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IL SISTEMA DI MISURAZIONE MEGALITICO

di Alan Butler

Cos’è il Sistema di Misurazione Megalitico?

E’ un modo di guardare la Terra, la sua  posizione nel cosmo, le sue caratteristiche orbitali e la lunghezza del suo giorno, basato su una visione geocentrica dello spazio. Il suo  meccanismo ci porta a credere che i nostri antenati Megalitici, ed in particolare quelli che abitarono la Britannia, alcune parti della Francia, e i Minoici di Creta, avessero scoperto il modo di “fissare” un anno rituale lungo 366 giorni, e sapessero compensare la differenza con il vero Anno Terrestre di 365,2564 giorni. Ma il sistema di misurazione Megalitico è molto più di questo, perché le sue varie componenti permettono che il tempo, la geometria, e la misurazione lineare, siano calcolati utilizzando esattamente lo stesso sistema numerico. 

Come funziona?

Il Calendario -  I primi studi sulla durata dell’anno potrebbero aver portato i più antichi osservatori a credere che fosse, in effetti, lungo 366 giorni, perché ogni osservatore è portato a concludere che ci siano 366 levate del Sole nel corso di ogni anno Terrestre. Gli osservatori Megalitici sarebbero arrivati a capire che 366 giorni non erano esatti, ma, poiché probabilmente non erano ancora assolutamente esperti nel calcolo numerico, è probabile che inizialmente non si fossero preoccupati troppo per questo problema.

 

Geometria – In seguito, questi antichi osservatori devono aver compreso che il Sole, la Luna ed i Pianeti si muovono all’interno di una specifica fascia di stelle, che è conosciuta ai giorni nostri come Piano dell’Eclittica. Questa fascia di stelle non corre attorno all’Equatore della Terra. Sarebbe conveniente lo facesse, ma sappiamo che non è così. La ragione deve essere trovata nel mutamento dell’angolo di inclinazione della Terra rispetto al Sole. Il fatto che l’estate nell’Emisfero Boreale corrisponda all’inverno nell’Emisfero Australe, e viceversa, riflette questo fatto. E’ una conseguenza del modo in cui la Terra orbita attorno al Sole, e significa che il Piano dell’Eclittica corre ad un inclinazione angolare sempre differente rispetto all’equatore.

Notando che il Sole, la Luna e tutti i pianeti viaggiano apparentemente lungo una specifica fascia di stelle, qualcuno prese la decisione di suddividere tale fascia in sezioni, per comprendere meglio come i vari oggetti celesti si muovessero. Con tutta probabilità la fascia di stelle fu originariamente suddivisa in dodici segmenti – che in ultimo vennero a formare “Lo Zodiaco”. I gruppi di stelle in ogni segmento suggerivano creature, o oggetti inanimati, e furono in questo modo individuati i cosiddetti ‘segni’. Non ci volle molto perché gli antichi capissero che lo Zodiaco era, essenzialmente, un grande cerchio.

Il Sole in particolare, poteva essere visto transitare attraverso i segni dello Zodiaco, e visitava alternativamente ognuno di essi durante il corso dell’anno. Fino a che l’anno fu considerato di 366 giorni di lunghezza, ne conseguiva che il Sole si muovesse di 1/366 lungo la via dello Zodiaco ogni giorno. La distanza percorsa dal Sole nel suo viaggio di ogni giorno portò dunque a suddividere in 366 unità il grande cerchio.

Facile da Usare – Stando al centro di un’ampia zona pianeggiante, è facile notare che l’orizzonte, da qualsiasi parte ci si volti, appare come un grande cerchio. L’osservazione sarebbe grandemente agevolata se fosse stabilito qualche modo di suddivisione di questo cerchio in sezioni.

Logicamente, se volessimo ricreare la suddivisione del cielo appena attribuita ai nostri antenati Megalitici, dovremmo individuare 366 di questi punti.

Non sappiamo esattamente quale tecnologia avessero questi uomini, ma non era avanzata. Suddividere l’orizzonte in 366 unità uguali per propositi osservativi, sarebbe sembrato un vero problema. Forse si sarebbe potuto fare pratica mediante l’ausilio di corde e misure. Ma nei fatti era molto più semplice dividere il cerchio in 360 unità, come accade nella moderna geometria. Ma doveva esistere un modo molto semplice ed ingegnoso di farlo.

