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Archeologia Biblica
Fonte: http://www.toscanaoggi.it/
Data: 02.03.07
La “tomba di Gesù”, tra business e fantasia
Nemmeno Dan Brown, nel "Codice da Vinci", era arrivato a tanto. Così in un mix di fanta-archeologia e pubblicità, è arrivata nei giorni scorsi quella che, secondo alcuni, può essere definita "la scoperta archeologica più importante della storia: il ritrovamento della tomba di Gesù e della Santa Famiglia". Autore della scoperta è l'americano James Cameron, regista di "Titanic", film vincitore di 11 premi Oscar, che l'ha raccontata in un documentario, "The Lost Tomb of Jesus" (La tomba perduta di Gesù), che viene messo in onda in questi giorni. Ma ad affondare le convinzioni dell'artista, questa volta non è la montagna di ghiaccio del Titanic ma il parere di molti e autorevoli archeologi mediorientali, come Amos Kloner e padre Michele Piccirillo. Non rientra, invece, nel panorama dell'archeologia-patacca la scoperta del seme di dattero, Matusalemme, germogliato dopo 2000 anni e ritrovato durante degli scavi a Masada.
UN SITO TURISTICO? La storia del ritrovamento non è di questi giorni, ma risale
a 27 anni fa quando, durante la costruzione di alcuni palazzi a Talpiot,
sobborgo di Gerusalemme, furono rinvenute dagli operai, in una grotta di 2000
anni, 10 urne funebri. Nel documentario di Cameron, co-firmato dal
documentarista Simcha Jacobovici, si sostiene che la grotta avrebbe ospitato gli
ossari di Gesù di Nazareth, della Vergine Maria e di Maria Maddalena, oltre che
di Giuda, il figlio che - secondo una ipotesi proposta anche nel "Codice Da
Vinci" - sarebbe nato da un legame fra Gesù e Maria Maddalena. Il futuro del
sito, che si trova a diversi chilometri dalla basilica del Santo Sepolcro nella
città vecchia di Gerusalemme, ora dipenderà dal successo delle tesi di Cameron.
L'Autorità delle Antichità israeliane e il comune di Gerusalemme, secondo quanto
riporta il quotidiano "Jerusalem Post", non escludono infatti di aprire il sito
ai turisti. Gli abitanti del sobborgo seguono, infatti, con interesse la vicenda
non perdendo di vista i risvolti economici.
"SOLO MALA-ARCHEOLOGIA". Sulla scoperta pesa il forte scetticismo degli
archeologi israeliani. Uno di questi, Amos Kloner, che nel 1980 guidò i lavori
nella cripta, ritiene poco plausibile "che Gesù e i suoi avessero una tomba di
famiglia. Erano della Galilea, senza legami a Gerusalemme, mentre la tomba di
Talpiot apparteneva a una famiglia della classe media del primo secolo dopo
Cristo". Per Kloner i nomi riportati sulle urne trovate a Talpiot, molto comuni
2000 anni fa, sono stati trovati in molte altre tombe e la tesi sviluppata nel
film è "una assurdità".
"Un chiaro
esempio di mala-archeologia". Padre Michele Piccirillo, dal 1973 alla guida
degli scavi francescani in Terra santa e direttore dell'istituto di archeologia
di Amman, liquida così il ritrovamento della presunta tomba di Gesù e della sua
famiglia che il regista americano James Cameron afferma di aver scoperto a
Talpiot. "Siamo davanti a un errato uso della archeologia - dichiara - che dalle
nostre parti ma anche altrove, impera per far colpo magari a sfondo turistico, o
se vogliamo, per alimentare delle cattiverie contro la Chiesa. Non c'è nulla di
scientifico in questo ritrovamento".
I nomi rinvenuti sulle urne trovate a Talpiot erano molto comuni 2000 anni fa e
sono stati trovati anche in altri cimiteri. Secondo Piccirillo, archeologo tra i
più stimati in tutto il Medio Oriente, è alquanto "fantasioso pensare di trovare
tombe a Gerusalemme appartenenti a persone provenienti dalla Galilea". "Ogni
anno - conclude - siamo di fronte a qualche ritrovamento "importante": prima la
tomba di Haifa, poi quella di Giacomo, adesso quella di Gesù. Il fatto è che
quando arrivano notizie di questo tenore dalla Terra Santa vengono subito
gonfiate dai giornali. Ma sono solo cose commerciali senza nessun fondamento
scientifico".
UN GERMOGLIO DI 2000 ANNI. Curioso è il ritrovamento avvenuto, ormai 30 anni fa,
a Masada, dove l'archeologo Ehud Netzer rinvenne dei semi di dattero che furono
consegnati al dipartimento di archeologia botanica dell'università Bar-Ilan, per
essere identificati e conservati. Recentemente la direttrice del Borick Center
di Hadassah, Sarah Sallon, saputo dei semi, ha compiuto delle indagini
coinvolgendo Elaine Solowey, esperta di botanica presso l'Ucla (università di
California). I semi ricevuti dalla Bar-Ilan erano tre, lunghi, sottili e di
colore grigio-marrone. Il 25 gennaio, festa giudaica degli alberi, Solowey ha
piantato i semi nel suo giardino botanico nel Kibbutz Ketura, dove insegna studi
ambientali. Dopo solo quattro settimane è spuntato un piccolo germoglio,
soprannominato Methuselah (Matusalemme). Questo è il più antico seme che abbia
prodotto una pianta vitale a tutti gli effetti. Delle sei foglie spuntate fino
ad ora, una è stata utilizzata per i test del Dna allo scopo di scoprire il
legame esistente con i suoi "parenti" moderni. Alcuni altri semi sono stati
inviati all'Università di Zurigo per sottoporli al test di datazione al radio
carbonio. I risultati hanno dimostrato che i semi risalgono a 2000 anni fa con
un margine di errore di 50 anni, cioè appena prima della rivolta di Masada. Per
i cristiani, la palma è un simbolo di pace che si collega con l'entrata di Gesù
a Gerusalemme. Gli ebrei lo chiamavano "l'albero della vita" a motivo del potere
nutritivo dei suoi frutti e dell'ombra che dava.