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Fonte:
http://www.nzherald.co.nz/
Data : 08.03.06
« I ROTOLI DEL MAR MORTO » POTREBBERO ESSERE IL COLLEGAMENTO MANCANTE DEL BUDDISMO
Test di datazione al carbonio di rari manoscritti battezzati “I rotoli del Mar Morto del Buddismo” hanno confermato che un’età compresa dal I al V secolo d.C., e potrebbero essere il collegamento mancante nella storia buddista.
I test sono stati
condotti su tre collezioni internazionali, le due private Senior e Schøyen
e la terza della British Library.
Gli
esami sono stati condotti dalla ANSTO, Organizzazione Nazionale Australiana per
la Scienza e la Tecnologia. I risultati hanno mostrato che due manoscritti della
collezione Senior si datano tra il 130 ed il 250 d.C. e tre dei testi Schøyen
tra il I ed il V secolo d.C.
Secondo
il Dr Mark Allon, ricercatore australiano dell’Università di Sidney che sta
traducendo i testi e ha commissionato la ricerca al radiocarbonio, le conferme
ottenute sono un emozionante passo nella direzione di colmare il vuoto storico
esistente prima della scoperta dei rotoli, in particolare per i risultati della
Senior.
“Il
Buddismo era originariamente una tradizione orale, ma si conosce poco sul modo
in cui si sviluppò dalla parola parlata alla parola scritta: la scoperta e la
conferma delle date ci offriranno una vista unica sullo sviluppo della
letteratura buddista” ha dichiarato.
“In
aggiunta, nonostante il Buddismo si diffuse per tutta l’Asia e vi sia oggi una
quantità enorme di letteratura disponibile, è totalmente scomparso
dall’India, dall’Asia centrale e dall’arcipelago Indonesiano, e con esso
molta della tradizione letteraria” ha spiegato Allon.
“I
nuovi manoscritti sono pertanto il collegamento mancante nella catena
storica”.
“La
datazione della collezione Senior è in particolare di grande importanza dal
momento che questo risultato rende un maggior contributo alla cronologia indiana
nel mostrare che una data remota come il 78 d.C. per una figura chiave,
l’Imperatore Kushan Kanishka, non è più sostenibile.”
La
DR Geraldine Jacobsen è stata incaricata delle delicate operazioni chimiche per
la preparazione dei campioni per la datazione. Ha spiegato che prima di
analizzare il rotolo vero e proprio – che era di corteccia di betulla, era
necessario assicurarsi di avere gli elementi chimici giusti, dato che spesso i
campioni non sopravvivono al trattamento preliminare” ha dichiarato.
“Nel trattamento,
dobbiamo rimuovere ogni impurità che possa alterare la datazione, dal momento
che non abbiamo idea di come i rotoli siano stati trattati e manipolati, né se
sia mai stato effettuato un tentativo di conservazione; e per fare questo usiamo
una serie di solventi organici come exano, cloroformio e metanolo per rimuovere
grasso o resine.
“Questo
processo viene seguito dalla lavatura con soluzioni acide ed alcaline che
rimuovono altri possibili contaminanti, inclusi solventi già usati nella prima
fase, che potrebbero similmente condizionare la datazione, se rimanessero.”
Un
altro problema che la Dr Jacobsen si è trovata a fronteggiare era la natura
delicata e l’estrema fragilità della corteccia di betulla che rischia di
andare distrutta durante il trattamento. I campioni sottoposti ad esame, hanno
però mostrato che la corteccia può sopravvivere al trattamento preliminare così
si sono risolti a procedere con il procedimento di datazione, in uno dei
laboratori ad accelerazione di particelle. Questo processo è chiamato
spettrometria ad accelerazione di massa, ed i test sui rotoli sono iniziati nel
2004.
La
datazione al carbonio data il materiale, in questo caso dice quando la betulla
crebbe, non il tempo in cui ebbe luogo la scrittura.
Ad
ogni modo, datare la corteccia offre un’indicazione molto buona del tempo in
cui furono composti i testi. La scoperta dei rotoli e la datazione ha aggiunto
informazioni di valore sugli annali della storia buddista.
La
scoperta dei rotoli è avvenuta a seguito di un rovesciamento nell’Afghanistan
flagellato dalla guerra, a seguito del conflitto con la Russia, guerra vivile e
conseguente regime talebano, ostile al patrimonio culturale non-islamico, con la
conseguenza che numerosi siti archeologici sono stati saccheggiati o distrutti,
e molti reperti hanno preso la via del mercato delle antichità; e così sono
comparsi i rotoli.
I
test di datazione al carbonio sono portati avanti dal dr.Ugo Zoppi che ha fatto
ritorno negli Stati Uniti per continuare la sua carriera nel campo.