Sappiamo con certezza che i nostri antenati si esercitarono a lungo a disegnare cerchi, specialmente in Britannia, ove se ne trova prova nei circoli di pietra che disseminano il paesaggio. Durante i loro esperimenti si resero probabilmente conto che la relazione tra la massima  distanza attraverso un cerchio e la lunghezza stessa del cerchio non potesse essere rappresentata da un numero intero. (Ma ad esempio da un rapporto tipo 3 a 1). Il loro interesse per queste materie era ovvio, perché hanno lasciato molti circoli di pietra che non sono tondi affatto, ma allungati da un lato o a forma di uovo. Questi potrebbero essere stati i loro tentativi di riuscire a far ‘quadrare il cerchio ’. In altre parole stavano cercando di creare una forma circolare avente una proporzione tra diametro e circonferenza che potesse essere definita mediante un numero intero.

Con un cerchio vero questo non è possibile perché l’equazione porta al pi greco (3.147). Comunque, ci sono alcuni cerchi in cui il diametro e la circonferenza sono entrambe di un numero uguale di unità (o quantomeno quasi uguale). Questo non migliora la natura della proporzione, ma aiuta in altri modi. Una situazione del genere si ha con un cerchio di 732 unità, che è incredibilmente vicino ad avere un diametro di 233 unità (732 diviso per 233 = Pi).

Dato che 732 è l’esatto doppio di 366, è presumibile che le proporzioni di questo cerchio apparissero come conseguenza del significato magico del numero 366. Ma comunque vi fossero arrivati, il dato è significativo perché prova con certezza che potevano facilmente suddividere l’orizzonte in incrementi di gradi Megalitici, e senza necessità di corde. Tutto ciò che serviva erano tre bastoncini. La procedura sarà spiegata in seguito.

Avendo imparato a suddividere l’orizzonte, l’osservazione del cielo sarebbe diventata più semplice, e molto più esatta. E questo portò alla base di un sistema lineare di misurazione che è sorprendente nelle sue implicazioni, come vedremo meglio più avanti.

Quello che è importante riguardo a questa procedura è che permise ai nostri antenati di realizzare che l’incremento reale del giorni, determinato dal viaggio del Sole attraverso lo Zodiaco, poteva diventare un incremento teorico in qualsiasi circolo. In altre parole loro trasferivano la magia del cielo giù sulla Terra. Nel momento in cui lo fecero, nacque la geometria.

Misurare il giorno.

Il fatto che noi abbiamo attualmente 24 ore nel giorno, è un forte indizio circa il modo in cui i nostri antenati Megalitici originariamente lo suddivisero. In termini cosmologici 24 non è realmente molto rilevante, ma metà di 24, cioè 12, certamente lo è. 12 è il numero dei segni dello Zodiaco che sono stati adottati dagli antichi, e che probabilmente rifletteva originariamente i circa 12 pleniluni nei 12 cicli della Luna verificabili in un anno. Alcuni esperti sostengono l’argomento che ci fossero originariamente 12 ore in un giorno, e che fu solo successivamente che se ne aggiunsero altre 12,  per arrivare a 24, in modo da avere 12 ore durante il giorno e 12 durante la notte.

Avendo adottato il viaggio del Sole nel corso di un anno, come mezzo per suddividere e misurare l’anno medesimo, gli osservatori celesti Megalitici potevano vedere che, in qualche modo, il giorno era nel complesso, un microcosmo dell’anno. Come la Terra gira sul suo asse, così sembra che facciano i 12 segni dello Zodiaco attraverso l’orizzonte Orientale, viaggiando attraverso il Cielo e quindi tramontando ad Ovest. Il passaggio dei segni dello Zodiaco indubitabilmente  diede luogo all’origine del giorno di 12 ore. Questo ci porta a prendere in considerazione l’ “elemento perso” nel calcolo del giorno, ovvero il grado Megalitico.

Se lo Zodiaco consta di 366 gradi, allora i 12 segni dello Zodiaco devono contenere un differente numero di gradi, perché 366 non è perfettamente divisibile per 12. Ed io credo che questa sia l’origine del modello del mese, che, fino al momento attuale, ancora sopravvive. Il retaggio di un mese che è alternativamente di 30 o 31 giorni sembra lasciare inferire che questo era il modo in cui gli antichi suddivisero lo Zodiaco. Così, per esempio, l’Ariete potrebbe essere stato considerato lungo 30 giorni, ed il segno zodiacale successivo, il Toro, 31 giorni, i Gemelli 30 e così via.

