiamento Climatico Globale negli Stati Uniti ha dichiarato che vi sono state innumerevoli fluttuazioni nei climi regionali, e “gli archeologi frequentemente hanno trovato un collegamento tra il clima e la crescita o la caduta di passate civiltà”.

Le grandi civiltà mesopotamiche, per esempio, si estinsero a seguito della forte riduzione nelle precipitazioni sul bacino dei fiumi Tigri ed Eufrate, quando il deserto si estese indefinitamente e la salinità destabilizzò l’irrigazione.

In Europa vi sono alcune indicazioni che l’espansione romana coincise con un ambiente localmente più tiepido, e che l’impero crollò, per dare inizio agli Anni Bui, non appena il clima si deteriorò.

Tali scenari hanno suggerito al Dr Craig Idso, presidente del Centro per lo Studio del Diossido di Carbonio e dei Mutamenti Climatici negli Stati Uniti, che per la maggior parte, “lo sviluppo umano e la civilizzazione tendono a progredire in condizioni climatiche tiepide, piuttosto che fredde”.

“Il clima è in continuo mutamento” ha dichiarato. “Non è statico o qualcosa che accade nel vuoto. E’, per natura, sempre oscillante. Come tale, ognuno di noi ha già imparato ad adattarsi ai cambiamenti climatici che si sono verificati nel corso della nostra vita, come fecero i nostri antenati prima di noi, e come faranno i nostri discendenti dopo di noi, senza preoccupazioni.”

 

Pochi discutono che il mondo si stia riscaldando di nuovo dal 1850. Il Pannello Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC), un consorzio di 2500 scienziati sotto l’egida delle Nazioni Uniti, dichiara che la Terra è da 0.3 a 0.6 gradi più calda rispetto alla fine del 1900. Dice inoltre che il tenore del riscaldamento sta accelerando, e predice che il mondo sarà da 1.5 a 6 gradi più caldo per il 2100.

Vari fenomeni hanno guidato i mutamenti climatici nel corso dei millenni, inclusi i mutamenti dell’orbita terrestre, la radiazione solare e la posizione dei continenti.

La Divisione-Aria del CSIRO attribuisce la maggior parte dei cambiamenti all’aumento dei gas dell’effetto-serra che intrappolano il calore nell’atmosfera – lo stesso elemento che ha determinato le condizioni più umide e calde del mondo  dinosauri 100 milioni di anni fa.

Molti ricercatori sostengono che i fattori naturali non siano gli unici responsabili nell’accresciuta concentrazione di gas da effetto serra, dal periodo della Rivoluzione Industriale in poi. Ritengono piuttosto responsabili le attività umane, come bruciare combustibili tossici, che, specialmente negli ultimi 50 anni, hanno forzato il ritmo del cambiamento.

Gli stessi studiosi hanno predetto che il riscaldamento globale nel corso del prossimo secolo creerà un mondo climaticamente caotico, con più frequenti e più severe siccità, temporali e inondazioni.

Questo è una voce troppo allarmista, secondo altri. Secondo questa versione, infatti, “tutti i mutamenti climatici indotti dall’uomo sono un male, e tutti i mutamenti climatici cattivi sono indotti dall’uomo”.

Il Dr John Christy, direttore dell’ Earth System Science Centre dell’Università dell’Alabama, consiglia di non perdere il sonno per via dei cambiamenti climatici. Dice che l’elemento critico nello sviluppo umano non è la temperatura ma la disponibilità d’acqua.

L’acqua è la sola ragione per cui il riscaldamento globale non è di buon auspicio per l’Australia, ad esempio.

In gennaio uno studio meteorologico dell’Università di Monash e del WWF, ha scoperto che una grossa siccità in 100 anni in Australia non è inusuale in termini di bassa piovosità, comparato con le precedenti severe siccità.

Quel che fa la differenza sono le temperature record. Giorni e notti più calde hanno accresciuto notevolmente il tasso di evaporazione per dighe, fiumi, suolo e vegetazione. Il prosciugarsi del paesaggio ha drasticamente accresciuto il rischio di incendi, la perdita di raccolti, e ridotto le scorte d’acqua.

Il riscaldamento globale potrebbe essere una cosa buona per le persone che vogliono coltivare uva in climi freddi, ma il direttore esecutivo dell’Istituto Australiano, il Dr Clive Hamilton, avvisa che tali piccole gioie sono una ben misera consolazione, se rapportata ai danni che la nazione verrà a subire. “Se si verificassero due grosse siccità nell’anno, in luogo dell’unica che abbiamo appena avuto, non vi saranno più tante persone che diranno ‘abbiamo avuto periodi di riscaldamento prima, sono durati solo un paio di secoli, e tutto è andato bene’ ”

L’archeologo Brian Fagan, professore di Antropologia all’Università di California, ha dichiarato che il riscaldamento globale è buono o cattivo a seconda di dove si vive. “Significa stagioni prolungate per i raccolti di cereali nell’Europa settentrionale ed in Canada, ma sommergerà gli atolli del Pacifico” commenta.

Fagan ha dichiarato che gli umani sono enormemente adattabili. “Ma abbiamo attraversato un momento di vulnerabilità, dovuto all’aumento di popolazione e all’impatto sull’ambiente. Per esempio, cosa sarebbe accaduto se le opere per il controllo delle inondazioni sul fiume Mississippi fossero fallite, il fiume avesse superato i suoi argini, e continuasse a farlo più o meno ogni mille anni? Cosa sarebbe accaduto ai Paesi Bassi se il Mare del Nord fosse cresciuto di un piede? Con più di 200 milioni di persone che vivono su terre costiere, avremo ragione di preoccuparci”.

 

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