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Archeoastronomia
Fonte: BBC News
Data: 09.08.00
Scoperta una carta stellare dell’Età del Ferro
Una mappa preistorica del cielo notturno è stata scoperta sulle pareti delle famose grotte dipinte a Lascaux, nella Francia centrale.
La mappa, che si ritiene databile a 16,500 anni or sono, mostra tre stelle luminose, conosciute attualmente come il Triangolo Estivo.
Tra gli affreschi di Lascaux è anche stata trovata una mappa dell’ammasso Pleiadi.
Ed un’altra prospezione di stelle, tracciata 14,000 anni or sono, è data identificata in una grotta in Spagna.
Secondo
il ricercatore tedesco Michael Rappenglueck, dell’Università di Monaco, le
mappe mostrano che i nostri antenati fossero molto più sofisticarti di quanto
molti ritengono.
Le grotte di Lascaux, con le loro spettacolari incisioni di tori, cavalli ed antilopi, furono dipinte 16,500 anni or sono.
Scoperte nel
1940, le pareti mostrano il talento artistico dei nostri lontani antenati. Ma i
dipinti possono anche dimostrare le loro conoscenze scientifiche.
La grotta potrebbe pertanto essere una sorta di planetarium preistorico nel quale l’umanità per la prima volta mappò il cielo stellato.
La carta del cielo è stata trovata in una regione delle grotte di Lascaux conosciuta come il Condotto dell’Uomo Morto. Dipinti sulle pareti del condotto si vedono un toro, uno strano uomo uccello ed un misterioso uccello su un ramo.
Secondo il Dr. Rappenglueck, queste linee mostrano una mappa del cielo, realizzata con gli occhi del toro, dell’uomo uccello e dell’uccello, a rappresentare le stelle prominenti di Vega, Deneb e Altair.
Insieme, queste
stelle sono popolarmente conosciute come il Triangolo Estivo,
e sono tra i più luminosi oggetti che possono essere scelti
guardando il cielo nel corso dei mesi centrali dell’estate settentrionale.
Circa 17,000 anni or sono, questa regione del cielo non sarebbe mai stata al di sotto dell’orizzonte e sarebbe stata particolarmente evidente all’inizio dell’estate.
“E’ una mappa
del cosmo preistorico” ha dichiarato il Dr. Rappenglueck alla BBC News Online.
“Era il loro cielo, pieno di animali e spiriti guida.”
Ma la mappa del cielo non è l’unica prova che l’uomo preistorico avesse uno spiccato interesse per il cielo notturno. Presso l’entrata del complesso delle grotte di Lascaux, si trova la magnificente pittura di un toro.
In mezzo alle spalle si nota quella che sembra essere una mappa delle Pleiadi, l’ammasso di stelle talvolta chiamato le Sette Sorelle.

All’interno della figura del toro, vi sono indicazioni di macchie che potrebbero anche essere una rappresentazione di altre stelle che si trovavano in quella regione del cielo.
Oggi questa
regione celeste rientra nella costellazione del Toro, e ciò dimostra che
l’identificazione di questa parte del cielo a questo animale si protende
indietro nel tempo per migliaia di
anni.
Il Dr. Rappenglueck ha anche identificato una mappa dipinta sulle pareti di una grotta in Spagna 14,000 anni or sono.
La grotta detta Cueva di El Castello, nelle montagne di Pico del Castello, contiene una regione chiamata l’Affresco delle Mani.
Alla
fine di questo rimarchevole sezione può essere trovato un tracciato di punti in
sequenza incurvata.
“Nessuno vi ha mai prestato particolare attenzione” ha dichiarato il Dr. Rappenglueck. “Ma, è ovviamente un disegno della costellazione che noi chiamiamo Corona Boreale. E’ evidente.”
Gli archeologi che hanno esaminato le conclusioni di Rappenglueck le considerano in una buona misura plausibili e sono convinti possano rivelare le primissime evidenze dell’interesse umano alle stelle.
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