Se così fosse, allora ogni ora (il passaggio di un segno zodiacale attraverso l’orizzonte) sarebbe stata approssimativamente equivalente alle due ore del tempo moderno, ed ognuna avrebbe contenuto in sé 30 o 31 gradi Megalitici. Ogni grado Megalitico di tempo in senso giornaliero, sarebbe quindi corrisposto a 3,39 minuti del tempo moderno. Il Grado Megalitico di tempo è la sola parte dell’intero sistema che è scomparso completamente dall’uso.

Ora, noi abbiamo ricostruito un sistema accurato di misurazione del tempo, sia in termini annuali che giornalieri. Tale sistema rendeva molto più semplici le osservazioni astronomiche, ed era anche fondamentale per le pratiche agricole; rimane solo da considerare il fatto che l’anno di 366 giorni non è assolutamente corretto. Esso eccede la lunghezza reale dell’anno di circa ¾ di giorno ogni anno. Sarebbe presto diventato ovvio che le stagioni stavano ‘scivolando’, un fatto che avrebbe in ultimo causato problemi in campo agricolo e probabilmente anche religioso. Qualcosa doveva essere fatta al riguardo.

Correzioni del Calendario.

Ci sono molti modi possibili per regolare un anno che non è composto di un numero fisso di giorni. Noi attualmente usiamo il metodo che consiste, di base, nel prendere un anno di 365 giorni, e aggiungere un giorno extra ogni quattro anni. E’ un sistema perfettamente funzionale, ma si rendono necessarie altre compensazioni per renderlo veramente accurato.

In ogni modo, anche l’anno di 366 giorni era facile da regolare. Possiamo credere che gli antichi Megalitici facessero correre un secondo calendario accanto al primo. Questo secondo calendario aveva 492 giorni. Trascorsi i 492 giorni del secondo calendario, 1 giorno doveva essere rimosso dal primo calendario di 366 giorni. Il semplice espediente avrebbe ricreato una corrispondenza perfetta tra l’anno rituale di 366 giorni ed il vero anno terrestre di 365,2564 giorni; e con questo : avrebbero dovuto trascorrere più di 3000 anni, prima che una nuova compensazione si rendesse necessaria. L’esistenza di questo metodo di allineamento si basa su un piccolo disco che è stato trovato a Creta, il cosiddetto Disco di Festo. Una spiegazione completa della materia può essere trovata nel volume “The Bronze Age Computer Disc”, scritto da Alan Butler e pubblicato da Foulsham, Slough, England, 1999. Comunque, la validità della sistema regolato sulle 492 unità non deriva esclusivamente dal Disco di Festo, ma è anche derivata dal movimento, attraverso un giorno intero, di ½ corsa del pendolo della Iarda Megalitica – come vedremo diffusamente tra poco.

Misurazione Lineare

E quindi arriviamo all’applicazione probabilmente più ingegnosa dell’intero sistema Megalitico – l’adozione di un’unità di misurazione standard - anche se è ancora da accertare il perché i nostri antenati ne volessero una. La sua esistenza era conosciuta già prima che la mia ricerca iniziasse, ma provare che essa realmente esisteva, e spiegare come la gente Megalitica la definisse è stato il più strano ma allo stesso tempo più gratificante aspetto della ricerca. Questa unità di misurazione è chiamata ‘Iarda Megalitica ’. Fu riscoperta dal Professor Alexander Thom, della Oxford University. Il Professor Thom trascorse buona parte della sua vita a misurare le centinaia di strutture megalitiche sparse per il territorio inglese, ed in modo estremamente accurato. Nel corso degli anni fece molte scoperte, ma nessuna fu più importante dell’avere accertato che nella costruzione degli edifici Megalitici era stato utilizzato, quasi invariabilmente, uno stesso sistema di misurazione. Questa unità variava da sito a sito per differenze piccolissime, inferiori ad una parte su cinquecento. La nuova unità scoperta misura di media 82,966 centimetri ed il Professor Thom la battezzò ‘Iarda Megalitica ’.

