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Archeoastronomia
Fonte:
BBC News Online Edition
Data: 16.10.2000
Identificato
il più antico calendario Lunare.
Quello che potrebbe essere il più antico calendario mai creato è stato identificato sulle pareti delle famose grotte preistoriche di Lascaux in Francia.
L’interpretazione
delle pitture simboliche, databili a 15000 anni or sono, e che mostrano la Luna
attraverso le sue differenti fasi, è stata prospettata dal Dr. Michael
Rappenglueck, dell’Università di Monaco.
Il ricercatore tedesco aveva precedentemente associato i disegni delle grotte a stelle e costellazioni familiari.
Egli adesso ritiene che un gruppo di segni e quadrati dipinti tra rappresentazioni di tori, antilopi e cavalli, ritrarrebbe il ciclo di 29 giorni del satellite della Terra.
Con una speciale
autorizzazione delle autorità francesi, i giornalisti della BBC sono entrati
nelle cave di Lascaux con il dottor Rappenglueck, per ispezionare le pitture.
E’ stata un’opportunità senza parti perché normalmente questi siti sono
interdetti al pubblico, che può visitare soltanto la cosiddetta Lascaux II, una
riproduzione perfetta dell’originale, creata appositamente per preservarlo da
danni e contaminazioni esterne.
“Il
segreto per comprendere adeguatamente il messaggio di queste grotte” ha detto
il Dr. Rappenglueck mentre discendeva nel buio della grotta, “è decifrare la
gente che dipinse queste pareti.
“Ritraevano il
cielo, ma non tutto. Solo le parti che erano davvero importanti per loro.”
Gli animali sono stati ritratti sulle pareti della camera dagli uomini di Cro-Magnon, alcuni dei nostri antenati più stretti, 15 000 anni or sono circa. Dimoravano in una valle temperata nella Dordogna, mentre il resto d’Europa era stretto da una morsa di ghiaccio.
Sotto un’affascinante pittura di un cervo si trova una sequenza di 13 punti, che termina in un quadrato.
“Perché 13? Perché 13 è la metà del ciclo mensile lunare” sostiene Rappenglueck.
“Un punto per ogni giorno che la Luna è nel cielo. Ad ogni nuova Luna, quando essa svaniva dal cielo, vediamo un quadrato vuoto, forse una rappresentazione simbolica della mancanza della Luna.”
“Ma
c’è di più.” Sotto un cavallo bruno si trova un’altra fila di punti.
Molti di più.
“Sono 29, uno per ogni giorno del ciclo di 29 giorni della luna, quando attraversa le sue fasi nel cielo. Era un ritmo naturale importante per quei popoli”.
Ma vi è un’altra raffigurazione importante. Una serie di punti che curvano dal ramo principale.
“Credo indichino il tempo della Luna nuova, quando scompariva dal cielo per alcuni giorni” dice Rappenglueck.
E’ definitivamente una rappresentazione astronomica quella che si trova sulle pareti di Lascaux. All’inizio dell’anno, Rappenglueck aveva identificato una serie di costellazioni dipinte sul muro del condotto esterno alla camera principale di Lascaux. Il tenue disegno dell’ammasso globulare delle Pleiadi può facilmente essere riconosciuto sopra la spalla di un toro presso l’entrata del passaggio principale.
Non comprenderemo probabilmente mai in modo completo quello che l’uomo di Cro-Magnon aveva in mente quando dipinse le grotte di Lascaux. Le immagini degli animali sembrano ovvie, ma cosa stanno a significare le forme geometriche e i disegni sparsi tra queste creature?
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