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Cinema&Archeologia
Fonte: Ufficio Stampa CORBEC
Data: 23.04.06
Alcuni
titanici monoliti di 20.000 anni fa, location esclusive di una pellicola da
girarsi tutta in Calabria
“Sacro
Codice” è il titolo del nuovo film diretto da Franco Gramisci,
che sarà girato tra bellezze naturalistiche mediterranee della Calabria mai
apparse sul grande schermo. Ma non è tutto. La società cinematografica
calabrese produttrice del lungometraggio,
Tra le location naturali del film non mancheranno spettacolari Monasteri del XV secolo (a pochi chilometri da Castrovillari, in provincia di Cosenza), probabilmente un tempo luogo dei monaci Templari e Torri utilizzate dai Saraceni, ma anche la natura incontaminata della Sila e del Parco Nazionale del Pollino con i suoi fiumi, laghi, cascate ed uno dei più affascinanti canyon del mondo. Il film - al momento in fase di sviluppo e organizzazione - si presenta come una vera novità “made in Italy” nello scenario cinematografico internazionale. La pellicola sarà diretta dal giovane ed eclettico regista calabrese Franco Gramisci (reduce da un soggiorno–studio a Los Angeles fra gli imponenti studi hollywoodiani). Il regista, con questo film, si trova alla sua opera prima di fiction cinematografica di respiro internazionale, ma ha già alle spalle due premi per la regia (uno a Roma nel 2002 e uno in Calabria nel 2004 “Per l’immagine della forza di un’idea di cinema limpida e coinvolgente”), mentre due dei suoi film sono già stati trasmessi sui canali satellitari di Sky. Il “Sacro Codice” si presenta con un particolare stile narrativo e racconta di una ragazza bloccata fra gli angoli remoti del tempo nella dimensione dello spirito; uno straordinario percorso interiore e (sur)reale tra le memorie più ancestrali ed affascinanti che resero grandi le innumerevoli civiltà della Magna Grecia in Calabria, vissute e scomparse nel corso dei secoli. La storia del film si muove così quasi tracciando la linea del tempo percorso dall’uomo, persino dalla protostoria ad oggi. «Già in fase di sceneggiatura - afferma il regista - prevediamo un apporto di effetti speciali visivi e ricostruzioni 3D, a cura di un team di esperti coinvolto già sul set e coordinato da un supervisor agli effetti speciali. Parte di tali interventi (che agiranno tra attori e location reali e set virtuali, processo inconsueto per la cinematografia italiana, ma che all’estero invece è considerato ormai moderno) - continua Gramisci - andranno a ricostruire i resti di luoghi e situazioni com’erano già realmente molti secoli fa; ogni location - conclude - servirà a portare in luce atmosfere e ambientazioni ancora disperse fra gli angoli remoti del tempo, cosa che accade anche alla stessa protagonista del film». Il regista non intende però basarsi sui soliti paesaggi virtuali creati ex novo con il computer, come succede spesso al cinema, ma ambientare le scene all’interno di paesaggi reali grazie all’apporto delle nuove tecnologie per sottolineare la forza e la memoria di luoghi che hanno contribuito alla civiltà dell’uomo. Le ultime scoperte archeologiche faranno quindi da scenografia a questo film senza eguali ed alle immagini cinematografiche digitali del terzo millennio, nonostante la loro storia reale, secondo gli esperti, risalirebbe alle prime civiltà di questo pianeta (parliamo di parecchi millenni). Un caso che forse metterà in discussione addirittura la storiografia firmata dall’uomo.
20/04/2006
- 13.16 Catanzaro
DNA Daily News Agency Cinema: un lungometraggio sui
"titani" calabresi della preistoria
http://www.e-bag.org/public/dnanews/schede.asp?id=16777&premium=1