Tanto poco questa misura variava da sito a sito, che molti scettici dissero (e dicono ancora) che fosse una conseguenza della matematica e che una siffatta unità, in termini pratici, non esistesse affatto. Ma recentemente gli scettici sono sembrati allontanarsi dall’argomento. Il Professor Thom ha lavorato alacremente per trovare il meccanismo per cui il sistema di misurazione lineare potesse essere  tramandato da sito a sito e di età in età, e si può rintracciare nei suoi scritti un vago senso di incredulità, al suo suggerimento sul punto. Le misurazioni accurate effettuate con l’ausilio di semplici bastoncini erano una possibilità, ma, considerate le limitate capacità tecniche delle culture coinvolte, era poco convincente. L’utilizzo di corde era del tutto fuori discussione, perché si sarebbero allungate con il tempo, ed alterate a seconda delle condizioni climatiche. 

Il Professor Thom non scoprì mai la soluzione al suo puzzle, ed io ci sono riuscito solo per caso. Abbiamo visto poco fa l’importanza di un cerchio che abbia una circonferenza di 732 unità, perché il suo diametro misura molto prossimamente a 233 della stessa unità. (Il dato effettivo è 233,002). Questo è il primo tassello di conoscenza, necessario per fissare la precisa misura della Iarda Megalitica in un punto qualsiasi.

Prima di tutto è necessario stabilire 1 Grado Megalitico di orizzonte, e ci riusciremo agevolmente come segue:

Prendiamo tre bastoncini lunghi, ognuno appuntito all’estremità. Stiamo su una zona pianeggiante, con una buona, e non ostruita visione dell’orizzonte Orientale. Spingiamo uno dei bastoncini nella terra e chiamiamo questo bastoncino A.

Ora diamo le spalle al bastoncino, rivolti ad est. Camminiamo per 233 passi (posando il tallone di un piede davanti alla punta dell’altro, cosicché tutte le unità siano uguali). 233 passi dopo, piazziamo il secondo bastoncino in terra e chiamiamolo B. Ora ci giriamo a destra (verso Sud) e facciamo altri quattro passi, tallone-contro-punta. Piazziamo quindi il terzo bastoncino in terra, di fronte alla punta del piede più avanti. Questo è il bastoncino C.

Ecco determinata la base di questa geometria : la distanza tra il bastoncino B ed il bastoncino C, quando osservata dal bastoncino A, è precisamente un grado Megalitico dell’orizzonte. Questo metodo è risultato essere il più probabile a seguito di protratte conversazioni tra me ed il Dottor Robert Lomas della Bradford University. La procedura illustrata sopra, può essere svolta in non più di un paio di minuti.

Ora sediamoci al bastoncino A e guardiamo il cielo della notte tra il bastoncino B e quello C. Cerchiamo una stella luminosa, che si levi proprio a nord del bastoncino B. A questo punto è richiesto  l’impiego di un pendolo. Non è necessario niente di più complicato di un sasso legato all’estremità di una corda. Come la stella sorge essa passerà in direzione sud, ed ecco qui la regola : ogni pendolo che completa 366 metà oscillazioni (ovvero dalla massima estensione sinistra alla massima estensione destra, o viceversa) durante il tempo che la stella impiega a passare tra il bastoncino B ed il bastoncino C, corrisponde a ½ della lunghezza della Iarda Megalitica. Se consideriamo tale lunghezza come il raggio di un cerchio, il diametro dello stesso cerchio sarà  lungo 1 Iarda Megalitica.

Prego notare : alcune leggere compensazioni possono rendersi necessarie per essere sicuri che la procedura sopra indicata sia “assolutamente accurata”. Tali compensazioni sono state da me discusse con il Professor Archie Roy, Emerito di Astronomia alla Glasgow University. Si tratta infatti di considerare l’ “angolazione” tra il punto B ed il punto C, in ordine ad effettuare la compensazione alle differenti latitudini. L’aggiustamento rientra ampiamente tra le capacità dei nostri antenati Megalitici, ed è semplice da effettuare.

La variazione nella misura della Iarda Megalitica da sito a sito, notata dal professor Thom, è strettamente connessa alle leggere differenze nella lunghezza della cordicella del pendolo usato. (I pendoli variano leggermente in ordine alle latitudini alle quali operano). Thom ha riportato una deviazione di 1 parte su 500, che è quello che ci si dovrebbe aspettare dalle leggere differenze nelle lunghezze del pendolo.

