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Archeologia Biblica
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http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=20557
Archeologia:
Israele. A Ein Gedi importante scoperta di papiri
Importante
scoperta nel deserto di Giudea, in riva al Mar Morto israeliano: frammenti di
rotolo papiraceo, alcuni di notevoli dimensioni, sono stati rinvenuti
recentemente da un beduino che si era inoltrato in una grotta nella zona di Ein
Gedi, 50 km a sud rispetto a Qumran, sede dei primi esseni e luogo dove vennero
trovati più di 5000 frustoli di papiro a partire dal 1947.
I
resti di papiro appena ritrovati presentano un contenuto eterogeneo: riportano
innanzitutto estesi passi dell’Antico Testamento in ebraico e in particolare
un parte del Levitico, che si collega alla fuga degli Israeliti dalla terra d’
Egitto e al periodo del loro nomadismo nel deserto, con la costruzione di
accampamenti temporanei. Accanto a simili testi di letteratura biblica,
documenti di varia natura (conti, ricevute, dichiarazioni, descrizione della
festa primaverile del Passaggio), redatti sempre in ebraico, permettono la
datazione dell’intero "corpus" al periodo della seconda rivolta
giudaica, che nel 135 d. C. oppose gli ebrei all’Impero romano. Si tratta di
una rivolta lunga e articolata al termine della quale 900 città ebraiche,
guidate da Simeon Bar Kochba, si arresero dopo strenua resistenza all’esercito
di Roma.
È
probabile che proprietaria di questi manoscritti della Torah sia stata proprio
parte di quella setta di esseni che, precedentemente cacciata da Qumran ma non
completamente annientata dall’esercito di Tito (68 d. C.), avrebbe trovato
spazio più a sud per un nuovo insediamento; qui, seguendo regole analoghe, gli
esseni avrebbero abitato fino al periodo della seconda rivolta giudaica.
«Questa
è la prova che dal deserto che si affaccia sulla sponda israeliana del Mar
Morto arrivano e potranno arrivare nuovi papiri: ecco perché in quest’ottica
urge un’esplorazione sistematica», precisa Henan Eshel, ordinario di
archeologia all’Università Israeliana di Bar Ilan. A lui il beduino ha
venduto i numerosi frammenti per un ammontare di 3.000 dollari, dopo averne
spezzato i più consistenti al fine di aumentarne il numero e di richiedere una
cifra maggiore. Il supporto papiraceo è stato poi incollato su un foglio di
alluminio: questo ha reso difficile il recupero.
«È
probabile che proprio qui a Ein Gedi, sede della comunità essena profuga da
Qumran, potrebbe emergere qualche testimonianza diretta delle prime comunità
cristiane, che tra il I e II secolo crebbero numericamente e dovrebbero aver
avuto contatti con gli esseni», conclude Eshel.
Fonte:
avvenire.it