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Fonte: http://tv.ksl.com/index.php?nid=3

Data : 21.03.05

 

GLI SCIENZIATI STUDIANO IL CALENDARIO ANASAZI

Scienziati e ricercatori si sono riuniti in una remota vallata presso Blanding, per esaminare le misteriose immagini che si vengono a creare sotto i loro occhi.

Benché il rito della primavera, almeno sul nostro calendario, sia scivolato ieri quasi in silenzio, in questo strano e piccolo canyon, all’ora dell’equinozio si può vedere apparire una figura che testimonia il passaggio di antiche tribù. Gli studiosi sono arrivati settimane prima dell’equinozio di primavera; chi studia questo luogo si può recare qui in otto differenti occasioni durante l’anno per verificare una serie di eventi.

E’ piuttosto complicato arrivarvi, ma una volta lì, ci si può sentire quasi come cento anni or sono

“Il silenzio è quasi innaturale. Un uccello sulla distanza, ed i nostri passi. Ecco quel che è possibile sentire. Alcuni tratti sono riscaldati a sufficienza da non avere necessità della giacca. Altri invece si raffreddano bruscamente – e siamo costretti ad indossarla di nuovo. Non è difficile capire come i popoli, tanto tempo or sono, riuscissero a sintonizzare i loro sensi su quelli del canyon.

In questo sito solo, si ritiene che gli Anasazi seguissero otto diversi eventi, incluso ogni solstizio, l’equinozio, e tutti gli altri tra essi.”

La missione di studio si è recata lì per l’evento che si trova a media via tra l’inverno e la primavera. Rocce accuratamente disposte e allineate, permettono al sole di formare l’ombra di una testa indiana. Un raggio di luce penetra attraverso un piccolo foro, e forma un occhio.

In un altro periodo dell’anno, l’occhio si sposta verso uno specifico obbiettivo inciso nella roccia.

Il dottor Dale Slade, archeoastronomo, ha dichiarato: “L’accuratezza, - l’ombra cambia tra mezzo pollice per alcuni eventi, fino ad oltre un pollice in un giorno - permetteva loro di segnare esattamente i giorni sul loro calendario.”

Si viene a creare un altro volto ancora su un’altra roccia, quando il sole raggiunge un’altra posizione.

Slade ha aggiunto: “Riprodurre questo volto sfruttando l’evento atmosferico, era un po’ come invitare Dio a partecipare all’evento.”

Il volto di un orso si trasforma in un volto umano, non appena il sole supera un crepaccio.

Il dr. Don Smith spiega: “Credo si stia divenendo più consapevoli del fatto che questi popoli avevano molta più familiarità con l’astronomia, la scienza e probabilmente la matematica di quanto avessimo mai creduto.”

Questa è probabilmente la ragione per cui i semplici appassionati e gli specialisti che studiano questi siti, vengono chiamati archeoastronomi. I segni del calendario sono accurati ogni anno.

Ma quei popoli non vivevano qui. Solo pochi individui selezionati che avevano bisogno di sapere, si recavano al sito. E potrebbero essere stati non solo gli Anasazi – ma anche i loro discendenti – gli Hopi, che forse tornarono indietro per ritrovare le rocce, ed aggiungere ancora nuovi segni.

Smith e Slade sperano che gli studi al sito di Blanding saranno presto pubblicati in una rivista professionale, affinché tutti i colleghi sappiano.

 

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