Ora noi abbiamo una Iarda Megalitica standard, che può essere ricontrollata e ri-settata ad ogni data locazione. In altre parole non è necessario che sia tramutata in una forma fisica, sono sufficienti le istruzioni per stabilirla. (In realtà la lunghezza del pendolo è ½ di una Iarda Megalitica. Alexander Thom era indeciso se ½ Iarda Megalitica o 1 Iarda Megalitica fosse l’unità di misura lineare effettivamente usata, ma discutere su questo punto è cavilloso.)

La Suddivisione del Grado Megalitico.

Le mie indagini sulla cultura Minoica di Creta, un popolo contemporaneo ai più avanzati stadi della civiltà Megalitica in Inghilterra, sono state molto produttive. I Minoici avevano la loro propria unità di misura lineare. Essa è stata riscoperta dal canadese Professor J Walter Graham. Essa misurava  30,36 cm e Graham l’ ha nominata “Il Piede Minoico”. Sospettavo per altre ragioni che i Minoici condividessero le basi della matematica Megalitica e che il loro uso del Piede Minoico offrisse molte prove di ciò.

La ragione di questo si trova nella relazione tra il Piede Minoico e la Iarda Megalitica. Il primo sembra essere una versione metrica del secondo, perché 1.000 Piedi Minoici sono quasi esattamente la stessa distanza lineare di 366 Iarde Megalitiche. La discrepanza è di meno di 5 cm per oltre 300 metri. Nei fatti potrebbe non esserci affatto una discrepanza. Anche se poche persone negano validità alle scoperte del Professor Graham riguardo al Piede Megalitico, lui non aveva troppi esempi su cui lavorare, così 30,365 centimetri potrebbe essere l’effettiva lunghezza del Piede Minoico.

E’ molto probabile comunque che 366 Iarde Megalitiche, o 1.000 Piedi Minoici, avessero un particolare significato geometrico con riguardo alla Terra. Questa unità può essere suddivisa esattamente per 360 volte a formare i Gradi Megalitici (polari). Per tale ragione ho chiamato questa distanza lineare “il Secondo d’Arco Megalitico”. E sessanta di queste unità eguaglierebbero una distanza molto prossima al moderno miglio. Per tale ragione l’ ho definita “Il Miglio Megalitico” e, in senso geometrico, “Il Minuto d’Arco Megalitico”. A cosa siamo arrivati, a questo punto?

Il Secondo d’Arco Megalitico è composto di 366 Iarde Megalitiche (almeno in misure polari della Terra) e 6 secondi Megalitici sono uguali ad un Minuto Megalitico. Ci sono 60 Minuti Megalitici per il Grado d’Arco Megalitico, e 366 Gradi Megalitici per la circonferenza della Terra (polare). Quindi vediamo come il sistema dovrebbe funzionare.

Il Professor Thom aveva fissato la Iarda Megalitica media a 82,966 centimetri. Moltiplichiamo questo dato per 366 per ottenere i secondi Megalitici, quindi per 6 per ottenere i minuti Megalitici. Dopo di ciò abbiamo necessità di moltiplicare per 60 per ottenere il grado Megalitico, e quindi per 366 per stabilire l’intera circonferenza di questo cerchio gigantesco. Il risultato in termini moderni è di 40.009 chilometri, ed è accettato comunemente che la circonferenza della Terra è di circa 40.010 chilometri.

Questo significa che la Iarda Megalitica è simile, per certi versi, al metro, esso stesso considerato una suddivisione finita ed uguale della misura della Terra. Comunque, poiché la Iarda Megalitica viene stabilita mediante l’uso del pendolo, è anche inestricabilmente connessa alla massa della Terra, così come alle sue caratteristiche gravitazionali. Essa integra probabilmente il sistema di misurazione più prossimo alle reali misure della Terra che sia mai stata individuato nella storia dell’umanità.

La Terra Non-Sferica.

Il sistema delineato sopra è piuttosto sconvolgente nelle sue implicazioni, perché rappresenta il modo di misurare contemporaneamente il cielo sopra le nostre teste, la Terra sotto i nostri piedi, ed il passare del tempo, sia in termini di giorno che in termini di anno. Ma esso potrebbe avere potenziali svantaggi, principalmente determinati dal fatto che la Terra non è una vera sfera.

