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Fonte: http://www.iranian.ws/

Data : 02.01.05

IL MISTERIOSO PASSATO DELLA CITTÀ BRUCIATA

La città Bruciata, situata nel cuore del deserto iraniano orientale, ed i suoi molti misteri, attraggono molti archeologi da tutto il mondo ogni anno.

La città di 5,200 anni or sono è situata a circa 57 km dalla città di Zabol nelle province iraniane del Sistan-Baluchestan. Copre un’area di 150 ettari e fu una delle più grandi città del mondo al sorgere dell’era urbana.

Le rovine dell’antica città comprendono un territorio sepolcrale, un’area residenziale, un centro, i sobborghi ed un’area industriale.

L’archeologo inglese sir Aurel Stein ha compiuto la prima scoperta nella regione e l’ha fatta conoscere al mondo intero.

In seguito, un team di archeologi italiani ha iniziato un progetto di scavo al sito nel 1967, ed i lavori sono stati continuati dall’archeologo iraniano Mansur Sajjadi dal 1974.

Le scoperte effettuate nella regione hanno mostrato che il Sistan, e particolarmente la città Bruciata, sono state a lungo sede di una cultura particolarmente avanzata. Si ritiene che il Sistan sia stato punto d’incontro delle grandi civiltà mesopotamica, indiana, e cinese nei tempi antichi.

La città Bruciata fu costruita nel 3,200 a.C. e distrutta in un momento non ben precisato attorno al 2,100 a.C. La città evidenzia quattro stadi di civiltà e fu bruciata fino alle fondamenta per tre volte. Dall’ultimo incendio non è più stata ricostruita, e ha preso il nome di Città Bruciata.

Prima degli scavi al sito, molti archeologi e storici erano convinti che gli antichi centri culturali fossero stabiliti nel sud-ovest dell’Iran.

Ma le nuove scoperte al sito evidenziano l’importanza della Città Bruciata e la introducono come una delle più grandi città nel mondo del suo tempo, ed un centro di incontri sociali, economici e politici nel corso del III e IV millennio a.C.

Eventi naturali come i mutamenti nel corso del Fiume Hirmand e la dimensione dei laghi della regione hanno giocato un ruolo significativo nello sviluppo della città e probabilmente ne hanno causato il declino.

E’ stato detto che gli abitanti del sito si guadagnassero di che vivere con attività di caccia, carpenteria, tessili e creando ceramiche.

Le rovine di varie officine industriali nella città e nei villaggi circostanti hanno mostrato che la città era un attivo centro economico nei tempi antichi.

I materiali per la gioielleria erano portati da luoghi lontani, come Badakhshan in Afghanistan e Khorasan nell’Iran nord-orientale ed i prodotti finiti venivano in seguito esportati ad altri luoghi, come Oman e le isole del Golfo Persico.

Un pettine decorato con lavori di intarsio trovato al sito prova che l’arte dell’intarsio si sviluppò inizialmente sulla pianura Iraniana, e non in Cina come ritenuto in precedenza.

In aggiunta, la scoperta delle prime evidenze di chirurgia cerebrale nella storia indica l’alto livello di civiltà raggiunto dai residenti della Città Bruciata.

Perfino ora, ad oltre 4,000 anni di distanza dagli ultimi abitanti della città, cocci e piatti di pietra vengono ancora scoperti al sito.

Gli antichi piatti, terrecotte, vari pezzi di indumenti e legno provano che la Città Perduta era uno dei più importanti centri commerciali del IV millennio a.C.

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