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Fonte: athennews

Data: 05.03.04

 

1204: COSA ACCADDE IN REALTA’??

 

Quando Saladino riacquistò all’Islam il regno crociato di Gerusalemme nel 1187, Papa Innocenzo III indisse una nuova crociata per riconquistarlo. Ma i crociati incorsero in difficoltà economiche e presero vantaggio dal conflitto dell’Impero Greco per procurarsi il denaro. Il progetto fu un disastro, lasciò Costantinopoli alla distruzione, le sue chiese furono devastate ed I suoi cittadini inviati in Europa come schiavi. I crociati non arrivarono mai a Gerusalemme, ma cementarono le incomprensioni tra il Cristianesimo d’oriente e d’occidente.

 

Nella storia delle crociate, l’idea di fondo prevedeva l’unione delle forze della cristianità per difendere i Luoghi Sacri della Palestina dal pericolo Musulmano. Il sovrano biazantino, Alessio I Comneno (1081-1118) potrebbe avere considerato che la difesa del suo impero contro i raid per mano turca fosse altrettanto importante, e i crociati potrebbero essere stati altrettanto interessati a stabilire i propri regni e ducati occidentali. Ma entrambe sostenevano il principio della cooperazione militare  per assicurare l’accesso cristiano ai luoghi sacri in quanto scena della vita di Cristo sulla terra. Ai Musulmani, ad ogni modo, l’associazione del Profeta Maometto con Gerusalemme significava che questo fosse il terzo tempio più sacro in Islam, per cui erano pronti a difenderlo nella guerra santa.

Nel corso del secolo che decorse tra la Prima e la Quarta Crociata (1098-1204), le relazioni tra i cristiani divennero profondamente tesi. Malgrado la ricezione da parte di Emanuele I dei leader della Seconda Crociata a Costantinopoli nel 1147, la popolazione indigena dell’Impero Bizantino espresse la sua ostilità alle forze crociate occidentali che passavano sulla loro via verso Est. In seguito, l’Imperatore Federico Barbarossa generò estrema ansietà nei Bizantini per la sua chiamata ad una campagna contro i perfidi greci. La sua morte a Konya portò a termine la campagna su terra della Terza Crociata, mentre le spedizioni navali del re inglese, Riccardo Cuor di Leone, e di Re Filippo di Francia fallirono per determinare un significativo miglioramento nelle condizioni di Gerusalemme.

Questi incontro di Est ed Ovest evidenziarono le differenze tra le forze cristiane alleate contro i turchi infedeli. Il linguaggio era un problema di base: pochi greci conoscevano il latino e ancor meno occidentali il Greco. Seppure la cooperazione dei cristiani contro le forze dell’Islam sarebbe potuta essere costruita stabilmente, le differenze nei rituali ecclesiastici, l’enunciazione del credo, il pane consacrato offerto nella messa ed il celibato clericale dividevano i Latini dai Greci. Nel corso del XII secolo, l’Imperatore Manuele I (1147-80) aumentò il numero di latini impiegati alla corte imperiale, dove servivano come traduttori e ambasciatori. La crescente influenza occidentale era anche  evidente dalla delizia dell’imperatore nello sport dei tornei, nell’indossare pantaloni e selezionare principesse occidentali come mogli degli uomini della famiglia imperiale.

Tutte queste situazioni provocarono una reazione a Bisanzio, dove questa influenza occidentale era risentita. Fu accompagnata da una crescente approvazione della capacità di combattere e del coraggio dei combattenti occidentali. Se a piedi o a cavallo, i Franchi (come la maggior parte degli occidentali era definita dai Greci) erano ammirati per la loro forza.

Ciò può essere evinto dalla descrizione resa da Anna Comnena di Boemondo, nemico di suo padre, ma uomo affascinante, coraggioso, all’apprezzamento  di Niketas Choniates di Corrado di Monferrato. Choniates offre un paragone non lusinghiero tra gli effeminati e pavidi Bizantini e la loro controparte  dalle ampie spalle, coraggiosi e audaci.

Le sensazioni ambigue accumulate per le continue richieste bizantine di aiuto militare contro i turchi corrispondevano le paure che i crociati potessero diventare avidi ed attaccare la Città Regale di Costantinopoli.

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