La Terra è, in realtà, uno sferoide obliquo, il che significa che è più bombata attorno all’equatore di quanto sia attorno ai poli. Questa è la ragione per cui il pendolo non si comporta esattamente nello stesso modo a tutte le latitudini, dato che la Terra ha più massa in prossimità dell’Equatore. In realtà qui si trova un importante elemento, perché la circonferenza Equatoriale della Terra eccede la circonferenza Polare della Terra di circa 1/600 di circonferenza Polare.

Se i nostra antenati Megalitici avessero o meno realizzato questo fatto resta un punto su cui discutere. Ma rimane vero che il sistema contiene un metodo per sfruttare la trigonometria per compensare il fatto che le circonferenze polari ed equatoriali differiscono. Tutto ciò è spiegato in dettaglio nel mio libro “The bronze age computer disc”. Il metodo impiegato era indubitabilmente un punto di partenza per una tecnica di  suddivisione dello Zodiaco ancora oggi usato in astrologia. Anche tutto questo è illustrato nel libro.

Se il Sistema era così Perfetto, perché Scomparve?

Questa è una domanda interessante. La spiegazione più probabile a cui posso arrivare riguarda i mutamenti a livello  meteorologico, e le conseguenti alterazioni dei rapporti sociali, che si verificarono attorno al 1500 aC. Il clima in Europa e specialmente in Inghilterra, divenne molto più piovoso. Le popolazioni cominciarono a spostarsi verso valle dai loro insediamenti più elevati. In coincidenza con questo periodo, le culture Megalitiche sembrarono abbandonare la loro precedente ossessione per spostare grandi pietre e costruire circoli attraverso il territorio. 

Allo stesso tempo potrebbero essersi verificati cambiamenti nelle credenze e nelle pratiche religiose; e oltretutto i frequenti cieli nuvolosi rendevano le osservazioni sempre meno possibili, e probabilmente anche meno interessanti. Nel frattempo, la civiltà Minoica di Creta, indubitabilmente la più grande cultura di stile Megalitico che non sia mai fiorita, cessò di esistere come entità indipendente. Cadde sotto l’influenza della superpotenza Greca, con il risultato di mutamenti nella religione e nella coesione sociale. Da questo momento attraversò una lunga fase di guerra che si trasmetteva attraverso l’Europa e una sorta di “età buia”, che durò per secoli.

Il riemergere di una conoscenza in Europa dovette attendere lo sviluppo dell’Antica Grecia, molti secoli dopo l’Era Megalitica. I modelli matematici Greci sembravano essere mediati da quelli egiziani, dei quali abbiamo una buona conoscenza.

Gli Egiziani, che probabilmente, in origine, derivavano dallo stesso ceppo delle culture Megalitiche, avrebbero potuto fare solo un modesto uso dell’accuratissimo calendario Megalitico. L’Egitto non aveva “stagioni” nel senso comunemente accettato in Europa della parola. Essi dovevano la loro esistenza e prosperità alle inondazioni annuali del Nilo. Queste erano predeterminate ogni anno dalla levata eliaca della stella Sirio, e avevano poco a che vedere con lo spostamento del Sole all’interno dello Zodiaco. (In realtà ne avevano, ma ai fini di osservazione gli Egiziani guardavano a Sirio e non al Sole per regolare il loro calendario.)

Per quasi tutta la lunga storia dell’Egitto, l’anno era considerato essere di 360 giorni, con 5 giorni extra aggiunti come festività. Solo con l’avvento di Alessandro Magno, e non prima, gli Egiziani procedettero alla compensazione per il quarto di giorno extra ogni anno; semplicemente non era un problema importante per loro.

Date queste premesse, è probabile che gli Egiziani avessero perso la relazione tra tempo e geometria molto presto nella loro cultura. L’adozione del cerchio di 360 gradi rendeva i calcoli matematici molto più semplici, perché il numero è divisibile per molti altri numeri. Furono probabilmente gli Egiziani stessi che moltiplicarono il numero delle ore in un giorno, da 12 a 24. Quando questo fu fatto, l’ultima vestigia del sistema Megalitico integrato, scomparve. Tutto questo deve essere avvenuto molto presto, perché non c’è traccia della Iarda Megalitica in Egitto.

Ulteriori Scoperte.

Esistono alcuni argomenti riguardo l’evoluzione del sistema Megalitico, ed in particolare riguardo all’importanza della Iarda Megalitica. La sua natura ingegnosa non dovrebbe essere sottovalutata, perché si tratta di un sistema di misurazione derivato non semplicemente dalla misura del nostro pianeta (come è il metro) ma anche da una relazione con la sua massa. Comunque, comprendere se tutto ciò fosse in qualche modo parte dell’effettivo corpo di conoscenze degli osservatori Megalitici, o se la sua scoperta sia stata solo un “felice incidente”, comincia ad essere oggetto di un  dibattito in evoluzione all’interno delle ricerche in tema di Matematica Megalitica. Essa si pone inoltre alla base di molte domande.

Per esempio:

Gli ideatori del sistema sapevano che la Terra è una sfera?

Erano consapevoli della reale relazione tra la Iarda Megalitica e la dimensione della Terra?

Se la risposta a queste domande è “no”, allora siamo costretti a concludere che la maggior parte delle più interessanti connessioni tra il sistema della Matematica Megalitica e la Terra, esisteva – ma oltre la comprensione della gente che aveva sviluppato il sistema.

Non possiamo neppure essere certi che il grado Megalitico fosse perfino diviso nelle componenti minori che io ho suggerito, ma esistono delle prove in ordine al fatto che lo fosse. A coloro che piuttosto comprensibilmente dubitano dell’esistenza di una tale particolare asserita capacità da parte dei matematici Megalitici, vorrei proporre  un paio di osservazioni.

Esisterebbe una relazione tra la Iarda Megalitica ed il Piede Minoico se il punto di incontro dei due sistemi (366 iarde Megalitiche sono uguali a 1.000 Piedi Minoici) non fosse considerato significante in termini di geometria globale, cioè per il Secondo d’Arco Megalitico?

Perché, fino al giorno presente, abbiamo ancora mantenuto l’uso dei minuti e dei secondi d’arco e di tempo quando i due sistemi non sono relazionati in senso matematico? Secondo J F Bloomriche, un esperto di navigazione celeste, il mantenimento di una tale terminologia nel linguaggio proprio della navigazione ha portato molte centinaia, se non migliaia di morti attraverso i secoli. La ragione di questo giace nel fatto che entrambe, tempo e geometria, debbono essere usate nella navigazione Oceanica, ed il mantenimento delle stesse parole, usate in entrambe i sistemi, spesso conduce a seri errori. Non è logico assumere che il tempo e la geometria fossero originariamente misurati nello stesso identico modo? Questo spiegherebbe il motivo per cui è stata mantenuta la stessa terminologia.

Certo, sembra impossibile stabilire quando le parole “minuto” e “secondo” vennero usate per la prima volta. Ma può essere messo in evidenza come la parola “minuto” sia, dal punto di vista linguistico, molto simile al nome di “Minos” il leggendario Re della Creta Minoica, che si ritiene sia stato il responsabile della costruzione del Labirinto, oggigiorno comunemente indicato come il Palazzo di Cnosso. Questa potrebbe essere una coincidenza, ma è una considerazione degna di nota.

In Conclusione.

C’è ancora qualcuno che non riesce ad accettare la validità della Iarda Megalitica, anche se il professor Thom ha insistito circa la sua esistenza fino alla morte. Se la mie scoperte potessero dare validità al lavoro di tutta la vita di questo più che meticoloso ricercatore, ne sarei veramente gratificato. Il Professor Thom era un gigante nel mondo ancora in embrione della archeoastronomia. Naturalmente c’è ancora molto da fare, per esempio comprendere se la Iarda Megalitica possa trovarsi anche lontano dalle coste dell’Inghilterra e della Francia, fino alle isole del Mediterraneo, ai Balcani o perfino in Grecia. I nostri antenati Megalitici erano certamente un popolo dalle notevoli qualità, e la lezione che hanno da insegnarci riguardo al loro livello di cultura, potrebbe portarci a guardare con molto interesse al loro sistema di misurazione ed interrogarci sulla presente complessità di qualcosa che, una volta, doveva essere molto semplice.

©Alan Butler, Yorkshire, England. September 2000.

 

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